Pula

Pula è un comune sardo di 7.422 abitanti della città metropolitana di Cagliari e appartenente all’ex provincia di Cagliari, situato a sud-ovest del capoluogo. Comprende le frazioni di Santa Margherita di Pula e Is Molas.

Da sempre a vocazione agricola, Pula da qualche decennio, grazie alla valorizzazione di un territorio straordinario, è diventata meta turistica di grande spicco.

A Pula ha sede il “Parco Tecnologico”, uno dei centri operativi del consorzio Sardegna Ricerche. In queste strutture sono alloggiati uffici e laboratori di alta tecnologia, nate dalla volontà di trovare un terreno dove sviluppare idee e sperimentare il presente e il futuro della ricerca scientifica.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Video Documentari

Mare

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Pula si trova tra il litorale capoterrese e la magnifica Costa del Sud, una posizione privilegiata per chiunque ami il mare e l’estate. Partendo dalla Costa del Sud (da ovest ad est), da Pula si può raggiungere in breve tempo la meravigliosa Tuerredda, nel territorio di Teulada, considerata una delle più belle spiagge della Sardegna per la sua sabbia chiara e finissima e per il colore trasparente del mare, che richiama un paesaggio caraibico; intorno all’arenile si stende la macchia mediterranea, mentre proprio di fronte è situato l’isolotto omonimo. O ancora, la spiaggia di Piscinnì, che si raggiunge proseguendo verso est, nel comune di Domus de Maria. Il nome deriva dalla Torre spagnola di avvistamento, che si trova in un promontorio vicino alla spiaggia; è inserita nel tratto di costa definito “a rias” per la sua rapida evoluzione da un paesaggio all’altro, si presenta con un fondo di ghiaia sottile e scogli; i fondali sono molto profondi.

Una delle frazioni marittime di Domus de Maria è Chia, e nel suo territorio sono presenti alcune delle più belle insenature di tutta la Costa del Sud: Campana, Sa Colonia, Su Giudeu e Cala Cipolla: insenature con fondo di sabbia bianchissima, delimitate da una bassa e stretta scogliera, e acque limpide con riflessi azzurrati e fondale poco profondo. La spiaggia di Nora si trova nell’omonima località del comune di Pula. Si presenta con un fondo di sabbia bianca a grani, delimitata da una scogliera. L’acqua poco profonda rende la meta ideale per famiglie con bambini, che possono giocare sulla riva senza correre pericoli; vicino alla spiaggia sorge la chiesetta medievale di Sant’Efisio, a memoria del luogo in cui si dice trovò martirio il santo. Proseguendo lungo il litorale, si incontra la spiaggia di Santa Margherita di Pula, con un arenile composto da granelli di sabbia grigia con riflessi rosa, mentre l’acqua ha basse profondità ed è quindi meta ideale per famiglie con bambini. La zona è battuta dal vento ed è adatta i surfisti. L’area è attrezzata e dotata di un ampio parcheggio.

Arrivati nel litorale capoterrese, segnaliamo La Maddalena spiaggia, conosciuta anche come “il lido di Capoterra”: si tratta di una lunga spiaggia caratterizzata da un ampio arenile di sabbia dorata. Il fondale è basso e sabbioso che si presenta con acque dai toni tra il verde e l’azzurro. Nello spazio tra la Maddalena e Su Picciau si può praticare il kitesurf in periodo estivo. A breve distanza è possibile raggiungere la spiaggia di Frutti d’Oro, ottimo punto per gli appassionati di surf, e la spiaggia di Torre degli Ulivi, incastonata tra gli scogli e con un fondale di sassi.

Montagna

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Pula ha alle sue spalle il grande massiccio dei monti del Sulcis, con le sue numerose zone di interesse naturalistico.

Per gli amanti del trekking è d’obbligo un giro sui tanti sentieri che si inoltrano sul Monte Arcosu, per una giornata immersi nella natura incontaminata tra boschi di sughero, lecci, ginepri e corbezzoli e l’immancabile fauna tipica della macchia mediterranea. O la zona di Gutturu Mannu: la vallata prende il nome dalla sua stessa conformazione, essendo una grande gola scavata tra i monti, ed è attraversata dal Rio Gutturu Mannu. La superficie complessiva dell’area è di circa 4768 ettari, per lo più agevolmente percorribili grazie a delle piste interne adatte alle jeep. Vi colpirà la folta vegetazione forestale, caratterizzata da querce, lecci, pioppi, sugherete, mirto, carrubi, lentischi e cisti, la varietà della fauna (tra cui il cervo sardo e l’aquila reale) e i pittoreschi corsi d’acqua. Una volta giunti ci si trova, poi, immediatamente di fronte la chiesetta campestre di S. Lucia, ricostruita alla fine degli anni Settanta, immersa in un parco in cui spiccano antichi ulivi.

A poca distanza, seguendo la strada per la Foresta demaniale di Monte Nieddu, troverete il percorso che vi porterà alla gola di Bidda Mores, conosciuta anche come su Strintu de Antoni Sanna o gola di Rio is Cioffus: è uno dei tanti suggestivi siti disseminati fra le montagne del Sulcis. L’orrido in questione è un canyon scavato da un torrentello, il Rio is Cioffus, situato fra rilievi impervi di 400-500 metri di altezza. Nel tratto più suggestivo, situato in territorio di Sarroch, la gola si restringe in un budello di circa 2 metri di larghezza. Il fondo del canyon, a 180-200 metri sul livello del mare, è chiuso fra due pareti verticali di oltre 100 metri di altezza, che più in alto si allargano e si estendono fino a raggiungere punte di 400 metri sul livello del mare. Nel punto più stretto, la parete ovest forma una vistosa sporgenza rocciosa che ad altezza d’uomo chiude quasi completamente il canyon, lasciando fra le due pareti uno strettissimo spazio di circa un metro di larghezza.In direzione ovest e prendendo le indicazioni per Domus de Maria, si può invece raggiungere l’altro versante del massiccio, con le foreste di Is Cannoneris e Pantaleo (comune di Santadi), altrettanto suggestive e ricche di fauna locale, come il cervo sardo, l’aquila reale e il cinghiale.

Ad occidente del Capo di Pula, su una superficie di circa 55 ettari, si estende l’area lagunare di Nora che comprende il sistema di canali ed isolotti del delta del Rio Arrieras e la laguna vera e propria separata dal mare da un lungo argine e dalla penisola naturale di Fradis Minoris. La flora della laguna è tipica delle zone umide salmastre, con una rigogliosa vegetazione a macchia mediterranea. La fauna è caratterizzata da anatre, aironi, garzette, martin pescatore e diverse varietà di gabbiani, tra cui il raro gabbiano corso. Tra le specie ittiche si annoverano spigole, anguille, saraghi, orate e muggini.

Storia e Archeologia

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Pula sorge nelle vicinanze di un importantissimo sito archeologico, l’antica città di Nora, fondata secondo la leggenda degli Iberi; l’antico centro urbano fu in realtà edificato dai fenici intorno all’VIII secolo a.C. su preesistenti insediamenti nuragici. I resti furono scoperti casualmente grazie a una violenta mareggiata che rimise in luce una parte dell’edificio funerario del tophet; ma il ritrovamento più eclatante fu senz’altro il teatro, anche per le sue buone condizioni di conservazione. Poco distante, una singola colonna indica il tempio romano e adiacente ad esso il Foro, centro sociale ed economico della città. Non lontano si trova anche il tempio dedicato alla dea Tanit. Un edificio molto interessante è inoltre il complesso termale, i cui soli ruderi danno l’idea dell’imponenza della struttura. Successivamente, il centro passò prima ai punici e poi ai romani, e per un breve periodo fu capitale della provincia di Sardegna e Corsica, per poi cedere la carica alla vicina Caralis (Cagliari). Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, le continue scorrerie prima da parte dei vandali e in seguito dei pirati saraceni, provocarono lo spopolamento totale della città di Nora a partire dall’VIII secolo d.C.

Nel Medioevo, il villaggio di Padulis de Nura (Palude di Nora), nei pressi dell’antica Nora, attorno all’anno 1000 fece parte del giudicato di Cagliari fino al 1258, per passare poi ai Della Gherardesca. Nel 1355, fu inglobato dagli Aragonesi nei possedimenti della Corona. Durante le guerre tra il giudicato di Arborea e il Regno di Sardegna (1365-1409), il villaggio venne occupato spesso dalle armate arborensi. Tornato definitivamente in mano aragonese, era però ormai pressoché disabitato. Fu comunque infeudato alla potente famiglia iberica dei Carroz. Tra il XVI e il XVII secolo gli spagnoli costruirono lungo la costa tre torri d’avvistamento in funzione anti-saracena.

I nuovi feudatari, i Centelles, decisero a partire dal 1630 di favorire il ripopolamento del territorio, ma la ripresa demografica durò poco: l’epidemia di peste del 1652 decimò la popolazione e il nascente borgo si spopolò nuovamente. Seguirono decenni di passaggi da un feudatario all’altro (prima i Borgia di Gandia e poi i Català). Nel XVIII secolo il paese rifiorisce in parte grazie alle iniziative dei frati mercedari e all’arrivo nella zona di contadini e pastori dall’entroterra.

Nel 1839, sotto dominazione sabauda e con la fine del sistema feudale, Pula divenne comune del Regno di Sardegna e poi del Regno d’Italia dal 1861.

Tra le architetture religiose meritevoli di attenzione, la prima è senz’altro la chiesa di Sant’Efisio, sita poco fuori dal centro abitato di Pula e a breve distanza dalle rovine della città di Nora; qui si svolge la processione che è culmine della festa di sant’Efisio. L’attuale chiesa fu eretta in stile protoromanico successivamente all’anno 1089, quando il titolo Sant’Efisio di Nora venne donato ai monaci Vittorini dal giudice di Cagliari Costantino-Salusio II de Lacon-Gunale. Il tempio fu costruito sopra un antico santuario altomedievale, sul luogo ritenuto per tradizione lo stesso del martirio e della sepoltura di sant’Efisio, e in cui le sue spoglie rimasero, finché non vennero vennero trafugate dai pisani nel 1098 e restituite solo nel 1886. I resti dell’antico santuario si riconoscono nella cripta dell’attuale chiesa romanica, che presenta linee semplici, dall’aspetto robusto e severo, costruita in blocchi di pietra arenaria. La facciata è preceduta da un atrio con portico, aggiunto tra in XVII e il XVIII secolo. L’interno, a pianta rettangolare, è a tre navate, tutte voltate a botte. Segnaliamo poi la chiesa di San Raimondo Nonnato, chiesa un tempo campestre ormai inglobata nell’abitato di Pula. Fu edificata nel 1709 dai padri mercedari, appartenenti al medesimo ordine religioso di san Raimondo, e fu poi venduta all’asta insieme al convento della Madonna della Mercede di cui allora faceva parte. Infine, la chiesa di San Giovanni Battista, situata nel centro dell’abitato e risalente al XIX secolo. Conserva al proprio interno due sarcofaghi in marmo, uno proveniente dalla vicina città punica di Nora e l’altro dalla chiesa di San Francesco a Cagliari; questo conterrebbe le spoglie della duchessa di San Pietro Agostina Deroma, deceduta nel 1759.

A Pula sono presenti due musei: il Museo archeologico Giovanni Patroni, che custodisce i reperti provenienti da Nora, e il Museo Norace, che possiede due collezioni: una di mineralogia e una di numismatica.

Folclore e Tradizioni

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Tra le tradizioni religiose più conosciute e sentite a Pula, la prima è senza dubbio la Festa di Sant’Efisio martire, una tra le processioni a piedi più lunghe d’Europa: da Cagliari la statua del santo si dirige verso Pula, passando attraverso Sarroch e Villa San Pietro. Pula accoglie con tutti gli onori il Santo il 2 di maggio; migliaia di fedeli si recano all’ingresso del paese per assistere all’arrivo della processione, in tarda mattinata. Sant’Efisio viene portato in processione per le vie del paese fino alla chiesa di San Giovanni Battista, dove viene celebrata la messa solenne. La processione è accompagnata dalla musica delle launeddas, dai cavalieri e dalle donne vestite con il costume tradizionale sardo. In serata il santo riparte in processione verso Nora, raggiungendo i luoghi del suo martirio. Nella chiesetta di Nora, costruita sopra la sua antica prigione, si svolge la santa messa. Il simulacro del Santo fa  poi rientro a Pula accompagnato da una fiaccolata, e il cielo serale viene rischiarato dai fuochi d’artificio. Il 4 maggio, al mattino presto, Sant’Efisio riprende la strada per Cagliari, accompagnato nuovamente da una grande processione a piedi.

Nella prima quindicina di agosto viene celebrata invece la festa in onore di  Santa Margherita, che prevede i festeggiamenti religiosi e un calendario di eventi laici con musica, balli e bancarelle di prodotti tipici e artigianato locale. Altre feste religiose importanti sono quella di San Giovanni Battista a fine giugno e la festa di Sant’Isidoro, patrono degli agricoltori, a metà agosto.

Tra gli eventi culturali, ormai molto conosciuta è la manifestazione estiva “La notte dei poeti”, che dal 1983 fa rivivere il teatro romano di Nora come luogo di poesia, di arte e di spettacolo, con artisti e poeti nazionali e internazionali.

Pula ha una ricca tradizione culinaria che si inserisce in quella comune a tutto il basso Campidano e al Sulcis orientale. Imperdibili i primi piatti di pasta fresca fatta in casa, come i tradizionali culurgionis, ravioli ripieni di ricotta o formaggio fresco e spinaci, e i malloreddus alla campidanese, conditi con sugo di salsiccia fresca.  Tra i secondi di carne, immancabile il maialetto allo spiedo, la cacciagione in tegame (cotta a fuoco lento e con aggiunta di vino bianco), o lessata e aromatizzata al mirto come i famosi “pilloi de taccua” (tordi). Altro piatto tipico di tutta la zona è la Panada: tortine salate e condite all’interno con anguille, oppure piselli e agnello o verdure, e consumate spesso durante occasioni speciali quali feste, oppure regalate a persone care.