Oristano Provincia

Coste

La costa della provincia di Oristano si estende per circa 100 km partendo dalla Marina di Tres Nuraghes a nord fino a sfumare negli stagni di Marceddì e San Giovanni a sud. A splendide spiagge si alternano coste frastagliate e falesie estreme, tutte battute dal maestrale che fa di questo tratto di mare uno tra i luoghi più ambiti per il surf nell’isola. Il tratto di mare di fronte a Tres Nuraghes è in buona parte scosceso e roccioso, e le piccole cale rimangono un’esclusiva dei locali. Da questo paese si raggiunge facilmente Santa Caterina di Pittinuri. Scavato nei calcari, questo tratto di spiaggia è noto anche per la presenza delle rovine della città punico-romana di Cornus. Poco distante, proseguendo verso sud, si trova l’altra borgata marina di S’Archittu (l’archetto) che prende il nome dalla meraviglia naturale costituita appunto da un arco scavato nella roccia calcarea dall’azione a tenaglia del moto ondoso. Si presenta come una galleria alta circa sette e profonda diverse decine di metri. Mette in comunicazione il mare aperto con una piccola baia che risulta ben riparata dal vento. S’Archittu è il più grande arco di roccia della Sardegna ed è stato elevato al rango di monumento naturale dall’UNESCO. La costa sabbiosa si estende, più o meno, da Santa Caterina fino a Capo Mannu, dando vita a uno dei litorali più lunghi d’Italia.

Proseguendo da Santa Caterina verso Oristano, dopo circa 3 km, s’incontra sulla destra una stradina bianca che conduce alla spiaggia di Is Arenas, un arenile di 5 km ed imponenti dune sabbiose alle sue spalle. Per porre un limite all’avanzata di questa distesa sabbiosa, che rischiava di dare vita al primo imponente deserto sardo, è stata creata negli anni ’50 la maestosa pineta. Ritornati sulla strada principale (la S.S. 292) in direzione sud fino all’incrocio per Putzu Idu, svoltate a destra si arriva alla cala di Su Pallosu, bellissima cala e consigliata per le famiglie in quanto i fondali che digradano dolcemente evitano brutte sorprese ai bambini. A pochi chilometri a sud da Putzu Idu si allunga la spiaggia di Is Arutas, ribattezzata dai locali “la spiaggia dei chicchi di riso”. In realtà i chicchi sono finissimi granelli di quarzo, lisci e lucenti, una soffice distesa che riflette i raggi del sole in maniera caratteristica a seconda dell’ora del giorno. Lo stesso tipo di arenile si può trovare un po’ più a nord nella spiaggia di Mari Ermi o nella spiaggia dell’Isola di Mal di Ventre. Dell’area marina protetta del Sinis fa parte appunto anche l’isola di Mal di Ventre, abitata da un gran numero di simpatici conigli selvatici. L’isola, che si trova di fronte alla spiaggia di Mari Ermi, è raggiungibile solo in barca dati i circa 4 km di mare che la dividono dalla costa. Il mare intorno all’isola è caratterizzato da fondali stupendi con vasti tappeti di posidonie, coralli e madrepore, visitati spesso da delfini e popolata da una gran varietà di pesce in generale.

All’interno del golfo di Oristano, quasi a segnare il confine dell’area protetta del Sinis, sorge una Torre spagnola che ha dato il nome alla località. All’arenile di Marina di Torregrande manca senza dubbio dell’aspetto ‘agreste’ delle altre spiagge del litorale ma non è meno bella. Sicuramente ben attrezzata per quel che riguarda la ricezione turistica.

 

Entroterra

Il territorio della provincia di Oristano si presenta molto variegato, passando dalle pianure del Campidano a sud alle montagne del Montiferru a nord. La porzione sud-occidentale del territorio è infatti occupata da una parte della vasta pianura del Campidano, che attraversa parzialmente anche le province del Medio Campidano, di Carbonia-Iglesias e di Cagliari. Nella porzione sud-orientale si trova invece il massiccio del monte Arci, con i suoi 812 metri. La parte nordoccidentale è invece occupata dal massiccio del monte Ferru, la cui cima più elevata è rappresentata dal monte Urtigu, con i suoi 1050 metri. Nel settore nord-orientale si trova l’altopiano di Abbasanta, diretta continuazione dell’altopiano di Campeda.

Le pendici dei massicci montuosi del monte Ferru, del monte Arci e delle montagne del Barigadu sono fittamente ricoperte dai boschi di lecci e roverelle. La macchia mediterranea che domina lungo le coste e negli altopiani dell’interno è formata da essenze quali l’olivastro, il lentisco, il corbezzolo, il mirto ed il cisto. Le sponde degli stagni sono invece il dominio della vegetazione alofila.

Il territorio della provincia è attraversato da due importanti fiumi della Sardegna: il fiume Tirso, che sfocia nel golfo di Oristano, con i suoi 152 chilometri è il più lungo della Sardegna. Lungo il suo corso sono state costruite alcune dighe, allo scopo di creare delle riserve idriche e per regolarne il flusso. Il suo percorso in provincia di Oristano copre una distanza di 77 km. E il fiume Temo, unico fiume navigabile (parzialmente) della Sardegna attraversa la cittadina di Bosa e sfocia nel mar di Sardegna a pochi chilometri dalla stessa. Lungo 55 km e suddiviso tra le province di Sassari e Oristano. Nella provincia è inoltre presente il lago Omodeo, originato dallo sbarramento del fiume Tirso. L’invaso attuale è stato ottenuto dalla realizzazione di una nuova diga, la Eleonora d’Arborea, nel territorio del comune di Busachi. Le acque del nuovo invaso hanno parzialmente sommerso la vecchia diga, che è ancora parzialmente visibile dalle piazzole di sosta lungo la strada provinciale 74.

Parco naturale regionale del Monte Arci

Il Monte Arci si trova al limite nord-orientale della fossa tettonica del Campidano; è un massiccio isolato di natura vulcanica che ricade nel territorio di numerosi comuni dell’oristanese, nella piana di Uras: Marrubiu, Santa Giusta, Villaurbana, Palmas Arborea, Usellus, Villaverde, Pau, Ales, Morgongiori, Masullas e Siris. Raggiunge un’altitudine massima di 812 con la punta Trebina Longa, a cui si affiancano la Trebina Lada ( 703 ) e Corongiu de Sizoa ( 463 ). Le tre vette richiamano alla mente l’idea di un treppiede e da qui è venuto il nome sardo delle due punte principali (trebina). Su un’ossatura di trachite si stende il mantello del Monte Arci, costituito da colate di lava basaltica.

L’area del Parco del Monte Arci permetterà, a chi vuole scoprirla, di lasciarsi avvincere dalle suggestioni della natura, della storia, dell’archeologia, delle tradizioni culturali che i paesi del Parco sono in grado di offrire.