Cagliari Provincia

Le subregioni storiche

Campidano di Cagliari

È la sub-regione storica della Sardegna sud-orientale. In tempi antichi il territorio apparteneva al Giudicato di Cagliari, e in particolare alle curatorie di Cagliari, Decimo, Gippi e Nuraminis. Le sue vicende storiche e sociali sono fortemente legate ad alcuni elementi geografici: fiumi e falde acquifere, oltre naturalmente al territorio pianeggiante; proprio queste caratteristiche favorirono la nascita, fin dal Medioevo, dei centri abitati di Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Monserrato e Selargius, e un grande sviluppo dell’agricoltura e dei frutteti. Il suo capoluogo è Cagliari.

Gerrei e Sarrabus

Il nome attuale Gerrei era in uso (come “Jerrei”) già nel 1190. Sul suo significato sono accreditate alcune ipotesi di origine mesopotamica, tra cui quella che possa avere il significato di “passaggio”. L’origine più accreditata del nome Sarrabus, invece, è quella della degradazione del termine “saeprus”, nome originario dell’importante fiume e che attraversa la zona con l’attuale nome di Rio Picocca. Secondo un’altra interpretazione il nome Sarrabus deriva dalla voce “Is Arabus“ (in sardo “gli arabi”) che spesso compivano violente incursioni nelle coste della regione. I due territori sono confinanti e sono legati fin dall’antichità: facevano infatti parte del Giudicato di Cagliari (all’interno delle curatorie di Sarrabus, Colostrai e Gerrei). Tutta la zona è poco popolata rispetto alla vastità del territorio, e presenta quindi una densità di molto inferiore a quella nazionale (25 abitanti/km²). I centri principali della regione sono Burcei, Castiadas, Muravera, San Vito e Villasimius.

Parteòlla

Il territorio attuale corrisponde a quello della curatoria di Dolia, facente parte del Giudicato di Cagliari. Il nome Parteolla deriva dal fatto che la Curatoria (o partes) di Dolia era detta anche “parte Olla”. Situata nel Basso Campidano, subito a nord di Cagliari, ha come capoluogo Dolianova e anticamente è stata anche sede della diocesi. I centri principali del Parteolla sono, oltre Dolianova, Serdiana e Donori.

Quirra o Salto di Quirra

In sardo Chìrra o Sartu de Chìrra, è situata nella Sardegna centro-orientale e venne istituita nel 1327 da Don Alfonso d’Aragona come “Contea di Quirra” (che diventerà poi Marchesato). Il Marchesato era molto esteso e comprendeva numerosi feudi, fino ad arrivare all’Ogliastra; quest’ultimo comprendeva il castello di Lotzorai e i villaggi di Tortolì, Arbatax, Lotzorai, Lanusei e molti altri. La Contea risultò legata alle sorti delle famiglie Carroz e Centelles per tutto il periodo della dominazione spagnola dell’isola. Attualmente questa subregione si trova a cavallo tra la Provincia dell’Ogliastra e la Provincia di Cagliari, e ha come centri principali Villaputzu, Lanusei, Ulassai, Jerzu.

Sarcidano

Situata nella zona centrale dell’isola, la regione è formata da un altopiano che si estende tra i territorio del Campidano, della Marmilla e della Barbagia. I fiumi presenti nel territorio, sbarrati nel loro corso, formano i laghi di Is Barrocus, del Mulargia e del Flumendosa. Isili è il capoluogo di questa subregione storica, famosa soprattutto per i suoi manufatti in rame, mentre a Nurri e Orroli si producono macine da mulino in basalto locale, un’attività ormai quasi scomparsa nel resto della Sardegna. Nel territorio vi sono numerose testimonianze archeologiche, come i nuraghi Is Paras nel territorio di Isili.

Trexenta

Situata nella parte settentrionale della provincia di Cagliari, comprende circa 13 comuni, di cui il principale è Senorbì. La Trexenta risulta abitata fin da epoche antichissime, come testimonia il nuraghe Piscu di Suelli. Nel medioevo il Distretto di Trexenta faceva parte del Giudicato di Cagliari; il suo toponimo potrebbe derivare dal plurale latino “trecenta”, ad indicare forse qualche misura agricola oppure l’esistenza di trecento entità di importanza strategica (per esempio granai, fortezze o altro). I centri principali sono Senorbì, Mandas, Guasila, Siurgus Donigala.

 

 Il Giudicato di Cagliari

Il Giudicato di Calari o di Pluminos (in latino Iudicatus Karalitanus), era uno Stato sovrano ed indipendente che nel medioevo si estendeva nella parte meridionale e centro-orientale della Sardegna, comprendendo le attuali subregioni del Basso e Medio Campidano, il Sulcis-Iglesiente, l’Ogliastra e parte della Barbagia. Confinava a nord con il giudicato di Arborea, e in piccola parte con il giudicato di Torres e il giudicato di Gallura. Durò circa 300 anni, dal 920/940 d.C. al 1258. A capo del regno (in sardo “logu”) vi erano il monarca o giudice (Judike) e un consiglio deliberativo (Corona de Logu). La capitale era ubicata a Santa Igia, che venne poi rasa al suolo nel 1258 dai Pisani, e i cui resti si trovano ancora nella parte occidentale dell’odierna Cagliari. Le prime notizie ufficiali sul Giudicato di Cagliari fanno riferimento all’elezione a giudice di Mariano Salusio I, della dinastia dei Lacon-Gunale, che venne quindi considerato il primo sovrano di Cagliari, anche se probabilmente ve ne furono altri prima di lui. Mariano I morì nel 1058. Il nipote, Mariano II, cercò di mantenere una posizione equidistante fra le repubbliche marinare di Genova e Pisa, che si mostravano sempre più interessate alle sorti dei giudicati sardi. Nel 1130 gli succedette il suo unico erede Costantino, che continuò l’opera dei predecessori favorendo lo sviluppo del monachesimo nel giudicato, e portando sviluppo economico, tecnologico, culturale, nonché forti legami con l’Europa continentale. Costantino morì nel 1163 senza figli maschi, estinguendo così la casata. Il suo successore fu Pietro di Torres, marito della prima figlia di Costantino II, che fu costretto quasi subito a difendersi da un usurpatore filo-genovese sostenuto da Barisone I, giudice del Giudicato d’Arborea.

L’ingerenza delle due repubbliche marinare si fece sempre più forte e alla fine del XI secolo, il giudice Guglielmo I Salusio IV, di ritorno dalla terza Crociata, trovò il suo regno, ormai filopisano, stretto fra i giudicati di Torres e Arborea, filogenovesi. Temendo che il giudice di Torres potesse costituire un pericolo, nel 1194 invase il suo regno seminandovi terrore e distruzione. La guerra fra Costantino e Guglielmo proseguì fino alla morte del primo, mentre nel 1196 una flotta genovese si presentò sulle coste cagliaritane, sconfiggendo Guglielmo e distruggendo il palazzo giudicale di Santa Igia. Neanche dieci anni dopo, il giudicato venne attaccato dal sovrano di Gallura che con una grande flotta sbarcò a Cagliari costringendo l’allora giudicessa a cedere ai Pisani il possesso della collina ad est di Santa Igia, in seguito chiamata “Castello”, e ad autorizzarli a costruirvi una fortificazione dove  insediarono i mercanti pisani per poter meglio controllare e difendere i loro traffici. Il nuovo borgo fortificato, costruito tra il 1216 e il 1217, fu chiamato Castel di Castro e sarà il primo nucleo abitativo della moderna città di Cagliari. Nel 1235 il Giudicato di Calari era completamente sottomesso ai Pisani. Il territorio fu di fatto governato dalle famiglie pisane dei Visconti, dei della Gherardesca e dei conti di Capraia.

L’erede di Guglielmo, il giudice Chiano, frustrato dalla crescente interferenza di Pisa sugli affari interni, si rivolse alla repubblica di Genova. Nel 1256 firmò un trattato con cui divenne alleato dei Genovesi, concedendo a Genova l’esportazione del sale senza tasse e donandogli Castel di Castro. Pisa reagì subito con Gherardo e Ugolino della Gherardesca, a cui fu inviata una flotta da Pisa. Chiano venne sconfitto e catturato, e poi ucciso a Santa Igia da un pisano. Il suo successore, Guglielmo di Cepola, fu l’ultimo giudice di Cagliari; egli volle proseguire in una politica a favore della repubblica di Genova, espellendo tutti i pisani da Castel di Castro. Immediatamente le famiglie pisane nella regione lo riconquistarono e assediarono Santa Igia che, non ricevendo aiuti dai Genovesi, fu costretta ad arrendersi e fu totalmente distrutta nel 1258.

Guglielmo di Cepola fu deposto e il territorio del giudicato venne diviso in tre parti e spartito fra il giudicato di Gallura, cui toccò la parte di nord-orientale (Ogliastra, Sarrabus), il giudicato di Arborea, che si annesse la parte zona centro-settentrionale, e la famiglia della Gherardesca, cui spettò la regione occidentale del Sulcis-Iglesiente. Castel di Castro passò invece sotto il diretto controllo del comune di Pisa fino al 1326, quando venne conquistata dall’esercito catalano-aragonese diventando capitale del neonato regno di Sardegna con il nome di Castel de Càller.

 

Lingua

Nella provincia di Cagliari è parlato il sardo nella sua variante campidanese (sardu campidanesu o campidanesu). Il sardo campidanese è una delle due principali macrovarianti della lingua sarda (l’altra è il logudorese). È parlato nella parte centro-meridionale della Sardegna, in una regione ben più vasta del Campidano geografico. Al suo interno il sistema campidanese è abbastanza omogeneo, ma presenta alcune differenze locali nelle aree periferiche. Il dominio campidanese viene comunemente ripartito in 8 sottogruppi: meridionale; centrale; occidentale o rustico; sulcitano; sarrabese; barbaricino meridionale; ogliastrino; oristanese. Il campidanese meridionale cittadino che viene parlato a Cagliari, pulito di alcuni tratti localistici, è la base del “campidanese comune” o “campidanese letterario”, solitamente usato da scrittori e poeti, e rappresenta il modello linguistico di referenza.