Carbonia-Iglesias

Grotta di San Giovanni

Ubicata nel territorio comunale di Domusnovas,  è stata l’unica in Italia, terza in tutto il mondo (dopo Francia e Australia) ad essere percorribile in auto. Si raggiunge uscendo dal paese di Domusnovas in direzione nord e percorrendo la strada provinciale che costeggia il rio San Giovanni. È meta di arrampicatori sportivi da tutta Europa per via delle spettacolari pareti rocciose site nel territorio comunale. La grotta è sovrastata ad est dal monte Acqua (540 m) e ad evest da punta San Michele (908 m). La grotta è un bell’esempio di fenomeno carsico. Il fenomeno che la generò è dovuto allo scorrere di un fiume sottorraneo che ne provocò il cedimento di una massa calcarea rocciosa. Il ramo principale (livello stradale) lungo 850 metri, sbuca con un altro monumentale ingresso nella valle di Oridda; interamente attraversato dal rio che raccoglie le acque delle vallate a monte, è caratterizzato da ampie sale, da grandi concrezioni a vaschetta , la più grande di queste concrezioni si trova in prossimità dell’uscita nord e da stalattiti e da stalagmiti. Oltre al ramo principale la grotta si sviluppa su altri due livelli, (accessibili solo agli esperti), rendendo la grotta in tutto lunga 2 km.

Grotte Is Zuddas

Le grotte si trovano a circa 6 km da Santadi lungo la SP 70 che congiunge Santadi a Teulada. Si aprono nel calcare cambrico del Monte Meana (236 m slm) a Santadi e si sviluppano per una lunghezza complessiva di circa 1650 m anche se il percorso turistico è limitato a 500 m. Esso consta di diverse sale, ognuna delle quali si distingue e si differenzia per le particolari caratteristiche delle concrezioni. Subito dopo l’ingresso, sulla volta, rimangono le tracce del Prolagus Sardus, un roditore oggi estinto, presente solo in Sardegna e in Corsica. Tra le sale più belle è quella detta dell‘Organo, il cui nome è dovuto ad una colonna stalatto-stalagmitica che ricorda un organo a canne, alla cui base sono delle aragoniti coralloidi, stalagmiti, colate, stalattiti e formazioni tubolari, mentre le pareti sono ricoperte dalle candide aragoniti aghiformi. Dopo un breve tunnel si entra nel Salone del Teatro, imponente e bellissimo, per giungere infine nella Sala delle Eccentriche, ornata dalle rarissime aragoniti eccentriche; esse costituiscono la peculiarità più significativa delle grotte: rendono infatti le Grotte di Is Zuddas uniche al mondo per la loro concentrazione in un’unica stanza. Nella stessa zona si trovano altre grotte molto interessanti, come la Grotta Pirosu, al cui interno è stato rinvenuto un santuario ipogeico nuragico, la Grotta del Campanaccio e la Grotta della Capra.

 

Arcipelago del Sulcis

L’arcipelago sulcitano è formato da due isole principali: l’isola Sant’Antioco e l’isola San Pietro; le altre isole minori sono il Toro, la Vacca, l’isola del Corno, l’isola dei Ratti e l’isola Piana. L’arcipelago del Sulcis è famoso soprattutto per le sue suggestive scogliere che cadono a strapiombo sul mare. Ma la ricchezza più importante è data sicuramente dalla straordinaria varietà della flora e della fauna locale. Nella cornice di una vegetazione mediterranea incontaminata vengono accolte specie rare e protette come il falco della regina o il fenicottero rosa. Insieme alla ricchezza del territorio, l’arcipelago del Sulcis può vantare anche un patrimonio storico e culturale molto rilevante. Nell’isola di Sant’Antioco si possono ammirare ad esempio le caratteristiche costruzioni della civiltà nuragica, che testimoniano la presenza dell’uomo in questa zona già in epoca preistorica, così come i resti della civiltà fenicia che fondò l’antica città di Solki. Una visita a Sant’Antioco, Carloforte e Calasetta è immancabile per chiunque voglia scoprire a fondo le peculiarità del profondo Sulcis.