Nuoro Provincia

Sentieri escursionistici

Scoprire la Barbagia attraverso i numerosi percorsi naturalistici è di certo un’esperienza da non perdere. Il primo che vi segnaliamo è quello che va da Is Muralleddas a Texile, che attraversa luoghi di interesse naturalistico, antropologico e storico; lungo il tracciato sono inoltre presenti aree pastorali caratterizzate dalla presenza dei vecchi ovili. Il punto di partenza e il punto di arrivo si trovano in prossimità dei centri abitati di Meana Sardo e di Aritzo e sono serviti dai mezzi pubblici. Il sentiero è caratterizzato da lecci e corbezzoli, e monumentali alberi di castagno, ciliegio e sughero. Arrivando verso Funtana Cungiada, si può ammirare la chiesetta campestre di Santa Maria e godere di una vista spettacolare che spazia dal Golfo di Oristano a ovest, all’Ogliastra ad est, fino alla catena del Gennargentu. In prossimità di Punta Crispisu, (1000 metri s.l.m.) l’itinerario si affaccia sui territori di Tonara, Belvì e Aritzo. Da questo punto si prosegue costeggiando il tacco Su Meseddu de Texile, fino a raggiungere la SP 295, in località “Genna Entu”.

Più impegnativi ma altrettanto spettacolari sono i sentieri escursionistici del Supramonte ogliastrino, come quello che va da Sa Portiscra a Cala Luna, e vanta numerosi punti panoramici sul Golfo di Orosei e sul Supramonte di Dorgali, Urzulei, Bunei e Orgosolo. Il sentiero è abbastanza impegnativo in ragione del forte dislivello, pari a 1.050 metri e della sua lunghezza (22 km). Si parte dalla località di “Sa Portiscra”, nel Supramonte di Urzulei, in cui troviamo l’Oasi faunistica del cervo sardo e il complesso rurale di Coile sa Portiscra, mentre il punto d’arrivo del percorso è fissato nella spiaggia di Cala Luna, sul Golfo di Orosei. Da non perdere, lungo il percorso, il villaggio nuragico di Or Murales, con 50 capanne circolari in pietra risalenti all’Età del Bronzo, e il Canyon di Codula di Luna.

Il secondo sentiero escursionistico nel territorio del Supramonte è quello di Sedda ar Baccas – Gorroppu, che ricade quasi del tutto nel Sito di interesse comunitario del Supramonte di Oliena, Dorgali, Urzulei. E’ un percorso di grande interesse paesaggistico, per le guglie di roccia e per i vari fenomeni carsici che si possono ammirare percorrendo la Codula di Orbisi prima di arrivare alla famosa Gola di Gorroppu. Lungo il sentiero è possibile visitare le tombe dei giganti di Sa Carchera e il villaggio nuragico di Orruinas. Il punto finale è la Gola di Gorroppu, un canyon alto sino a 400 metri che ospita la Pischina Urtaddala, un laghetto dove convogliano piccoli corsi d’acqua sotterranei.

Infine, consigliamo il percorso Urzulei Fennau – Sentiero San Giorgio, lungo cui si incontra la tomba dei giganti di S’Arena e il villaggio nuragico di Perdeballa. Il sentiero è compreso nel Sito di Importanza Comunitaria (SIC) Supramonte di Oliena, Orgosolo e Urzulei. Il punto di partenza è situato nei pressi della chiesa di San Giorgio; da qui è possibile raggiungere il Supramonte di Urzulei attraversando “Su Piscau” e percorrendo il sentiero fatto dal vescovo San Giorgio di Suelli (XII – XIII secolo). Lungo il percorso si ammira il panorama visibile da “S’Iscala de su Piscau” e visitare “S’Eni di Monte Pertuntu”, un imponente tasso monumentale, catalogato dall’Ente Foreste della Sardegna. Il percorso prosegue poi verso la sorgente di Sa Cuilargia, dove è presente un’area attrezzata per ristorarsi, prima di proseguire per la lecceta di Fennau.

Itinerari enogastronomici

In una società agropastorale come è quella della Barbagia, molte donne hanno ancora il tempo e il piacere di dedicarsi a una cucina tradizionale e ricca di sapori, spesso tramandata di madre in figlia e offerta a turisti e visitatori nei vari agriturismi e nei ristorantini e trattorie locali. Il turismo enograstronomico è oggi un elemento importante per l’economia di questo territorio, e gli amanti del buon cibo e del buon vino trovano nella provincia di Nuoro e in Barbagia un ampio ventaglio di scelte riguardo i prodotti tipici gastronomici.

Sono moltissimi i tour operator e le agenzie turistiche che in Sardegna offrono itinerari enogastronomici in Barbagia. Noi vi consigliamo innanzitutto di provare uno dei tanti “percorsi del Cannonau”, il vino rosso sardo più celebre. Potete iniziare da Nuoro e Oliena, patria del Nepente (una pregiata tipologia di Cannonau, tanto amata dal poeta Gabriele D’Annunzio) e proseguire verso Dorgali, la cui cantina è leader nella produzione del Cannonau di Sardegna, ma produce anche ottimi bianchi, come il vermentino di Barbagia Filine. Infine visitare il cosiddetto “triangolo del vino” (SorgonoAtzaraMeana Sardo), luogo d’origine dell’apprezzato Mandrolisai, che nasce dalla fusione di Bovale Sardo, Cannonau e Monica. Immancabile, a nostro avviso, anche un tour gastronomico dedicato al formaggio pecorino in tutte le sue varianti  e qualità, un prodotto caratterizzante di tutta la cucina sarda e in particolare della Barbagia. Nella Barbagia di Ollolai, il centro più famoso per la produzione di pecorino è Gavoi, che vanta il primato nella produzione del pecorino D.O.P. “Fiore Sardo”, ancora oggi prodotto con tecniche artigianali antichissime. Ma in tutti i principali centri della provincia di Nuoro, la produzione di pecorino sardo D.O.P. e pecorino romano D.O.P. è abbondante e pregiata. Ottimi anche i formaggi caprini: le capre sarde producono un latte molto particolare, in quanto si cibano esclusivamente allo stato brado. I formaggi caprini sardi, compresi quelli barbaricini, sono ormai riconosciuti a livello internazionale per la loro qualità e bontà.

Un itinerario enogastronomico completo potrebbe essere quello che tocca i sapori e gli odori del Nuorese, da Dorgali fino ad Aritzo. A Dorgali è d’obbligo provare il pane carasau, panificato da farine e da semole di alta qualità derivanti da grano duro coltivato esclusivamente in Sardegna; ancora più caratteristico del paese è il pane “moddizzosu”, una sorta di spianata di forma circolare con poca mollica; il moddizzosu si differenzia sia per la forma e la pezzatura, ma soprattutto per il fatto che quello dorgalese contiene nell’impasto delle patate che lo rendono particolarmente morbido. Da Dorgali si giunge a Oliena per degustare il Nepente insieme ad altri prodotti tipici locali e al pane “guttiau”, una gustosa variante del carasau: sono infatti delle sfoglie di carasau “gocciolate” (da qui “guttiau”) con olio extravergine d’oliva, spolverate con un pizzico di sale e messe sulla graticola nel camino o nel forno a legna per pochi secondi. Da Oliena ci si sposta a Gavoi, rinomata – come abbiamo visto – per la produzione del pecorino “Fiore sardo”, ma che propone fra le sue specialità gastronomiche anche quelle ottenute dalla preparazione della pecora, preparata arrosto oppure in brodo, come ad esempio “sa minestra de brodu ‘e ervehe”, pietanza a base di brodo di carne magra di pecora insaporita da cipolla o finocchietto selvatico e cosparsa di formaggio pecorino stagionato. A Mamoiada, invece, è d’obbligo assaporare l’ottimo Cannonau locale, prodotto in casa,dal profumo particolare e dall’elevata gradazione alcolica. Ci si sposta poi a Desulo, patria del porcetto arrosto, cucinato su un fuoco nutrito da legni aromatici, e del pregiato prosciutto locale, un insaccato dal sapore sublime. Da Desulo si arriva infine ad Aritzo, paese che esprime nei dolci la sua creatività, soprattutto con il tradizionale e squisito torrone di noci e nocciole. Tipica ad Aritzo è anche la produzione della famosa “carapigna”, sorbetto al limone preparato con metodi tradizionali.