Sassari Provincia

Centro storico di Sassari

Il moderno assetto urbanistico di Sassari ha da tempo inglobato il vecchio centro cittadino, il quale però ha conservato quell’aria retrò che gli conferisce un indiscutibile fascino. Dal XIII secolo l’abitato si era sviluppato all’interno delle mura, protette da un fossato e non molto elevate. Le porte di accesso erano quattro, una in ogni punto cardinale. Dell’antico perimetro di mura, lungo 2500 metri, i resti più consistenti si trovano in Corso Trinità, in Corso Vico ed in via Torre Tonda. Corso Trinità si diparte dalla piazza del Mercato, davanti alla chiesa omonima. Lungo la via si possono ammirare le antiche mura merlate, che in certi tratti conservano ancora gli antichi stemmi medioevali. Arrivando alla fine della via e svoltando a sinistra, s’imbocca via Saffi, che dopo poche decine di metri si allarga in piazza Sant’Antonio. Quasi di fronte si eleva la chiesa di Sant’Antonio Abate, costruita nel ‘700 su una preesistente struttura cinquecentesca. All’interno del santuario si trovano una serie d’interessanti affreschi.

Il resto di Sassari vecchia sembra invece un paesino a sé all’interno della città. Ci sono piccole botteghe di panettieri e fruttivendoli, strette viuzze vivacizzate dal chiacchierio delle anziane signore sedute alla porta; inoltre trattorie in cui poter assaggiare la vera cucina sassarese, con un servizio schietto e verace. La via prospiciente a piazza Sant’Antonio è il Corso Vittorio Emanuele II, un tempo l’unica vera passerella cittadina. Svoltando a destra, in via San Carlo, si arriva al convento delle Cappuccine. Il monastero fu eretto grazie ai lasciti del re di Spagna, Filippo IV. All’interno si trovano alcune delle più belle opere pittoriche della città, inoltre è presente un raffinato pulpito in legno del ‘600, alla destra dell’altare maggiore.

 

Archeologia – Monte d’Accoddi

L’esempio più eclatante di costruzione megalitica in Sardegna sembra essere la Ziqqurath o Altare preistorico di Monte d’ Accoddi a circa 11 km da Sassari (ci si arriva facilmente, per chi proviene da Sassari, svoltando a sinistra in prossimità dell’apposito cartello indicatore). L’altare è lungo ben 75 metri, compresa la rampa di accesso, ed era alto 37; attualmente è alto 8 metri. Gli scavi in loco ebbero inizio nel 1952; all’epoca quella che oggi è la Ziqqurath era una modesta collinetta; alla luce del sole esisteva solo un lastrone con uno scolatoio e cinque passatoi, si poteva vedere chiaramente che sotto detto lastrone veniva acceso del fuoco. Il lastrone poteva servire per cuocervi carni di prede catturate, oppure era un’ara sacrificale o ancora, vi si cuoceva il cibo per coloro che assistevano ai riti religiosi. A meno di studi successivi o di altri ritrovamenti, il mistero del suo reale utilizzo resta. Quello che non è un mistero è che la Ziqqurath di Monte d’Accoddi, è l’unico esempio, in Europa, di questo tipo di costruzioni megalitiche e merita sicuramente una visita.

 

Natura – Antichi Sentieri

 Il Comune di Sassari punta a riaprire del tutto le vecchie strade vicinali verso Osilo, Sorso e Sennori. Venivano percorse dai carri che andavano ai mulini della zona. Adesso saranno dedicate a passeggiate e trekking. Sono i vecchi sentieri che un tempo collegavano la valle di Logulentu ed i comuni dell’hinterland, Osilo, Sorso e Sennori. Un percorso ad anello di circa 30 km che circonda Sassari e che adesso sta gradualmente tornando percorribile. Ma niente auto o mezzi moderni. L’amministrazione comunale sta portando aventi una serie di interventi di recupero di strade e sentieri, in grado di svelare al visitatore tratti di storia della città e aspetti di vita del territorio. I percorsi saranno l’ideale per escursioni a piedi, trekking o in mountain bike. La pulizia dell’intera area dell’antica “fonte Barca”, ha riportato alla luce vasche, abbeveratoio e le canalizzazioni interamente scavate a mano nella roccia di calcare tenero. Risalirebbero al XIX secolo, mentre la fonte Barca garantisce una portata di un litro e mezzo al secondo. L’area della fonte costituisce il punto di partenza di quello che, anticamente, fungeva da asse principale di collegamento tra l’area di Monte Bianchinu e Logulentu. Lì sono ancora visibili diversi mulini ad acqua, non meno di 6, alcuni dei quali in buono stato di conservazione. Il sentiero, caratterizzato da una fitta vegetazione con prevalenza di lecci alcuni dei quali ultra secolari, oltreché da macchia mediterranea (lentischio, cisto, fillirea, ecc.), segue quello che è il corso d’acqua che prende il nome dall’omonima valle. Il sentiero si incrocia quindi più volte con il rio Barco e, dopo aver attraversato uno degli imponenti ponti ferroviari della linea Sassari-Osilo-Tempio-Palau caratterizzato da piloni e arcate magistralmente realizzate in muratura, si congiunge con la valle di Logulento.