Bolotana

Bolotana (Olothene o Bolotzana in sardo) è un comune sardo di 2608 abitanti, situato in provincia di Nuoro, nella subregione storica del Marghine. Fa parte dell’Unione dei comuni del Marghine e del GAL Marghine. Dal 2012 fa inoltre parte della rete dei Borghi autentici d’Italia, una rete nazionale alla quale aderiscono oltre 200 piccoli e medi comuni, enti territoriali ed organismi misti di sviluppo locale. Nel suo territorio comunale sono compresi i nuclei abitati delle località di Badde Salighes, Santa Maria ‘e Sauccu e Bardosu.

Bolotana è conosciuta principalmente per la suggestiva Villa Piercy, grazioso edificio in stile liberty, fatta erigere nelle campagne del paese a fine ‘800 dall’ingegnere Benjamin Piercy; intorno ad essa si sviluppa un vero e proprio giardino lussureggiante di specie esotiche.

Nel territorio comunale è situata la stazione di Bolotana, posta sulla ferrovia Macomer-Nuoro e servita dai treni dell’ARST attivi tra i due centri capolinea.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

Il bel litorale di Bosa e la costa del Montiferru

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Bolotana dista poco più di 50 km da Bosa e dalle sue bellissime coste. Qui, tra le tante spiagge meritevoli di una visita, segnaliamo la spiaggia di Bosa Marina, nella valle del fiume Temo. Lunga circa un km, è caratterizzata da soffice sabbia di color dorato a grani medi; il mare che la bagna è particolarmente trasparente e di un bel verde smeraldo con diverse tonalità di azzurro, mentre il fondale è basso e sabbioso. Ancora, la spiaggia di S’Abba Druche (l’acqua dolce), una fra le spiagge più rinomate e conosciute di Bosa, costituita in realtà da tre bellissime calette separate da scogli e circondate da una natura selvaggia: la prima è una larga spiaggia di ciottoli rosati; la seconda, più grande ed aperta, è denominata “Su Calighe” per la sua forma che ricorda quella di un calice; mentre la terza, la più piccola, viene detta “Capideddu”. Queste ultime due sono dei piccoli arenili di sabbia chiara e sottile abbastanza riparate dai venti. La località di Torre Argentina è un susseguirsi di insenature, grotte e bianche scogliere. Le varie calette situate a breve distanza l’una dall’altra alternano sabbia a scogli piatti. Le acque, basse, sono di uno straordinario blu cobalto. Molto praticato qui lo snorkeling per i fondali particolarmente interessanti.

Interessante anche la spiaggia di Cala Manago, lungo la costa che da Bosa conduce al Alghero. Nascosta fra la rigogliosa vegetazione mediterranea, presenta una sabbia finissima di un chiaro color ambra che lascia poi spazio a bellissimi ciottoli levigati. Le acque che la bagnano sono sempre tranquille e di bellissimo azzurro-verde trasparente indicate per chi ama le immersioni.

Più a sud, nel tratto costiero meridionale del Montiferru, una delle mete più conosciute e amate è la scogliera di S’Archittu; si articola in promontori e cale, ed è caratteristica per il monumento naturale, costituito da un piccolo arco roccioso sul mare, modellato dall’azione erosiva marina ed atmosferica. A pochi metri dall’arco è presente la spiaggetta omonima.

Montagna

I boschi del Marghine e il giardino di Villa Percy

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L’ambiente naturale del territorio di Bolotana presenta una varietà climatica, faunistica, botanica e paesaggistica molto interessante e diversificata, caratteristica di tutta la regione del Marghine: quest’ultimo ha la sua vetta più elevata in Punta Palai (1200 m), in territorio di Bolotana, che è in realtà il bordo di un altopiano, culminante in una serie di rilievi trachitici dalla caratteristica forma di torre; una zona dalle grandi valenze naturalistiche, con punti di estremo interesse come i boschi di roverelle o le sorgenti che contraddistinguono il Monte Santu Padre nel territorio di Bortigali o il rilievo vulcanico del Monte Sant’Antonio di Macomer, dai quali si gode una vista spettacolare sulla Planargia, sul Montiferru e sul Gennargentu.

Non lontano da Bolotana, verso nord, si trovano poi i monti del Goceano, e qui la suggestiva foresta di Burgos, dove si possono ammirare alcuni residui della foresta originaria che ricopriva il centro dell’isola fino allo devastante sfruttamento avvenuto durante il Regno di Sardegna; ci sono roverelle, lecci e tassi, ben adattati al clima e, naturalmente, altre essenze frutto del lavoro di riforestazione. Ma non solo: Foresta Burgos racchiude anche i resti di un lontanissimo passato, come il nuraghe Sa Reggia, e un moderno centro ippico, la cui attività più importante è l’allevamento del cavallo anglo-arabo-sardo. Gli spazi dell’Istituto ospitano però anche esemplari di asinello bianco dell’Asinara e di pony sardo.

A Bolotana, poco fuori il centro abitato, una delle aree verdi più adatte per passeggiate rilassanti è il piccolo ma affascinante Parco di Villa Percy, in località Badde ‘e Salighes, realizzato alla fine dell’800 dall’ingegnere inglese delle costruende ferrovie sarde Benjamin Piercy, il quale intorno alla propria villa in stile Liberty (anch’essa nel perimetro del parco) fece piantare un gran numero di piante ed alberi autoctoni ed esotici, dando vita ad un giardino ancor oggi di grande interesse botanico.

Storia e Archeologia

Un borgo medievale in un territorio dalla storia antichissima

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Il territorio bolotanese risulta abitato dall’uomo sin dalla Preistoria: sono infatti numerose le testimonianze del periodo prenuragico (con dolmen e domus de janas, come quella di Sas Percas de Zancànu) e nuragico (protonuraghi, una trentina di nuraghi, tombe dei giganti, pozzi sacri).

Importanti sono anche le tracce dei periodi successivi nei quali si susseguirono le dominazioni puniche, romane e bizantine. Del periodo punico riveste una notevole importanza il forte di “Pabude” ascrivibile alla metà del IV secolo a.C., in cui sono visibili i resti delle mura a cremagliera, le porte “scee” o a tenaglia e l’acropoli costruita sfruttando un preesistente edificio nuragico. Notevole è anche la presenza del passaggio della cultura romana: nella montagna sono visibili i resti di un paio di ville (da cui è derivato “bidda” attuale denominazione di un centro abitato), di cimiteri e di agglomerati rurali di varie dimensioni. Anche la pianura è costellata di “vicus” , centri rurali che formavano il fulcro del latifondismo romano, ad esempio in località come Durgui, Su Anzu, Olarti e Bardosu. Di epoca tardo-romana o bizantina troviamo i resti dei villaggi di Santu Selighes (menzionato anche in documenti storici medioevali), Bidda Mazòre situati in collina a poche centinaia di metri dall’attuale abitato. L’attuale paese di Bolotana appare citato per la prima volta, con il nome di Golòthana o Golòssene, nelle Rationes Decimarum del 1341. Nel medioevo fece parte dapprima del Giudicato di Torres, nella curatoria del Marghine, e successivamente del giudicato di Arborea. Alla scomparsa di quest’ultimo e del marchesato di Oristano, venne inglobato dagli Aragonesi nel regno di Sardegna che lo affidarono a diverse famiglie nobiliari. Nel 1720, passato, come il resto dell’Isola, ai Savoia, divenne parte del Regno d’Italia a partire dal 1861.

Oggi Bolotana si contraddistingue per la presenza, nel suo centro storico, di un impianto architettonico di epoca medioevale, con stradine strette e irregolari che tagliano in tutti i sensi i vari isolati; un concetto abitativo tipico di una cultura contadina e pastorale. Tra le architetture religiose interessanti, segnaliamo la chiesa di San Bachisio, collocata nella parte bassa dell’abitato, chiesa di stile romanico risalente al XIII secolo; il suo aspetto attuale è dovuto ai lavori di rifacimento iniziati verso la fine del XVI secolo, dato che originariamente presentava una struttura romanico-pisana che è stata quasi completamente cancellata dai lavori di ripristino realizzati per volere della nobildonna Anna Fara. L’impostazione data all’edificio è quella manieristica, con elementi di derivazione tardo gotica reinterpretati in chiave rinascimentale. Da questo ripristino si salvarono tuttavia alcuni elementi: il portale laterale ad arco inflesso, decorato in stile trecentesco, e alcune cappelle laterali.  La chiesa, a pianta longitudinale, presenta un’unica navata, affiancata da dieci cappelle; la larga navata è coperta da un’ampia volta a botte ogivata con arconi. Il presbiterio è sopraelevato rispetto al piano della navata e si separa da quest’ultima con un arco simile a quello delle cappelle. Inserito nel muro superiore all’arco sta un rosone traforato. Tale arco è sorretto da due semicolonne che presentano i capitelli ornati con lo stemma della famiglia di Centelles (famiglia feudale valenzana).

Tra le architetture civili, il più celebre motivo di attrazione di Bolotana è indubbiamente la Villa Piercy, graziosa villa in stile liberty, fatta erigere nelle campagne del paese dall’ingegnere Benjamin Piercy, cui era stato affidato il progetto delle ferrovie sarde. Intorno alla villa il suo proprietario fece piantare un vero e proprio giardino lussureggiante di specie esotiche, che l’ingegnere portava con sé dai suoi viaggi in tutto il mondo. La costruzione della villa avvenne nel periodo compreso tra il 1879 ed il 1882; l’edificio si sviluppa su tre livelli, di cui uno seminterrato. La pianta è quadrangolare ed i quattro vertici sono cinti da altrettante torrette sormontate da una copertura cupolata metallica e da un piccolo pinnacolo in ferro. Le stanze al piano terra sono sormontate da volte a crociera, due delle quali dipinte. Intorno alla villa si sviluppa, su una superficie di 4 ettari, un giardino in stile inglese con numerose specie vegetali esotiche; così, insieme alla flora spontanea, formata da roverelle, lecci, castagni, agrifogli ed aceri, si trovano a convivere specie introdotte, come il cedro dell’Himalaya, il cipresso di Lawson, il bosso sempreverde e l’abete di Spagna. In una parte del giardino, a breve distanza dalla villa, si trova una piscina, anch’essa circondata dagli alberi.

Folclore e Tradizioni

Le feste popolari di San Bachisio e San Basilio, l’artigianato tessile e la cucina tipica

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Bolotana è conosciuta soprattutto per la festa popolare di San Bachisio, cui è dedicata una chiesa campestre in stile plateresco, che si celebra nel mese di maggio e attrae ogni anno migliaia di persone nelle sue manifestazioni sacre e civili; viene celebrata due volte l’anno: dall’8 al 10 maggio (l’11 è dedicato a Sant’Isidoro) per ricordare la consacrazione dell’attuale chiesa avvenuta nel 1597; ma la vera festa si svolgeva, per tradizione, nei giorni 5, 6 e 7 ottobre. Caratterizzata da canti e balli tradizionali in piazza, mostre di artigianato e di prodotti tipici, manifestazioni religiose con ritualità immutate da secoli che il popolo bolotanese rivive con compostezza e senso del sacro.

La festa ha il suo culmine il giorno 11 maggio, dedicato a Sant’Isidoro, quando viene fatta la processione di auto, moto, trattori dal paese fino alla pianura per la benedizione dei campi: in origine si utilizzavano i carri trainati dai buoi, i protagonisti della sfilata verso i campi di grano per augurare un raccolto abbondante.

Ancora, la festa di San Basilio, che è organizzata dagli abitanti dell’omonimo rione dove è ubicata la chiesa, il 31 agosto e il 1 settembre; questa festa dal fascino antico è diventata in tempi moderni la manifestazione degli emigrati che rientrano per le ferie. Balli folk, canti sardi a chitarra, musica etnica ed esibizioni degli artisti locali sono le manifestazioni più ricorrenti di queste serate di fine estate.

Tra le sagre e le manifestazioni laiche, segnaliamo la Sagra de “Sas Màscaras de Caddu”  (“maschere a cavallo”), una rappresentazione dell’antico Carnevale Bolotanese consistente in una gara di abilità da parte di cavalieri mascherati che, lanciato il cavallo a corsa sfrenata, cercano di strappare il collo di un gallo appeso a testa in giù a una certa altezza. Nella tradizione antica, il gallo era vivo e la gara assumeva un aspetto particolarmente cruento, che oggi non è più ammissibile, per cui si preferisce utilizzare un pollo di stoffa. La serata si conclude con la distribuzione di fave con lardo a tutto il pubblico. O ancora, la Sagra della Montagna, che si festeggia nel giorno di ferragosto a Ortachis, suggestiva località a 1000 metri d’altezza, ricca di boschi e di acque sorgive. Vengono organizzate corse di cavalli, pariglie, rappresentazione dei giochi antichi, balli sardi, gruppi folk… il tutto per allietare il soggiorno delle migliaia di persone che si riversano nelle località più suggestive per consumare il porcetto arrosto o la pecora bollita, con grandi bevute di vino rosso locale.

Da segnalare anche la presenza nel paese di diversi tessitrici che rendono Bolotana uno dei maggiori produttori regionali di tappeti sardi. Sono inoltre numerosi i prodotti tipici della zona che si possono acquistare nel paese, tra cui l’olio, il liquore di mirto, il pane “cun bèrdas” e i numerosissimi dolci secchi prodotti rigorosamente in casa dalle donne di Bolotana.