Baunei

Baunei è un comune sardo di 3654 abitanti della provincia di Nuoro (ma appartenente fino al 2016 alla ex provincia dell’Ogliastra), situato su un costone di roccia calcarea nella regione storica dell’Ogliastra, appena a sud della parte bassa del Golfo di Orosei.

Il paese ha sempre mantenuto pressoché incontaminati i suoi quasi 40 km di costa e il suo entroterra unico: uno dei tratti più belli, aspri e selvaggi del litorale sardo e italiano, con qualità naturalistiche uniche nel mar Mediterraneo.

La sua frazione marittima, Santa Maria Navarrese, è un luogo villeggiatura di crescente prestigio, con un bel porticciolo turistico, una chiesa storica e numerose ville affacciate sul Golfo di Arbatax.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

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Le spettacolari spiagge del litorale di Baunei e Santa Maria Navarrese si raggiungono via terra attraverso mulattiere immerse nel verde della macchia mediterranea, oppure via mare costeggiando scorci mozzafiato. Le più note sono Cala Luna (o Cala Elune), Cala Sisine, Cala Biriola, Cala Mariolu e Cala Goloritzé.

Partendo da nord, proprio sul confine col territorio di Dorgali, al centro del golfo di Orosei, troviamo Cala Luna; simbolo di questo tratto di costa, è caratterizzata dalla foce del torrente codula di Luna ed è protetta da ripide pareti di roccia che la incorniciano. Sull’arenile dorato si aprono ampie e spettacolari grotte naturali, che offrono riparo dal sole nei momenti più caldi della giornata. La sabbia si immerge lentamente in un mare azzurro e cristallino. Per la sua bellezza e il suo fascino selvaggio, è stata scelta come location del celebre film cult “Travolti da un insolito destino”, con Mariangela Melato e Giancarlo Giannini.

Più a sud, s’incontra Cala Sisine; anch’essa sorge alla fine di una codula (canalone), oggi foce di un piccolo torrente che nasce nel Supramonte di Baunei. È una piccola cala lunga circa 200 metri, orlata da alberi secolari di leccio e carrubo; le sue acque sono di un azzurro cangiante grazie ai giochi di luce del sole che si riflette sul fondale di sabbia a granelli calcarei chiari e ciottoli arrotondati. La si può raggiungere via mare con imbarcazioni private o servizi di escursioni offerti nella zona, o con più difficoltà via terra, attraverso percorsi trekking segnalati.

Proseguendo ancora verso sud, si può ammirare Cala Biriola, piccola baia impreziosita da un archetto di arenaria a pelo d’acqua. Dietro l’arenile, vi è un’imponente scarpata, larga quasi 2 km e ricoperta da un fitto bosco di lecci secolari e ginepri, un tempo materia prima dei carbonai, ai quali si devono le scale e le guide in ferro infisse nella falesia a nord della spiaggia. Cala Biriola è raggiungibile a piedi, meglio se con una guida, oppure via mare con i natanti offerti dai servizi di trasporto alle spiagge dal porto di Arbatax e Santa Maria Navarrese.

Scendendo ancora lungo la costa e avvicinandosi sempre di più a Baunei, si incontra la meravigliosa Cala Mariolu, nella località di Punta Ispuligi (che in dialetto baunese significa “pulci di neve”, cioè i piccoli sassolini bianchi che caratterizzano l’insenatura). Si tratta di una piccola cala con acque limpidissime e dai colori cangianti; la sabbia è mista a piccoli e piccolissimi ciottoli tondi di colore bianco e rosa; a impreziosire ulteriormente il paesaggio, una grotta naturale che si apre proprio sulla cala, mentre poco distante si trova la bellissima Grotta del Fico. Il fondale è piuttosto basso e dunque adatto anche ai bambini. Cala Mariolu è raggiungibile a piedi, lungo il sentiero che dall’altopiano di Golgo passa per la Serra Lattone e porta, attraverso il bosco di Ispuligidenie, alla cala; oppure via mare con imbarcazioni private o con i servizi marittimi appositi della zona.

Infine, poco distante verso sud, si può ammirare Cala Goloritzé, sicuramente una delle più belle spiagge di tutto il Mediterraneo, diventata monumento naturale nel 1998. Formatasi nel 1962 a seguito di una frana, la cala è famosa per il colore turchese intenso delle sue acque, dato dallo sgorgare di alcune sorgenti sottomarine, e per l’Aguglia di Punta Caroddi (143 m), un pinnacolo di roccia calcarea meta degli appassionati di arrampicata di tutto il mondo. La spiaggetta è formata da piccoli ciottoli bianchi ed è impreziosita da un arco proteso verso il mare. È raggiungibile esclusivamente a piedi, poiché la navigazione qui è interdetta fino a  500 metri dalla riva; l’itinerario principale parte dalla località “Su Porteddu” nell’altopiano di Golgo e percorre il Bacu Goloritzé, che conduce dopo un’ora di cammino all’omonima cala.

Montagna

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Baunei, grazie alla sua posizione e all’altitudine di 480 m slm, si sporge sull’Ogliastra, contemplando un arco di rilievi su cui si stagliano le vette più alte del Gennargentu. Quasi tutto l’esteso territorio comunale si trova oltre i 400 metri di altitudine, ed è solcato da gole e valli strette, le cosiddette codule, che ospitano torrenti che sfociano sulla costa intervallando ripide pareti calcaree, falesie, doline e canyon. Nel suggestivo altopiano di Golgo si apre “Su Sterru”, la voragine carsica più profonda di tutta Europa. Il patrimonio naturalistico e floro-faunistico si può ammirare grazie a numerosi sentieri per il trekking; alcuni non sono tracciati con segnavia, e richiedono dunque un approccio più attento. Nel Supramonte di Baunei questi sentieri seguono le tracce lasciate un tempo dai pastori e dai carbonai all’inizio del secolo scorso: una fitta ragnatela di percorsi che collega l’entroterra al mare tramite i “baccus” (canyon) in un paesaggio estremamente variegato.

In questo angolo di paradiso, si può tutt’oggi godere di paesaggi intatti, antichi e incontaminati. Su tutto il territorio predomina una folta macchia mediterranea, con esemplari di leccio vecchi di diversi secoli; molto diffuso è anche il ginepro, soprattutto nella folta boscaglia che ricopre Capo Monte Santo. La fauna comprende anche specie rare, alcune rischio di estinzione. Tra i volatili, presenti soprattutto il gabbiano corso e il falco della regina, che qui ha la sua colonia mediterranea più popolosa; ma si possono avvistare anche l’aquila reale, l’astore, il falco pellegrino, l’aquila del Bonelli. Diffusi anche il muflone, il cinghiale, la volpe e la martora.

Tra le tante tipologie di trekking ed escursioni a disposizione dei visitatori, segnaliamo la possibilità di sperimentare il trekking a dorso d’asino: dei percorsi immersi nella natura in compagnia di asinelli addestrati, per ripercorrere le antiche mulattiere lungo itinerari di interesse storico e naturalistico; un’attività adatta a tutti, compresi i più piccoli.

D’obbligo anche provare il percorso di trekking “Selvaggio Blu”, con partenza a Pedralonga: si percorrono a piedi le antiche mulattiere e i sentieri dei caprari e dei carbonai, tra aquile, falchi e capre selvatiche, e si può pernottare nelle tradizionali “pinnette”, gli ovili di ginepro stagionato. Un itinerario originale e suggestivo, che conduce dalla montagna al mare.

Storia e Archeologia

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Le testimonianze più antiche della presenza umana in questo territorio risalgono all’epoca Neolitica e sono state rinvenute nella “grotta de su marinaiu”, a Cala Luna.  Ma è l’Altopiano del Golgo a rappresentare il più interessante contesto storico-archeologico del territorio baunese, protetto da nuraghi a guardia di ogni accesso naturale, e ricco di domus de janas e tombe dei giganti. In prossimità della Voragine di “Su Sterru” si possono notare conche naturali di raccolta dell’acqua piovana, modificate dall’uomo per consentire sia la lavorazione dei metalli che sia i culti magici animistici, come il noto culto dell’acqua. Nella parte sud della Voragine si trova il nuraghe Coa ‘e Serra, probabilmente il più noto fra i nuraghi di Baunei. Eretto a sentinella dell’altopiano, è ubicato su una bassa prominenza rocciosa. Il monumento, in parte crollato e ricoperto di vegetazione, appare formato da un mastio di pianta circolare circondato da un bastione, forse trilobato, di cui è ancora  visibile una torre di pianta circolare. Tutto attorno sono presenti tracce di un villaggio di età nuragica. Sempre nei pressi, davanti alla chiesetta di San Pietro, fu posizionato nel 1974 un betilo (monolite) antropomorfo di un metro e 20 di altezza, che in origine era ubicato un centinaio di metri più lontano.

L’ipotesi storica più accreditata è quella che vede il paese di Baunei sorgere nell’anno Mille, in seguito all’invasione araba di Mugahit al Amiri, avvenuta tra il 1015 e 1016. Nel XIII secolo Baunei faceva parte del Giudicato d’Ogliastra, per poi passare a quello di Cagliari.

Il nome di Baunei appare per la prima volta in un documento ufficiale nel 1313, nell’elenco delle ville delle Curatorie d’Ogliastra, Quirra, Sarrabus e Colostrai. In seguito, l’archivio della corona d’Aragona, nel registro delle imposte dovute a Pisa, scrive di “Baunei de Montibus Judicatus Ullastre”. Baunei riappare poi nel documento fiscale “ripartimento de Cerdeña” del 1358, da cui si evince che il borgo avesse un’economia debole e una popolazione modesta. Il paese crebbe successivamente grazie all’incorporamento dei villaggi di Osono ed Eltili.  Quella che era una contea passò a essere marchesato nel 1603 (sotto il controllo della famiglia Centelles prima e Osorio poi).

Tra le architetture religiose di interesse storico-artistico di Baunei, segnaliamo la chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari, che si trova al centro del paese e risale al XVIII secolo; presenta un interno caratterizzato da una sola navata e da una copertura de contraddistinta da tre grandi cupole azzurre; nel prospetto in pietra, spicca il portone d’ingresso incorniciato da un’ampia tettoia e sovrastato da un bel dipinto. La chiesa conserva diverse opere d’arte importanti: i leoni marmorei del XVII secolo, un pregevole dipinto raffigurante la Circoncisione di Gesù, un prezioso crocifisso del 1600 e turibolo in argento a forma di tempietto del XVI secolo.

Nella frazione di Santa Maria Navarrese, è presente la chiesa della Beata Vergine Assunta, situata nella centrale piazza Principessa di Navarra, proprio di fronte alla spiaggia principale. Con i suoi nove secoli e mezzo di vita e grazie alla semplicità delle sue strutture, esprime  un grande senso di pace e serenità. Leggenda narra che sia stata edificata, nel Medioevo, per volere della figlia di un re di Navarra, a memoria di uno scampato naufragio. All’esterno l’edificio si presenta completamente intonacato di bianco, con tetto in tegole sarde a due falde, e la facciata con un esile campanile a vela. Dispone di tre portoni d’accesso sovrastati da un oculo centrale. All’interno sono presenti tre navate divise da due serie di 6 archi: i primi 4 più piccoli e con la caratteristica forma a fungo sono la parte più antica della chiesa.

Menzioniamo infine la chiesa campestre di San Pietro, edificata nella seconda metà del XVII secolo, e custode della leggenda che vuole il santo apostolo liberatore della popolazione dalla minaccia de “Su Scultone”, il mostro che abitava la voragine di Golgo. Di forme tardo-gotiche, si trova all’interno di un ampio cortile delimitato da una possente recinzione in pietra; la chiesetta, anch’essa in pietra, presenta un’unica e semplice navata; ha una facciata quadrangolare con un ampio campanile a vela. Attorno alla chiesa si trovano le caratteristiche “cumbessias”, particolari casette in pietra anticamente a disposizione dei pellegrini, posti nelle vicinanze delle chiese.

A Baunei è inoltre presente un Museo storico etnografico che espone ambienti tipici locali, numerosi oggetti e arredi tradizionali della storia paesana, e ripropone ai visitatori momenti interessanti della vita della comunità.

Folclore e Tradizioni

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Baunei è un paese ancora oggi ricco di tradizioni secolari e dalla forte identità culturale. Tra le feste di carattere religioso, senza dubbio la più importante e sentita dai baunesi è la Festa dell’Assunta (15 agosto); una celebrazione antichissima, iniziata nel 1052, con lo sbarco della Principessa di Navarra, che cercava riparo nella piccola baia dove oggi sorge Santa Maria Navarrese. Ella venne benevolmente accolta dalla popolazione locale, e per ringraziarla diede ordine di erigere una chiesa per ringraziare la Vergine Maria dello scampato pericolo. Da allora il pellegrinaggio dei baunesi è andato avanti per secoli, fino ad oggi. Anticamente la festa era organizzata dalla famiglia de s’obreri e gli invitati venivano accolti in “us errebustus”. Alcune famiglie raggiungevano la frazione marina del paese sopra il carro addobbato circa quindici giorni prima della festa. La sera di ferragosto, la statua della Santa veniva riaccompagnata a Baunei. Oggi non si vedono più i carri dei pellegrini, ma è rimasto intatto il fervore religioso e la devozione della popolazione.

Fra le tradizioni culturali più caratteristiche di Baunei, troviamo il cosiddetto “pletare”, un rituale antico che si svolge la sera prima di un matrimonio; un corteo parte dalla casa paterna dello sposo per dirigersi presso l’abitazione della futura sposa, trasportando “su paralimpu”, un bastone contenente una candela accesa. Arrivati dalla sposa, si inscena un dialogo con il quale si chiede la mano della ragazza, che i parenti di lei inizialmente negano, fino all’epilogo col ricongiungimento festoso.

Da segnalare la presenza in paese della Associazione “Coro Montesantu”, nata nel 2004 con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare il “canto a tenore” e in generale il repertorio dialettale e musicale di Baunei e dell’Ogliastra. Il coro è composto da quattro sezioni vocali maschili: Bassi, Baritoni Tenori II e Tenori II.

Riguardo le tradizioni enogastronomiche, la cucina baunese assorbe tutte le influenze di questo territorio incastonato tra montagne e mare, che si ritrovano nei particolari accostamenti dei piatti di mare come vongole e funghi, o cozze, patate e bottarga. Se la cucina di mare regna nella frazione di Santa Maria Navarrese, quella di terra prevale a Baunei e nei dintorni, dove i piatti tipici dell’entroterra ogliastrino la fanno da padrone. Qui, da sempre, le capre forniscono latte, formaggi e carni che caratterizzano l’alimentazione locale. La capra si fa arrosto o, oggi più raramente, in “panada”, ed è il secondo ideale di primi piatti di pasta fresca come i culurgiones, i tipici ravioli ogliastrini dalla forma rotondeggiante, preparati con il caprino e le patate (ma qui senza menta) e il sugo di pomodoro fresco.

Tra i dolci, impossibile non menzionare “Su cunfettu”, il dolce tradizionale del matrimonio, fatto con mandorle, arance e miele. Dolce principe del rinfresco nuziale (“su cumbidu”) viene servito subito dopo la messa e viene preparato il mercoledì prima della festa, dalle donne delle famiglie della sposa e dello sposo.