Arzachena

Arzachena è un comune sardo di 13.598 abitanti, nella provincia di Olbia-Tempio, nella regione storica della Gallura.

Si trova a circa 83 metri sul livello del mare e la sua vicinanza con le coste più rinomate dell’isola l’ha resa negli anni una meta turistica molto apprezzata. Il territorio comprende circa 88 km di costa ricca di baie, insenature e spiagge, tra cui la nota Costa Smeralda.

Arzachena si raggiunge facilmente percorrendo la SS 125 Orientale Sarda.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

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Arzachena rimane indubbiamente una meta comodissima per chi ama passare il tempo sulla costa: tantissime sono le spiagge, le cale e le insenature che con le loro acque cristalline si sono meritate i primi posti nelle classifiche delle migliori spiagge al mondo.

A partire da nord, a circa 20 km, potete trovare Porto Pollo, ideale anche per gli amanti del windsurf e del kitesurf grazie ai forti venti che soffiano, il Parco Nazionale dell’arcipelago della Maddalena, al cui territorio appartiene la Spiaggia Rosa e la spiaggia di Budelli.

Poco più a sud potrete immergervi nella lussuosa ed esclusiva Baia Sardinia o Porto Cervo, da anni ormai meta preferita di tanti vip e personaggi famosi nazionali ed internazionali, dove potrete ammirare enormi yatch, resort e locali di alta classe come il Billionaire.

Seguendo la SS 125 arrivate anche a Cala Brandinchi, soprannominata “la piccola Tahiti” per la trasparenza del suo mare e la bianchezza della sua sabbia. In questa parte della Sardegna l’acqua ha i colori più cangianti e meravigliosi che potete immaginare: le tinte variano dall’azzurro trasparente al verde chiaro e la sabbia è quasi sempre soffice e bianca. Merita una visita anche l’Isola di Tavolara, che si trova proprio davanti al golfo di Olbia. Si tratta di un maestoso massiccio calcareo a picco sul mare, raggiungibile comodamente in barca e anch’esso dotato di numerose spiagge che non dimenticherete facilmente.

 

Montagna

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Arzachena si trova a poca distanza alcune delle cime montuose più belle di tutta l’isola, in questa zona caratterizzata da massicci di granito che conferiscono alla Gallura dei colori e dei paesaggi molto caratteristici.

Il Monte Limbara, per esempio, che segna il confine tra la Gallura e il Logudoro, raggiunge una quota di 1362 metri slm e offre una ricchezza di paesaggi e sentieri accessibili a tutti. Qui le rocce erose dall’azione millenaria dei venti e delle piogge hanno raggiunto delle forme particolari e caratteristiche, diventando delle vere e proprie sculture naturali molto suggestive. La flora è ricchissima e presenta oltre 700 specie diverse, tra cui 70 endemiche.

Scegliete di fare una passeggiata tra i tanti sentieri e potrete incontrare anche svariate specie animali come l’aquila reale, la poiana, il gheppio, la lepre, il cinghiale, la martora o la volpe. All’interno del versante nord si possono trovare numerosi “tafoni”, ossia rocce in cui l’erosione naturale del granito ha prodotto ampie cavità di straordinaria bellezza, che in passato servivano come riparo ai pastori o ai briganti.

Si trova qui anche la località “Vallicciola”, nella cui area si estende una zona di particolare interesse dal punto di vista botanico chiamata “Il Giardino del Pavari” o “Arboreto di Vallicciola”, costituito da maestose sequoie, abeti greci, douglasie, abeti di Normandia e abeti rossi. In questi luoghi si possono effettuare diversi itinerari, in macchina, in bici o a piedi. Attorno alla zona si estendono anche vasti sughereti e boschi di tassi.

Per i turisti più attivi ci sono anche percorsi di arrampicata e mountain biking. È una zona ad alto interesse paesaggistico, ambientale e storico.

Ma le bellezze naturalistiche non si esauriscono con il Monte Limbara: più a sud svettano infatti i Monti di Alà, il Monte Lerno e l’altipiano di Buddusò, dove nasce il fiume Tirso, il più lungo della Sardegna.

Nei pressi di Cannigione, il Rio San Giovanni sfocia nel golfo di Arzachena creando una delle principali zone umide della Sardegna settentrionale, gli stagni di Saloni nei quali trovano il loro habitat ideale vari uccelli palustri, quali la garzetta, l’airone cenerino, i germani reali, le folaghe, le gallinelle d’acqua ed il rarissimo pollo sultano, riconoscibile per il suo piumaggio blu e le sue lunghe zampe rosse. Saltuariamente scelgono queste acque anche i fenicotteri rosa.

Il Monte Moro, alto 422 metri, è un’ottima scelta che vi permetterà di ammirare uno dei panorami più suggestivi del bacino del Mediterraneo. Dalla sommità della vasta montagna di notevole interesse naturalistico, sparsa di suggestivi torrioni granitici e di una bellissima macchia mediterranea che in alcuni tratti diventa foresta,si apre uno scenario che spazia fino alla Corsica, su tutta la Costa Smeralda: lo sguardo spazia sul golfo di Arzachena, l’Arcipelago della Maddalena, Tavolara, Capo Figari e la Corsica.

Monte Moro offre anche l’opportunità agli esperti di mountain bike di gustarsi un’escursione non molto lunga, ma di grande soddisfazione, si consiglia di portare con se viveri e acqua perché lungo il percorso non si trovano punti di ristoro.

 

Storia e Archeologia

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L’origine del toponimo Arzachena, secondo alcune teorie, è da far risalire al greco Arseguen, già citato nell’Odissea di Omero come capoluogo del popolo dei Lestigoni.

Sicuramente la zona è stata abitata dall’uomo fin dall’epoca nuragica come attestato da uno dei siti archeologici più importanti di tutta la Sardegna: la tomba dei giganti di Coddu Vecchiu, con la stele centrale di forma ovale ancora visibile. Si tratta di un luogo sacro, una tomba funebre sulle cui lastre di granito, in equilibri l’una sull’altra, noterete una cornice in rilievo, che pare simboleggi una porta per l’aldilà inaccessibile ai vivi. Ai due lati della stele si ergono grandi lastre granitiche che donano una forma circolare al sito.

Ancora, per gli appassionati di archeologia, il nuraghe Albicciu, ad appena 3 km a sud di Arzachena, o la Tomba di Moru, il tempio di Malchittu, datato al Bronzo Medio, l’importantissima necropoli di Li Muri, il nuraghe La Prisgiona, di tipo complesso con torre centrale e due laterali.

La zona, in periodo romano, era conosciuta come Turibulum, per via della grande roccia a forma di fungo che oggi si trova sopra la città.

La più antica documentazione che cita Arzachena risale al 1421 e si tratta della Carta d’infeudazione concessa da Alfonso IV d’Aragona. Durante il periodo dei Giudicati faceva parte del Giudicato di Gallura, ma dopo l’arrivo degli aragonesi la zona iniziò a spopolarsi, a causa delle pestilenze e delle continue incursioni saracene.

Nella seconda metà del Cinquecento la zona era praticamente disabitata.

Venne poi riedificata nel 1716 per volere del Re Carlo Emanuele III. Venne così rimodernata la chiesa campestre intitolata a Santa Maria d’Arzaghena, che prese il nome di Santa Maria Maggiore.

La storia della Gallura e di Arzachena prosegue senza tanti scossoni fino all’Era Moderna, quando una terra mai troppo popolosa vede l’arrivo di nuove genti dalla vicina Corsica. Genti che portano usi e costumi e a cui dobbiamo alcune caratteristiche della Gallura, ormai divenute beni identitari, come il vitigno vermentino e lo stesso idioma, che arricchisce la varietà linguistica sarda.

Nel 1922, dopo anni di lotte, Arzachena riuscì ad ottenere l’indipendenza da Tempio Pausania, incrementando notevolmente lo sviluppo urbanistico e demografico, grazie anche al boom nel settore turistico dovuto alla creazione della Costa Smeralda.

 

Folclore e Tradizioni

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La cucina Arzachenese, come tutta quella gallurese è caratterizzata da piatti molto semplici, legati essenzialmente alla vita contadina, ultimamente riscoperti e ricercati.

La suppa gadduresa o più semplicemente suppa (da non confondere con la suppa cuàta, piatto simile ma tipico dell’interno) è senz’altro il piatto più rappresentativo e noto anche al di fuori della Gallura. È tradizione prepararla in occasioni importati quali nozze e festività e si ottiene intingendo delle fette di pane nel brodo di carne, integliando il tutto alternando il pane con strati di formaggio ed erbe aromatiche e cuocendo al forno.

Li chjiusòni, gli gnocchi galluresi, si differenziano da quelli sardi per dimensione e lavorazione: la tradizione vuole siano rigorosamente lavorati a mano e che abbiano una dimensione di circa 3 cm. È usanza preparare questo piatto per il primo agosto.

Altri piatti importanti sono i fascjoli e taddarini, una zuppa di fagioli e tagliatelle e lu risu cu’ li pulpeddi ovvero del riso condito con tocchetti di carne di maiale speziata e sugo di pomodoro. Uno dei più importanti secondi piatti è rappresentato dalla rivea, coratella di agnello o capretto allo spiedo, spesso preparata anche al tegame (la cògghjia).

C’è poi Lu casgiu furriatu ossia del formaggio, generalmente vaccino, fuso e condito con miele o zucchero. Altro secondo importante è La mazza frissa, un impasto di panna e farina cotto a fuoco lento in tegame, con miele o zucchero.

Lu pani e sabba, dolce tipico per Ognissanti, è preparato mescolando all’impasto di uova e farina del mosto d’uva cotto. I dolci natalizi sono Li cucciuleddi, conditi con miele o con saba, li niuleddi e l’acciuleddi, questi ultimi composti di pasta dolce fritta e ricoperta di miele.

Il dolce di Carnevale per eccellenza sono però le frittelle (li frisgioli), fritte sovente nell’olio di lentischio detto localmente listincu, il tutto accompagnato dal Vermentino delle vigne del territorio.

Arzachena è uno dei maggiori comuni produttori di Vermentino di Gallura DOCG, un pregiato vino bianco caratteristico del nord Sardegna, il cui vitigno, originario del Portogallo fu introdotto dai liguri in Corsica, da dove si diffuse poi in Gallura. Il vino, di colore giallo paglierino con leggeri riflessi verdognoli, ha un sapore delicato e leggermente amarognolo e viene prodotto in diverse tipologie fra cui: Vermentino di Gallura (bianco secco) e Vermentino di Gallura Superiore. Quest’ultima produzione, certamente di qualità superiore raggiunge un grado alcolico di circa il 14%. La produzione è ammessa solo nei comuni della provincia di Sassari.