La Maddalena

La Maddalena (A Madalena in gallurese, Sa Madalena in sardo) è un comune sardo di 11.276 abitanti della provincia di Sassari, costituito dall’arcipelago omonimo con le seguenti isole principali: La Maddalena, Caprera, Santo Stefano; più piccole, Spargi, Budelli, Santa Maria, Razzoli. La Maddalena e l’intero arcipelago sono compresi all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, area protetta marina e terrestre di interesse nazionale e comunitario.

L’arcipelago è noto anche per essere stato l’ultima dimora del patriota Giuseppe Garibaldi che costruì a Caprera la famosa “Casa bianca”, oggi casa-Museo aperta al pubblico e dove si può visitare la tomba in cui riposa.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

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Rinomata località turistica, La Maddalena vanta nel suo territorio moltissime spiagge famose a livello internazionale, come la celebre Spiaggia Rosa nell’isola di Budelli, celebre per essere stata il set del film Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni.

Partendo dall’isola della Maddalena, vediamo quali sono le spiagge e località più conosciute e apprezzate. La Spiaggia Spalmatore è facilmente raggiungibile sia con mezzi pubblici che con mezzi privati, imboccando dal centro della cittadina la panoramica per Spalmatore; situata sul tratto orientale dell’isola, è una spiaggia di sabbia chiara sovrastata da due promontori che la proteggono dai venti, ricoperti da verde macchia mediterranee a pittoresche rocce rosa modellate dal vento; è ben attrezzata e offre bar, ristoranti e noleggio pedalò. La Spiaggia di Punta Tegge è raggiungibile seguendo la strada costiera che da Cala Gavetta percorre la zona sud dell’isola; è una piccola spiaggia di sabbia chiara a grani grossi, con suggestivi scogli piatti rosa che s’immergono a pelo d’acqua. Il mare è turchese e cristallino, con fondali bassi ideali per gli amanti dello snorkeling. Ancora, la Spiaggia Bassa Trinità, raggiungibile con i mezzi pubblici: arrivati al capolinea per Case Ornano, si prosegue a piedi per circa 400 metri. È caratterizzata da uno splendido litorale di sabbia fine e bianchissima, orlato da suggestive rocce modellate dal vento e dal mare. Infine segnaliamo la Spiaggia Monte d’Arena, che si raggiunge prendendo la panoramica che dal centro del paese va verso Spalmatore. Si tratta di una spiaggia ampia di sabbia chiara a grani grossi, circondata da rocce punteggiate dal verde della macchia e dominata a nord da un’alta duna di sabbia: di qui il nome Monte d’Arena. Il mare che la bagna è straordinariamente trasparente, una vera e propria piscina naturale.

L’isola di Caprera si raggiunge in auto dalla Maddalena, dopo aver attraversato il ponte posto sul passo della Moneta. Qui le spiagge da non perdere sono sicuramente Cala Brigantino e Cala Coticcio; la prima è molto piccola e stretta, mentre Cala Coticcio ha un litorale un po’ più ampio. Entrambe sono bagnate da un mare turchese e cristallino. Si raggiungono con un’ora circa di cammino, grazie a sentieri ben segnalati. Altre spiagge di grande bellezza sono la spiaggia del Relitto,  nell’isola Rossa, penisola all’estremo sud di Caprera, sul cui arenile si trova anche il relitto di una carboniera; e la spiaggia dei Due Mari, poco prima dell’istmo tra Caprera e l’isola Rossa.

L’Isola di Budelli fa parte dell’arcipelago di La Maddalena ed offre una serie di spiaggette incantevoli e molto tranquille. Vi si arriva in barca dai porticcioli di Cannigione, Baja Sardinia, Palau e Santa Teresa di Gallura. E’ imperdibile la meravigliosa spiaggia Rosa, purtroppo vietata alla balneazione e al transito. Sono consigliate anche le bellissime Cala Piatto, Cala Cisternone, Cala di Trana e Cala del Cavaliere, rivolta verso il canale Cecca di Morto, tutte affacciate su un mare turchese e dall’ineguagliabile trasparenza.

L’Isola di Spargi, anch’essa nell’arcipelago di La Maddalena, è considerata una vera e propria oasi di solitudine, a parte nel periodo dell’alta stagione estiva; è infatti un luogo disabitato e selvaggio. Numerose sono le insenature dell’isola, con spiagge incantevoli bagnate da un bellissimo mare turchese. Da non perdere Cala Granara, raggiungibile solo via mare, circondata da macchia mediterranea che si inerpica su rocce granitiche; Cala Serraina, sul versante meridionale; Cala Corsara, nota anche col nome di Cala della Strega, raggiungibile anch’essa solo via mare; e Cala Soraya, caratterizzata da un bellissimo arenile di sabbia fine e bianca.

Montagna

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Le due isole principali di La Maddalena e Caprera, oltre alla loro straordinaria conformazione naturale, offrono anche musei, sentieri e attività all’aperto che le rendono luoghi ideali per un’escursione in qualsiasi periodo dell’anno, soprattutto per chi In particolare per chi ama muoversi a piedi o in bicicletta.

Caprera, praticamente disabitata, dispone di molti sentieri segnalati non particolarmente difficoltosi, che permettono di raggiungere le varie spiagge e di camminare in mezzo alla natura. Vi sono inoltre varie aree picnic attrezzate all’ombra delle pinete. I punti di partenza per le varie escursioni organizzate sono Borgo di Stagnali, la Casa Museo di Garibaldi, il Memoriale e i Due Mari. In primavera e autunno l’affluenza dei visitatori è ancora bassa e le due isole sono la meta ideale per praticare il trekking, circondati dagli intensi profumi della macchia. Molte sono le bellezze naturalistiche e floro-faunistiche del Parco: sulle masse rocciose granitiche si sviluppa una bassa macchia di lentischio, olivastri, mirto, rosmarino e lavanda; molto presenti anche i ginepri e una fitta formazione di lecci, eriche, corbezzoli, cisto. Altrettanto interessante è la vegetazione lungo le coste, con abbondanza di scilla marittima e straordinari i gigli marini.

Non è da meno la fauna locale, costituita da varie specie di uccelli che hanno scelto questa zona per nidificare, tra i quali menzioniamo il gabbiano reale (in pericolo di estinzione) la berta maggiore, i marangoni dal ciuffo e i cormorani. All’interno delle scogliere più inaccessibili è inoltre probabile trovare alcune specie di falchi pellegrini e piccioni torraioli.

Il Parco, tra i suoi obiettivi ha quello di salvaguardare in modo particolare specie di animali ad alto rischio di estinzione, tra cui i gabbiani corsi. Altro scopo importante è quello di favorire la visita dell’Arcipelago maddalenino per scopi didattico-educativi e per la ricerca scientifica.

Storia e Archeologia

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L’Arcipelago della Maddalena fu frequentato dall’uomo sin dal Neolitico: sono stati infatti ritrovati dei tafoni verso le spiagge di Spalmatore.

Già dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, però, l’arcipelago fu completamente abbandonato. le uniche probabili presenze sull’isola maggiore furono delle stazioni militari romane e, a Santa Maria, a metà del duecento, un convento di monaci. Le isole intermedie erano frequentate dai pirati barbareschi per le loro scorribande, e non furono mai realmente abitate.

Questa situazione si protrasse fino alla metà del XVII secolo, quando vi si stabilirono piccole comunità di pastori provenienti dalla vicina Corsica, che presero possesso dell’arcipelago e, soprattutto, dell’isola madre, ponendo le basi per la nascita della comunità di La Maddalena. I pastori corsi furono quindi i primi abitatori stabili dell’arcipelago e dopo di loro, una volta scoperti i banchi di corallo, cominciarono ad arrivare i primi pescatori liguri, toscani, ponzesi e napoletani. Nei primi anni del 1600 si ha notizia di concessioni di pesca nelle acque delle Bocche di Bonifacio e del battesimo di bambini nati nelle isole di La Maddalena e Caprera.

Una volta annessa la Sardegna al Piemonte con il trattato di Londra del 1720, le isole dell’arcipelago maddalenino, delle quali non si fece cenno dell’adesione, divennero praticamente terra di nessuno. Di questa situazione approfittarono ancora una volta sia i pastori che i pescatori: l’arcipelago divenne in breve tempo base indisturbata di un flusso di contrabbando e traffici illeciti diretti tanto in Corsica che in Sardegna. Durante il primo periodo dell’occupazione piemontese continuarono a sopravvivere nell’isola di La Maddalena due distinte comunità: quella dei pastori corsi sulle alture di “Collo Piano” e quella di marinai e pescatori alla marina di “Cala Gavetta”.

La fondazione ufficiale della città di La Maddalena, è datata 14 ottobre 1767, a seguito dell’occupazione militare effettuata dalle truppe del Re di Sardegna Carlo Emanuele III.

Il 23 febbraio 1793 l’isola si trovò a fronteggiare il tentativo d’invasione dell’esercito francese al cui comando c’era un giovanissimo Napoleone Bonaparte. I francesi vennero fermati dalla flotta sarda comandata dal maddalenino Domenico Millelire, che divenne la prima medaglia d’oro al valor militare delle Marina militare italiana.

Nelle isole dell’Arcipelago sono presenti numerosi musei, primo tra tutti, nell’Isola di Caprera, la Casa museo di Garibaldi e il Memoriale, aperti tutto l’anno. Nella cosiddetta “Casa bianca” sono conservati i cimeli dell’Eroe; si possono ammirare libri, documenti fotografie, le armi e lo scrittoio del Generale. Nel Memoriale invece ci sono vari spazi espositivi ricavati dal restauro del Forte Arbuticci. Il museo permette di ripercorre la vita di Garibaldi e la sua avventura umana, politica e militare.

Sempre a Caprera, si trova il Museo del Mare e delle tradizioni marinaresche, utile per scoprire tutto sulle tradizioni marinaresche dell’Arcipelago. È aperto da giugno a settembre tutti i giorni con esclusione dei giorni festivi. Ancora, il Museo Diocesano a La Maddalena, che si trova in prossimità del porto, in pieno centro storico, e comunica con la Chiesa di S. M. Maddalena: qui si può approfondire la storia locale, segnata dall’incontro di diverse popolazioni, oltre a cimeli, ex-voto e immagini sacre. Da segnalare anche il Museo geo-mineralogico naturalistico, a Caprera, aperto da giugno a ottobre tutti i giorni con esclusione dei giorni festivi. Suggestivo e divertente, è un’esperienza adatta anche ai bambini.

Folclore e Tradizioni

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Tra le feste religiose, la principale è senza dubbio la festa in onore di Santa Maria Maddalena. Ogni 22 luglio l’isola festeggia infatti la sua Patrona. Le origini del culto sono molto remote, e la ricorrenza rappresenta un ottimo connubio fra cultura, tradizione religiosa e divertimento, musica e spettacoli. L’evento inizia con una messa solenne nella Chiesa storica della cittadina che, come da tradizione, viene seguita da una processione molto suggestiva che vede sempre una numerosa folla di cittadini locali e turisti. Le reliquie della Santa e la storica statua vengono scortate per le vie del centro sino al porto di Cala Gavetta. Da qui un grande corteo di barche la trasporta in mare sino alla piazza principale, dove la Santa è attesa da un corteo di persone. Al termine della festa religiosa iniziano gli spettacoli civili. Nelle piazze e in tutte le vie sono presenti bancarelle di ogni tipo, artisti di strada, palchi con musica dal vivo e dj. La festa patronale dura tutto il giorno e termina la notte, con i classici e spettacolari fuochi d’artificio.

L’artigianato maddalenino, oggi fortemente influenzato dalla presenza turistica, interessa soprattutto le ceramiche e la lavorazione di oggetti d’oro e di corallo.

Un cenno merita il dialetto maddalenino (isulanu), simile al gallurese in quanto frutto di immigrazioni dalla Corsica sette-ottocentesche; è quello che presenta più affinità con i moderni dialetti del corso, in particolare con l’entroterra di Bonifacio e Porto Vecchio. Presenta alcune sfumature caratteristiche, per via delle contaminazioni genovesi, spezzine e ponzesi.

Riguardo le tradizioni gastronomiche, l’Arcipelago de La Maddalena ha un vero patrimonio di prodotti tipici.  Nell’isola è presente una tradizione di pescatori che si tramandano il mestiere di padre in figlio: il pesce fa quindi parte di molti piatti tipici maddalenini, che in generale fanno riferimento alle tradizioni del gallurese. Orate, spigole, dentici, sono tra i pesci più pregiati, insieme a occhiate, triglie e saraghi, e ai frutti di mare: fasolari, ricci di mare oltre alle comuni cozze e vongole. Ottimi anche polpi, calamari e seppie, sia in insalata sia arrosto.

Tra i primi piatti, molto diffusi i gnocchetti sardi cucinati con sugo di pomodoro e salciccia; tra i secondi di carne, il maialetto arrosto. Ottimo il  formaggio  dolce la fischedda. Moltissimi i dolci tipici della cucina gallurese: le papassine, le seadas al miele e le formaggelle.