Olbia

Olbia è un comune sardo di 59.607 abitanti e si trova nella provincia di Olbia-Tempio, a nord est della Sardegna, nella regione storica della Gallura. Dal 2005 è capoluogo della provincia insieme a Tempio Pausania ed è il quarto comune più popolato dopo Cagliari, Sassari e Quartu Sant’Elena.

La città si affaccia sull’omonimo golfo e si trova su una zona pianeggiante, circondata da una catena montuosa. Oggi è una delle realtà industriali più importanti dell’isola, grazie al crescente sviluppo in campo economico e turistico.

Olbia è divenuta il motore economico della Gallura anche per la presenza di insediamenti turistici come Porto Rotondo e Portisco.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

Le spiagge numero uno nel Mediterraneo

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Non si può parlare di Olbia senza citare la Costa Smeralda: tantissime sono le spiagge, le cale e le insenature che con le loro acque cristalline si sono meritate i primi posti nelle classifiche delle migliori spiagge al mondo. A partire da nord potete trovare Porto Pollo, ideale anche per gli amanti del windsurf e del kitesurf grazie ai forti venti che vi soffiano, e il Parco Nazionale dell’arcipelago della Maddalena, al cui territorio appartiene la Spiaggia Rosa e la spiaggia di Budelli.

 Poco più a sud potrete immergervi nella lussuosa ed esclusiva Baia Sardinia o Porto Cervo, da anni ormai meta preferita di tanti vip e personaggi famosi nazionali ed internazionali, dove potrete ammirare enormi yatch, resort e locali di alta classe come il Billionaire. Seguendo la SS 125 arrivate anche a Cala Brandinchi, soprannominata “la piccola Tahiti” per la trasparenza del suo mare e la bianchezza della sua sabbia. In questa parte della Sardegna l’acqua ha i colori più cangianti e meravigliosi che potete immaginare: le tinte variano dall’azzurro trasparente al verde chiaro e la sabbia è quasi sempre soffice e bianca.

Merita una visita anche l’Isola di Tavolara, che si trova proprio davanti al golfo di Olbia. Si tratta di un maestoso massiccio calcareo a picco sul mare, raggiungibile comodamente in barca e anch’esso dotato di numerose spiagge che non dimenticherete facilmente.

Montagna

Le affascinanti alture granitiche della Gallura

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Il comune di Olbia è un’ottima meta per gli appassionati di montagna e offre tanti percorsi diversi per chi vuole staccare dal turismo balneare. Si trovano infatti a poca distanza alcune delle cime montuose più belle di tutta l’isola, in questa zona caratterizzata da massicci di granito che conferiscono alla Gallura dei colori e dei paesaggi molto caratteristici.

Il Monte Limbara, per esempio, che segna il confine tra la Gallura e il Logudoro, raggiunge una quota di 1362 metri slm e offre una ricchezza di paesaggi e sentieri accessibili a tutti. Qui le rocce erose dall’azione millenaria dei venti e delle piogge hanno raggiunto delle forme particolari e caratteristiche, diventando delle vere e proprie sculture naturali molto suggestive. La flora è ricchissima e presenta oltre 700 specie diverse, tra cui 70 endemiche. Scegliete di fare una passeggiata tra i tanti sentieri e potrete incontrare anche svariate specie animali come l’aquila reale, la poiana, il gheppio, la lepre, il cinghiale, la martora o la volpe.

All’interno del versante nord si possono trovare numerosi “tafoni”, ossia rocce in cui l’erosione naturale del granito ha prodotto ampie cavità di straordinaria bellezza, che in passato servivano come riparo ai pastori o ai briganti. Si trova qui anche la località “Vallicciola”, nella cui area si estende una zona di particolare interesse dal punto di vista botanico chiamata “Il Giardino del Pavari” o “Arboreto di Vallicciola”, costituito da maestose sequoie, abeti greci, douglasie, abeti di Normandia e abeti rossi. In questi luoghi si possono effettuare diversi itinerari, in macchina, in bici o a piedi. Attorno alla zona si estendono anche vasti sughereti e boschi di tassi. Per i turisti più attivi ci sono anche percorsi di arrampicata e mountain biking. È una zona ad alto interesse paesaggistico, ambientale e storico.

Ma le bellezze naturalistiche non si esauriscono con il Monte Limbara: più a sud svettano infatti i Monti di Alà, il Monte Lerno e l’altipiano di Buddusò, dove nasce il fiume Tirso, il più lungo della Sardegna.

Storia e Archeologia

Dalla nascita punica al fiorente centro turistico odierno

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Ritrovamenti di ceramica e una statuetta di Dea Madre fanno risalire i primi insediamenti della zona al periodo Neolitico. Successivamente anche la civiltà nuragica si raccolse attorno all’area, che oggi conta più di 50 insediamenti tra nuraghi monotorre, villaggi, pozzi sacri, e sepolture megalitiche: tra i più importanti e meritevoli di essere visitati citiamo il nuraghe Mulinu, il villaggio nuragico Belveghile, il pozzo sacro di Sa Testa e la tomba dei giganti di Su Monte ‘e S’Abe.

 Il primo vero insediamento urbano pare fosse di origine punica e quindi databile al V secolo a.C. I cartaginesi cinsero la città di mura e torri e sull’acropoli costruirono un tempio dedicato al Dio Melqart. In questo periodo il Golfo di Olbia fu teatro della celeberrima battaglia di Alalia, che vide scontrarsi la flotta navale etrusca e punica. Con l’arrivo dei Romani la città crebbe fino a diventare un importante centro commerciale e base navale militare. Da qui partivano le navi verso la penisola. Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente segue il decadimento della città che viene distrutta e incendiata dai Vandali venuti dal mare. Rinacque nel VI secolo con il nome di Phausania.

 In periodo medievale viene invece chiamata Civita ed era il centro principale del Giudicato di Gallura. A questo periodo risale la Chiesa di San Simplicio, eretta nel XI secolo sull’antica necropoli punico-romana in cui erano sepolti i resti del martire Simplicio.

Col tempo il Giudicato di Gallura perdette sempre più la sua autonomia, passando progressivamente sotto l’influenza di Pisa e della famiglia Visconti, fino a che nel 1296, alla morte di Nino Visconti, (quel “giudice Nin gentil” ricordato da Dante nella Divina Commedia), il Giudicato di Gallura venne confiscato dalla potente Repubblica Marinara di Pisa. La presenza pisana portò ad un ulteriore mutamento del nome della città in Terranova, nome che perdurò per molti secoli ancora, anche sotto dominazione spagnola.

Dal 1718, anno in cui, col Trattato di Londra, la Sardegna passò a Vittorio Amedeo II di Savoia in cambio della Sicilia, precedentemente assegnatagli coi trattati di Utrecht e Rastadt (1714). Terranova comincia ad avvantaggiarsi subito della politica riformistica di Carlo Emanuele II che reinserì la Gallura nel circuito degli scambi tra la Corsica, la Francia del sud e Genova. Tra alti e bassi la ripresa divenne definitiva ed accelerata con la riunificazione del Regno d’Italia e lo spostamento della capitale a Roma, che rese nuovamente privilegiato il porto di Terranova, più prossimo alla penisola.

È solo nel periodo fascista che viene ripristinato l’antico nome romano di Olbia. Nel corso del XX secolo la zona viene bonificata e viene debellata la malaria. In particolare verso gli anni Sessanta, la città conosce un notevole aumento demografico ed economico sotto la spinta turistica della scoperta della Costa Smeralda, sotto la guida del principe Agà Khan.

Folclore e Tradizioni

Sentimento religioso e grandi tradizioni enogastronomiche

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Nonostante la forte ondata di turismo, Olbia ha saputo mantenere vive tante tradizioni ed eventi legati al suo passato.

Meritano sicuramente una visita la Chiesa di San Simplicio, considerato il monumento medievale più notevole di tutta la Gallura: è una chiesetta in stile romanico-pisano in conci di granito, edificata tra l’XI e il XII secolo in una zona allora considerata periferica. La festa dedicata al patrono viene celebrata a metà maggio. Si tratta di un evento atteso da tutta la comunità, un evento che unisce la fede religiosa con le tradizioni laiche.

Le celebrazioni iniziano con la Novena e proseguono con il raduno delle bandiere ex voto che sfilano insieme a una banda musicale. Per le vie del centro sarà possibile intrattenersi con canti e balli folk, così come assaggiare alcuni dei piatti tipici negli stand del paese.

 Per quanto riguarda l’enogastronomia, Olbia possiede alcuni tra i piatti più tipici della tradizione gallurese: tra le pietanze più famose c’è la zuppa gallurese, detta “suppa cuata” in sardo, che consiste in strati di pane e formaggio, imbevuti nel brodo di pecora e cotti al forno fino a ottenere una crosta dorata e croccante. Oppure meritano un assaggio le Ortidas o Oriziadas, i tipici anemoni di mare fritti, il capretto arrosto aromatizzato al mirto, la fregola (ovvero piccole palline di semola di grano duro tostate nel forno e servite con cozze e vongole) o infine la Mazza Frissa, un impasto di panna liquida e farina di semola servito caldo con il miele.