Palau

Palau (Lu Palau in sardo gallurese) è un comune sardo di 4190 abitanti della provincia di Sassari (prima rientrante nella provincia di Olbia-Tempio); è situato sulla costa settentrionale dell’Isola, nelle vicinanze della celebre Costa Smeralda, nella regione storica della Gallura, e funge da porto di accesso per l’arcipelago di La Maddalena.

Oggi la risorsa economica principale del paese è il turismo estivo, con tutte le attività connesse, compreso il bel porticciolo turistico.

Palau è attraversata dal tratto finale della ferrovia Sassari-Tempio-Palau, una tratta attiva solo come linea  turistica del Trenino Verde. Nel comune sono presenti due stazioni: la stazione di Palau e quella di Palau Marina.

La cittadina dal settembre 2005 è gemellata con la città francese di Saint-Genest-Lerpt, nella Loira.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

ipad_dark.png

Sono circa 25 i km di costa del territorio di Palau, un litorale splendido e ricco di spiagge e insenature da sogno. In totale se ne contano 21, tra piccole e grandi, in grado di accontentare i gusti e le preferenze di tutti i tipi di visitatori.

In corrispondenza del paese e negli immediati dintorni, si trovano le seguenti spiagge: la Sciumara, nell’omonimo golfo e a pochi minuti da Porto Rafael, è stata insignita della Bandiera Blu e offre una spettacolare vista panoramica; le sue acque sono piuttosto basse, e permettono sia ad adulti che bambini di fare il bagno in sicurezza. A seguire s’incontra una grande costa rocciosa (di “Acapulco”) e subito dopo le spiaggette di Porto Faro, attaccate alla pineta e alla spiaggia di Palau Vecchio (un’altra delle più belle spiagge del paese, anch’essa Bandiera Blu).

Superato il porto, nell’altra metà del paese, si incontra la spiaggia dell’Isolotto, divisa per metà da un’altra grande pineta. Partendo dalla penisola di Coluccia, si trova poi la grande spiaggia dell’Isuledda, una striscia di arenile di circa 2 km spezzato dalla foce del fiume Liscia, seguito dalla piccola penisola omonima. Sempre in questo tratto di litorale, a metà strada tra Palau e Santa Teresa Gallura, troviamo la spiaggia di Porto Pollo, bellissima e conosciuta come palestra naturale per gli sport acquatici; si tratta di un’insenatura lunga 3 km caratterizzata da un arenile di sabbia fine e bianca. Il mare è turchese e cristallino, con fondale dolcemente digradante. Nelle giornate particolarmente ventose, si trasforma in una delle migliori meta per praticare windsurf e vela.

Splendida e molto tranquilla è anche la spiaggia dell’Ulticeddu, incastonata tra due promontori di granito rosso, tra i territori di Palau e Cannigione; l’arenile è inserito in una cornice naturale unica, abbellita da una rigogliosa macchia mediterranea.

Altre mete da non perdere, allontanandosi un po’ dal centro cittadino, sono Costa Serena, Cala Scilla, la spiaggia di Mennena, la spiaggia delle Piscine, la spiaggia di Punta Saline, spiaggia di Cala Capra… tutte contraddistinte da un mare splendido e da una natura rigogliosa e incontaminata.

Montagna

ipad_dark.png

L’attrazione naturalistica più conosciuta e fotografata nel territorio di Palau (a pochi km a sud-est) è sicuramente la roccia a forma di orso, chiamata Capo d’Orso, scolpita e modellata dagli agenti atmosferici proprio con la forma di questo animale; si tratta di una collina granitica di 122 metri non lontana dal litorale, visitata ogni anno da migliaia di turisti. Già lo storico Tolomeo, nelle sue cartografie, denominava il sito “Arcti Promontoria”, nome spesso tradotto come “promontori dell’orso” (da arctŏs, nome della costellazione dell’Orsa). La roccia granitica della scultura naturale, scolpita nel corso dei secoli dai venti, si presenta alterata in superficie ed è caratterizzata da un colore giallo-roseo. In tutta la zona circostante, per l’alto valore paesaggistico e geologico, è stata istituita un’area di tutela con il Parco Marino Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena; il territorio in questione è anche molto interessante dal punto di vista archeologico: sono presenti alcune tombe in tafone e resti dall’industria litica di epoca neolitica.

Altro sito archeologico e naturalistico molto suggestivo è Monti Canu, in cui si trova il sito nuragico delle tombe dei giganti; lo si può raggiungere dalla provinciale per Santa Teresa, su una strada ripida e tortuosa che permette di godere di un panorama molto ampio.

Consigliamo anche una visita alle fortezze militari di Monte Altura, dove sono ancora visibili le postazioni dei cannoni, le imponenti scalinate ricavate nella roccia e le caserme dei soldati. Qui, una volta giunti sul punto più alto, vi apparirà di fronte un paesaggio magnifico, sconfinato, dal mare della Costa Smeralda fino alle montagne della Corsica.

Palau si trova a breve distanza anche da vere  e proprie zone di montagna e da alcune delle cime montuose più belle di tutta l’isola, caratterizzate da massicci di granito che conferiscono alla Gallura dei colori e dei paesaggi molto suggestivi. Il massiccio del Monte Limbara, per esempio, che segna il confine tra la Gallura e il Logudoro, raggiunge una quota di 1362 metri slm e offre una ricchezza di paesaggi e sentieri accessibili a tutti. Qui le rocce erose dall’azione millenaria dei venti e delle piogge hanno raggiunto delle forme particolari e caratteristiche, diventando delle vere e proprie sculture naturali molto suggestive. La flora è ricchissima e presenta oltre 700 specie diverse, tra cui 70 endemiche. Si può scegliere di fare una passeggiata tra i tanti sentieri  presenti, e incontrare anche svariate specie animali come l’aquila reale, la martora, il cinghiale, il gheppio etc.

Infine, per ammirare un paesaggio mozzafiato sul paese e sulla costa, consigliamo di salire fino al punto panoramico di Baragge, dove lo sguardo potrà spaziare verso l’Arcipelago della Maddalena e nelle giornate più limpide anche fino alla Corsica.

Storia e Archeologia

ipad_dark.png

Il territorio di Palau fu abitato dall’uomo già in epoca preistorica: sono infatti presenti alcuni siti archeologici degni di nota come il complesso di Tombe dei giganti di Li Mizzani e quelle di Sajacciu, nei pressi della chiesa di Sant’Antonio di Gallura. Nei pressi di Li Mizzani si trova anche il nuraghe Luchìa, di cui si può ancora ammirare la base, e i resti del villaggio preistorico (di cui si pensa sia stato successivamente un’antica città romana di scambio) situato in una zona strategica per via dell’ampio panorama su tutto il territorio e sulle Bocche di Bonifacio.

Secondo gli studiosi, il toponimo del paese può derivare dalla voce catalana “parar” (fermarsi, ripararsi) e dal termine “paratge” o “paraje” che, nella terminologia marinaresca, indica “tratto di mare in prossimità della costa” ma anche “riparo per imbarcazioni”, spagnolismo molto diffuso nel Mediterraneo a quei tempi. Il nome del paese è quindi presumibilmente legato alla conquista catalano-aragonese del XIV secolo.

Palau rimase però disabitata fino alla fine del XVIII secolo, e il suo sviluppo vero e proprio cominciò agli inizi del XIX secolo, quando divenne il porto di imbarco per l’isola della Maddalena. La prima citazione ufficiale di “Palau” ricorre nelle prime carte catastali sabaude e il primo nucleo cittadino risale alla prima metà dell’800, quando i pastori di origini tempiesi che abitavano le campagne circostanti, costituirono le prime famiglie del paese, soprattutto per poter controllare i loro terreni da un punto strategico.

Nel 1959, Palau divenne comune, staccandosi da Tempio Pausania, da cui dipendeva amministrativamente.

Oltre agli affascinanti siti di epoca prenuragica e nuragica, consigliamo una  visita alla Batteria di Monte Altura, situata a nord-ovest di Palau, in posizione panoramica; la si raggiunge attraverso la strada che conduce a Porto Rafael. La struttura, in ottimo stato di conservazione, è aperta alle visite guidate e durante la stagione estiva ospita concerti e manifestazioni culturali. Fa parte della serie di strutture militari fortificate costruite in funzione anti-francese alla fine del 1800 sulla costa prospiciente l’Arcipelago di La Maddalena; nel territorio di Palau se ne contano ben tre: la batteria di Monte Altura, la batteria di Capo d’Orso e la batteria di Baragge.

Tra le architetture religiose, ricordiamo la già citata chiesetta campestre di San Giorgio Martire, nell’omonima località. L’edificio si presenta bianco e lindo, in stile spagnolo; fu riedificato, su un luogo di culto precedente, intorno al 1675 da un gruppo di frati o di eremiti provenienti da Saragozza, ed ebbe anche funzione cimiteriale. Attualmente la chiesetta è stata rafforzata con la costruzione di contrafforti aggiuntivi, necessari a causa del cedimento di alcune strutture murarie.

Altre chiese campestri nel territorio del paese sono la chiesetta di Santa Rita da Cascia, in località Porto Rafael, costruita alla fine degli anni ’50 proprio su volere di Rafael Neville, conte di Berlanga. Le sue forme sono classiche e richiamano lo stile spagnoleggiante: completamente bianca, con campaniletto a vela nella facciata e ingresso frontale a doppio battente. E infine la chiesetta di Sant’Antonio Da Padova, recentissima (fine anni ’90), costruita dal proprietario terriero della zona; è composta da una sala coperta a capanna, scandita da un arco interno. Nella facciata, modanata sulla parte superiore, si apre un portone a doppio battente e sopra un campaniletto a vela in pietra a vista.

Folclore e Tradizioni

ipad_dark.png

La più grande festa religiosa del paese è sicuramente la festa di Santa Maria Delle Grazie, patrona di Palau, che si  svolge nella prima settimana di settembre. Il paese si veste a festa per alcuni giorni, con canti e balli in piazza, bancarelle di prodotti tipici e spettacoli musicali; momento molto suggestivo, a conclusione delle celebrazioni, è la processione a mare con il simulacro della Santa.

Tra le sagre religiose campestri, molto amata è quella di san Giorgio, che cade il primo maggio e si svolge presso la chiesetta dedicata al martire, nella suggestiva località di campagna. Evento importante per i tanti devoti, che festeggiano con spuntini all’aperto in grandi tavolate, e canti tradizionali accompagnati dal suono della fisarmonica.

Altra festa religiosa campestre è quella dedicata a Santa Rita (22 maggio): si celebra una festa esclusivamente religiosa, molto sentita dalla popolazione del paese e dai residenti del piccolo villaggio presente nella località, che si riuniscono in preghiera per assistere alla messa delle ore 18.

Il 13 giugno è la volta della festa di Sant’Antonio da Padova: la domenica è celebrata la santa messa (con benedizione del Pane), e a seguire si svolge la processione solenne per le vie del paese. A partire dal primo pomeriggio, nell’area all’aperto di fronte alla chiesetta campestre, ha luogo l’attesa Sagra di Monticanu, con succulenti pranzi a base di piatti e dolci tradizionali, tanta musica e danze folk.

Tra gli eventi di carattere laico, da menzionare il famoso carnevale palaese (Lu Carrasciali Palaesu)  attrattiva per moltissimi turisti da tutta la Sardegna. Un evento che vede ogni anno un fitto calendario di attività, partendo dal giovedì grasso, solitamente occupato dal ballo in maschera per i più piccoli, fino al conclusivo martedì grasso e al sabato successivo, quando i visitatori possono assistere alle colorate sfilate dei carri allegorici provenienti da tutto il circondario e dei gruppi mascherati.

Sul fronte dell’enogastronomia, Palau non lascia certo delusi i suoi visitatori; nonostante le influenze della cucina costiera e marinara, in paese è diffusissima anche la cucina gallurese dell’interno; tra i primi piatti spicca sicuramente la famosa “suppa cuata”, ma è d’obbligo assaggiare anche “li pulilgioni dulci” (versione dolce dei classici ravioli o culurgiones); oppure “li chjusoni”, dei gnocchetti fatti a mano, e “li fiuritti”, specie di tagliatelle anch’esse fatte in casa. Tra i secondi piatti, davvero ampia è la scelta tra quelli di terra e quelli di mare: da provare assolutamente il tradizionale “porceddu” (maialetto arrosto), la “carri e coggjiu” (tipico pranzo della festa di Ognissanti, preparato con carne di maiale e cavolo verza), e “la faa e laldu” (le fave con lardo). Tra i piatti a base di pesce spiccano le ottime grigliate e le zuppe, così come le aragoste e gli altri i crostacei cucinati con maestria negli ottimi ristoranti della zona. Da non dimenticare la deliziosa bottarga (uova di muggine o di tonno affumicate, salate ed essiccate), ingrediente principe di antipasti raffinati e gustosi. Molto vasta è anche la gamma dei formaggi e delle ricotte locali: a Palau e dintorni troviamo due tipi di Pecorino Sardo (dolce e stagionato), il Fiore Sardo e il Pecorino Romano con marchio D.O.P. Palau e tutta la Gallura sono apprezzate a livello internazionale anche per la produzione di vini di ottima qualità, come il Vermentino di Gallura (l’unico vino sardo ad aver ottenuto il marchio DOCG), o l’eccellente Moscato di Gallura, uno dei più delicati vini da dessert.