Arborea è un comune sardo di 3965 abitanti della provincia di Oristano, nella regione storica del Campidano di Oristano, al centro della zona oggetto della vasta bonifica delle paludi oristanesi avvenuta in epoca fascista.

La cittadina vanta una significativa produzione agricola, soprattutto di latte a lunga conservazione, con il suo stabilimento per il confezionamento in brick conosciuto in tutta l’Isola e non solo; ma anche un’abbondante produzione e commercializzazione di riso locale. Altre importanti produzioni sono quelle ortofrutticole e l’allevamento di baliotti frisoni, una particolare razza di vitelli.

Oggi Arborea è una cittadina dotata di un moderno sistema di aziende agro-zootecniche, di industrie di trasformazione di tipo cooperativo e di un avanzato sistema di servizi correlati, che ne fanno una delle zone più moderne e sviluppate d’Italia.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

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Il litorale di Arborea occupa la parte sud dell’ampio golfo di Oristano, delimitata dalla penisola di Capo Frasca.

Il paese ha la sua spiaggia, Marina di Arborea, che si distende proprio davanti alla piccola frazione turistica omonimo. Si tratta di un bell’arenile di sabbia chiara mista a ciottoli, caratterizzata da un bel mare cristallino sui toni del verde, con fondali che diventano subito piuttosto profondi. La spiaggia è delimitata a nord dallo stagno S’Ena Arrubia, mentre verso sud si incontra la profumata pineta di Arborea. Grazie alle sue vaste dimensioni, risulta spesso poco affollata ed è l’ideale per trascorrervi una giornata intera, grazie anche a servizi quali campeggio, bar, ristoranti e un comodo parcheggio.

Da Arborea si raggiunge in breve tempo anche la zona nord della Costa Verde, sotto Capo Frasca, con la splendida spiaggia di Torre dei Corsari, con le sue dune dorate alle spalle, e dal cui promontorio si può ammirare un paesaggio unico che spazia a sud su una stupenda baia dominata da falesie calcaree, e a nord fino alla spiaggia di Is Arenas. O ancora la vicina spiaggia di Pistis, anch’essa una grande distesa dorata, con sabbia a grana grossa, compatta e abbondante, che va a formare verso l’entroterra alte dune dorate. Il vento di maestrale che soffia spesso nella zona, attrae numerosi amanti del surf e del windsurf.

Facendo invece qualche chilometro verso nord e avvicinandosi a Oristano, si incontra la spiaggia di Torre Grande, caratterizzata da un fondale sabbioso dorato e da un lungomare ornato di alte palme. Oltre Torre Grande si trova la splendida penisola del Sinis, con la spiaggia di San Giovanni di Sinis, che si estende per oltre 4 km; non è attrezzata, ma camminando lungo il litorale si posso trovare bar e ristoranti.

A 5 miglia nautiche dalla costa del Sinis sorge l’Isola di Mal di Ventre, un esteso blocco granitico di antichissime origini; qui le piccole calette sono dei veri paradisi naturali, incontaminati e isolati, dove è possibile avvistare diverse specie dell’avifauna locale.

Montagna

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Arborea sorge su una fertile e verde pianura costiera bonificata, ma non è molto distante da due mete imperdibili per chi ama le passeggiate in montagna: dista infatti poco più di 30 km dal Monte Arci ad est, e circa 40 km dal Monte Arcuentu, a sud.

Il Monte Arci è un sito di grande importanza storico-naturalistica, per via dell’abbondanza di ossidiana (pietra fondamentale nella storia dell’ominazione) nelle sue rocce. Sul monte è presente un parco naturale che mira alla valorizzazione del territorio, con decine di sentieri percorribili, dotati di segnaletica e in grado di soddisfare qualsiasi tipo di escursionista; si tratta di itinerari percorribili sia a piedi che in bici o a cavallo, attraversando luoghi ricchi di storia e natura; bellissima e molto interessante è proprio la “Via dell’Ossidiana” che, passando per boschi di sughere e lecci, consente di percorrere strade ancora oggi ricche del famoso “oro nero”.

Il massiccio del Monte Arcuentu, a sud di Arborea, permette di ammirare un vasto panorama, che spazia dalla Penisola del Sinis fino alla Giara di Gesturi, dal Monte Arci al Gennargentu; presenta  una grande varietà di boschi e macchia mediterranea, con numerosi sentieri segnalati. Nelle vicinanze si trovano anche le miniere di Montevecchio, comprese nell’omonimo Parco Geominerario.

Nelle immediate vicinanze di Arborea (pochi km in direzione sud) è poi presente lo stagno di Marceddì e quello di San Giovanni, cioè ciò che resta delle aree umide della zona dopo i lavori di bonifica che interessarono la piana di Terralba. Queste lagune rappresentano una delle zone di maggiore concentrazione e nidificazione di specie rare e vulnerabili come il pollo sultano e l’airone rosso. Per gli amanti del birdwatching c’è l’imbarazzo della scelta: possono ammirare anche la folaga, la garzetta, l’airone, il germano reale e il bellissimo fenicottero rosa.

Storia e Archeologia

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Arborea è una cittadina “giovane” ma non per questo priva di un passato storico molto interessante e caratteristico. La sua nascita è uno dei molti progetti predisposti prima della grande guerra, cominciato almeno dal 1911 nelle aspirazioni e nei propositi di un deputato di Terralba, Felice Porcella. Si può dire che il primo seme della sua fondazione viene gettato nel dicembre del 1918, quando la Banca Commerciale Italiana dava vita alla Società Bonifiche Sarde. La S.B.S. nasceva con l’obiettivo di trasformare radicalmente un’area di quasi 20 mila ettari a sud di Oristano, territorio occupato da stagni e acquitrini; qui la presenza dell’uomo era limitata a pochi pastori e allevatori, mentre abbondava la presenza della zanzara anofele: era infatti la malaria a impedire ogni tipo di attività stabile e quindi lo sviluppo della zona. Dai primi anni ’20 iniziarono ad arrivare operai a giornata per costruire strade e canali, argini, ponti, ferrovie e case coloniche; attorno a queste, sorgevano giorno dopo giorno nuove case e nuove stalle per il bestiame, pronte ad accogliere i nuovi arrivati: famiglie di coloni provenienti perlopiù dalla pianura padana (soprattutto veneti). Finalmente, Il 29 ottobre 1928 veniva inaugurato il “Villaggio Mussolini”, in seguito rinominato Mussolinia di Sardegna nel dicembre 1930. La denominazione viene definitivamente modificata in Arborea l’8 marzo 1944, ricalcando il nome dalla regione storica dell’Arborea che nel basso medioevo corrispondeva al giudicato omonimo, e deriva dal latino arboreta, cioè “boscaglia” che a sua volta corrisponde al sardo “arburedu”.

La cittadina fu concepita quindi fin da subito come centro urbano strettamente collegato a questa grandiosa opera di bonifica e alle attività produttive ad essa collegate. Inizialmente, il Villaggio Mussolini si presentava come un aggregato di edifici privi di un vero disegno urbanistico, che ruotava attorno alla chiesa dedicata al Cristo Redentore, dominata da un campanile con la significativa scritta “Resurgo”. La chiesa occupa tutt’oggi il lato corto della piazza antistante, e tutte le altre costruzioni si collocano perpendicolarmente: da un lato le scuole elementari e una casa per gli impiegati, dall’altro una locanda e il palazzo dei negozi. Di fronte, il municipio con la casa del direttore della bonifica e l’edificio della S.B.S. Tutti queste costruzioni presentano un’architettura vagamente “montanara” e pittoresca, riscontrabile anche nel recinto del cimitero, con torricini con tetti a spiovente; tutti questi edifici, tranne la chiesa, furono realizzati su progetto dell’ingegnere Carlo Avanzini. Dopo il 1932, si assiste a un cambiamento nello stile urbanistico, con la serie di opere progettate dall’ingegnere Giovanni Battista Ceas, ricalcanti il tipico stile razionalista del periodo, riscontrabile nella Casa del balilla e nella Casa del fascio, così come nella caserma della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale.

Nelle borgate rurali di Arborea meritano sicuramente una visita la Casa del fattore e la pineta Barany in località S’Ungroni; la Casa del fattore in località Pompongias; l’Idrovora di Luri, risalente al 1930 e l’idrovora del Sassu, davvero imponente, che si può ammirare dirigendosi verso Oristano.


Folclore e Tradizioni

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Pur essendo una cittadina molto giovane, Arborea è riuscita a creare un forte senso di comunità e mantenere vive alcune tradizioni presenti fin dalla sua fondazione e provenienti dalle tante terre di appartenenza dei coloni originari. Ad esempio, ad Arborea, oltre al sardo dell’alto Campidano, è molto parlato anche il dialetto veneto, portato dai migranti delle zone di Treviso, Rovigo, Vicenza, Padova e Venezia arrivati a seguito della bonifica voluta dalla Società Bonifiche Sarde, oltre che il friulano, frutto dell’immigrazione di famiglie provenienti dal Friuli.

Riguardo le feste di carattere religioso, la più importante è sicuramente la festa del SS. Redentore, patrono del paese insieme a san Giovanni Bosco. I festeggiamenti iniziano il 13 luglio e si protraggono solitamente per più di una settimana, affiancando ai riti solenni un ricco calendario di manifestazioni civili. La domenica successiva (19 luglio), si apre ufficialmente la festa, con la benedizione dei trattori e la processione solenne con la statua del Cristo Redentore che attraversa le vie del centro, accompagnata dai trattori e da cavalieri; a seguire, la santa messa nella parrocchia omonima. Gli eventi di contorno sono numerosi, tra spettacoli musicali e balli in piazza, esibizioni di gruppi folk e tanti stand enogastronomici nelle piazze del paese.

Sul fronte delle sagre alimentari e degli eventi culturali, segnaliamo la Sagra della fragola, che si svolge ogni anno la prima domenica di maggio, ormai da circa 25 anni. Si tratta di un’importante rassegna gastronomica a livello regionale e nazionale; la fragola è infatti uno dei prodotti simbolo di Arborea, con una produzione di qualità eccellente. La sagra si svolge all’interno dell’area fieristica, che ospita anche varie esposizioni dei diversi prodotti locali e dell’artigianato; l’evento prevede la vendita delle fragole e la sua degustazione nei vari prodotti lavorati, come ad esempio le ottime confetture.

Verso la fine di ottobre ha luogo la Sagra della Polenta, appuntamento ormai trentennale per Arborea. La sagra è molto sentita soprattutto dalla numerosa comunità locale di origine veneto-friulana e romagnola, la principale artefice dell’organizzazione dell’evento.