Cabras è un comune sardo di 9.134 abitanti e si trova nella provincia di Oristano, nella regione del Campidano di Oristano. Il suo territorio si estende per 120 km quadrati, sui bordi dello stagno di Cabras. La zona comprende anche la Penisola del Sinis e i due isolotti di Mal di Ventre e del Catalano.

Cabras dista appena 7 km dal capoluogo di provincia Oristano e 106 km da Cagliari. È un comune particolarmente famoso per le sue tradizioni culturali ed enogastronomiche.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

La bellezza del Sinis e di un mare cristallino

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Chi si trova a Cabras avrà solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda le spiagge.

Al primo posto in classifica non può che esserci la spiaggia di Is Arutas, famosa per la particolarità della sua sabbia, composta da granelli di quarzo con sfumature di colori che variano tra il verde, il rosa e il bianco. L’importanza di questa sabbia è tale che è severamente vietato portarla via dal litorale, rischiando di pagare multe salatissime. Il mare è trasparente con fondale piuttosto profondo sin dalla riva.

A poca distanza trovate poi la spiaggia Maimoni: anch’essa presenta una sabbia bianchissima ricca di sfumature colorate dovute alla presenza di quarzo. Il nome della spiaggia si ricollega al dio dell’acqua Maimone. Il mare, di un suggestivo azzurro turchese, presenta fondali sabbiosi e digradanti ideali per i nuotatori più piccoli. Durante le mareggiate che spesso capitano in questa costa, la spiaggia risulta essere un ottimo punto per gli amanti del surf.

A pochi chilometri da Cabras vi è anche la bella spiaggia di San Giovanni di Sinis, che si estende per oltre 4 km. Come tutte le spiagge del Sinis anche questa non è attrezzata, ma camminando lungo il litorale troverete bar e ristoranti.

A 5 miglia nautiche dalla costa del Sinis ecco le spiagge dell’Isola di Mal di Ventre, un esteso blocco granitico di remotissime origini.

Le piccole calette sono dei veri paradisi naturali, incontaminati e isolati, dove è possibile avvistare diverse specie dell’avifauna locale.

 

Montagna

Stagni e tante aree verdi a poca distanza

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L’escursione più vicina al comune di Cabras è certamente quella che attraversa l’omonimo stagno e continua verso la Penisola del Sinis.

Ci sono diverse strade sterrate che permettono l’accesso a questa meravigliosa area umida popolata da tante specie di uccelli come il Fenicottero rosa o il Pollo Sultano.

Merita una visita anche l’area protetta del WWF denominata “Seu”, immersa nella macchia mediterranea in cui è possibile osservare cinghiali, lepri, tartarughe e ricci. L’area ospita una diversità di ambienti in cui si incontrano lentisco, fillirea, palma nana e rosmarino, ma anche la bellissima pineta centenaria composta da Pini d’Aleppo e la vegetazione dunale.

 Percorrendo circa 45 km verso nord si raggiunge il Montiferru, un’area basaltica popolata da foreste e ancora oggi utilizzato per allevare in modo tradizionale le mandrie del Bue Rosso. Il massiccio, che si affaccia sul mare, è caratterizzato da fitti boschi secolari di lecci e sughere, floridi castagneti, maestose roverelle, folte foreste di agrifoglio con esemplari che raggiungono i sei metri di altezza, come nel bosco della Madonnina, e relitti vegetali quali il tasso.

Nelle aree più elevate, tra la nuda roccia, prosperano timo, elleboro, peonie ed euforbia mentre alle sue falde prospera la macchia mediterranea. La crescita rigogliosa della vegetazione è resa possibile dalla grande quantità d’acqua, presente in numerose sorgenti e cascate, come quelle spettacolari di S’Istrampu e Massabari a Cuglieri, e Sos Molinos a Bonarcado; il massiccio è un habitat ideale per cinghiali, ricci, volpi, donnole, martore, gatti selvatici, lepri e conigli, così come per poiane, corvi imperiali, ghiandaie, upupe, gheppi, pernici sarde e il falco pellegrino, lo sparviero e l’astore, oltre che per colombacci, beccacce e tordi. Recentemente sono stati reintrodotti il muflone, il cervo sardo e l’avvoltoio grifone, visibili all’interno di aree recintate.

Un trekking sul Montiferru è d’obbligo, preferibilmente accompagnati: a piedi, in bicicletta, a cavallo o a dorso d’asino, è splendido immergersi tra i numerosi sentieri che si addentrano in una natura incontaminata e che raggiungono le cime maggiori, dalle quali si ammirano panorami mozzafiato; particolarmente importanti, tra i complessi forestali, i boschi di Seneghe (Sos Paris), Santulussurgiu (Bau ‘e Mela), Cuglieri e Scano Montiferro.

A circa 60 km da Cabras potete raggiungere invece il Monte Arci, è un massiccio che raggiunge quota 812 metri slm. È sempre stato un sito di estrema importanza per la storia di tutta l’Isola per via dell’abbondanza di ossidiana nelle sue falde, cosa che ha contribuito notevolmente a far sviluppare i primi commerci oltremare. Sul monte si trova un parco naturale, che mira alla valorizzazione e alla tutela del territorio. Ci sono decine di sentieri percorribili sul monte, tutti provvisti di segnaletica e in grado di soddisfare qualsiasi livello di escursionista. La maggior parte degli itinerari può essere svolto sia a piedi sia in bici o a cavallo e attraversa luoghi colmi di natura e storia come le antiche sorgenti e fonti d’acqua, panorami e splendidi punti fotografici, così come boschi e siti archeologici.

Di particolare bellezza è proprio la “Via dell’Ossidiana” che, passando per boschi di sughere, lecci e lentisco, vi porterà a percorrere strade ancora oggi ricche del famoso oro nero degli antichi antenati.

Storia e Archeologia

Testimonianze nuragiche e un importante passato giudicale

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Il territorio di Cabras ha ospitato l’uomo fin dall’epoca del Neolitico, come ci dimostra l’importantissimo sito di Cuccuru Is Arrius, che ci ha restituito un villaggio prenuragico e una necropoli formata da 19 tombe. All’interno di una di esse è stata ritrovata una statua raffigurante la Dea Madre, perfettamente conservata.

Il territorio di Cabras conta anche 75 nuraghi. Alla prima metà del I millennio a.C. risale invece il sito di Monte Prama, che ci ha restituito le importanti statue dei Giganti, ancora oggi avvolte dal mistero.

I primi insediamenti documentati a Cabras risalgono al XI secolo, quando Tharros si spopola a causa delle incursioni dei corsari nordafricani e si stabiliscono a Cabras, vicino all’attuale chiesa parrocchiale.

Durante il periodo dei Giudicati la cittadina assunse importanza in quanto la corte del Giudicato di Arborea risiedeva nel castello. Passò successivamente in mano a diversi feudatari finché non venne inclusa nella Provincia di Oristano nel XIX secolo.

Tra le architetture religiose che meritano una visita ci sono la Pieve di Santa Maria Assunta, edificata nel XV secolo e parte dell’Arcidiocesi di Oristano, e l’antica chiesa di San Giovanni di Sinis, costruita nel VI secolo durante il dominio bizantino sopra un’antica necropoli punica: si tratta di una delle tre chiese paleocristiane ancora presenti più antiche di tutta la Sardegna.

 

Folclore e Tradizioni

La Corsa degli Scalzi e una tradizione culinaria all’insegna della Bottarga

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Tra gli eventi maggiormente sentiti a Cabras c’è la festa religiosa dedicata a Santa Maria Assunta, patrona del paese: si svolge il 24 maggio e dura per tre giorni, durante i quali non mancano spettacoli, balli in piazza e fuochi d’artificio.

Ma la fama di Cabras è legata soprattutto a un evento ormai imperdibile, che avviene nelle ultime settimane di agosto, nel piccolo paese di San Salvatore. Si tratta dell’emozionante “Corsa degli Scalzi”, una rievocazione storica particolarmente sentita dal paese che ricorda il salvataggio del simulacro di San Salvatore da un attacco dei Saraceni.

La prima parte dell’evento prevede un gruppo di donne vestite con il tipico abito di Cabras che, a piedi nudi, portano in processione il simulacro del santo dalla Chiesa Maggiore di Cabras al piccolo santuario di San Salvatore, dove le celebrazioni proseguono per nove giorni. All’alba del primo sabato di settembre inizia la celebre corsa: i giovani si raggruppano nella chiesa di Cabras e il simulacro viene portato in processione fino alla periferia.

A questo punto “is curridoris” (i corridori) iniziano la corsa, rigorosamente scalzi, fino al villaggio di San Salvatore. La stessa strada, lunga 7 km, verrà ripercorsa il giorno dopo e il Santo rientrerà a Cabras.

 Cabras è anche la maggior produttrice sarda di bottarga e vale davvero la pena assaggiarla. Ad agosto Cabras dedica alla bottarga di muggine una sagra che offre l’opportunità di degustarla con le molteplici portate di antipasti, primi e secondi piatti.

La “Sagra della Bottarga”, manifestazione che valorizza la cultura, la storia e gli aspetti gastronomici di questo prelibato alimento costituito da uova di muggine lavorate in modo da divenire un vero e proprio “caviale” del Mediterraneo.
In occasione della Sagra l’amministrazione comunale organizza stands per la degustazione e la vendita promozionale di bottarga distribuendo inoltre un interessante fascicolo in cui sono presentate numerose ricette con l’impiego della bottarga. 
Le uova di questo muggine (cefalo volpino) vengono lavorate ricoprendole dapprima con sale e successivamente pressate ed esposte all’aria in modo naturale per la stagionatura. Il risultato è una tavoletta dal colore ambrato, morbida dal gusto intenso e delicato che può essere consumata a crudo, affettata nell’olio d’oliva; ottimo il suo impiego grattugiata su una svariata serie di antipasti e primi piatti e impareggiabile se consumata spalmata su pane abbrustolito con aggiunta di burro.