Orosei

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Orosei in 59 secondi

Orosei è un comune sardo di 7.033 abitanti della provincia di Nuoro, situato nell’antica subregione storica delle Baronie. Il paese è adagiato nella valle del fiume Cedrino e dista 2,5 km dalla costa, dove si trova la frazione marittima di Marina di Orosei. Al comune appartengono anche le altre frazioni marittime di Sos Alinos e Cala Liberotto, distanti circa 12 km dal centro.

Orosei ha un paesaggio dominato dal mare, meraviglioso e incontaminato, sempre capace di stupire con i suoi variegati scorci, i suoi colori cangianti e le sue incredibili trasparenze. Un mare lambito da 14 km di spiagge bianchissime incorniciate da boschi, macchia mediterranea e scogliere di granito rosa e basalto. Il paese è ricco di storia e tradizioni, perlopiù risalenti all’epoca giudicale e medievale, e sono presenti nei dintorni alcuni siti di notevole interesse storico e archeologico. Un luogo ideale per trascorrere una vacanza tra mare e natura!

Orosei in English

 

 

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Orosei in pochi minuti

Mare e Montagna

Oasi di Bidderosa

Valle dei Nuraghi

Spiagge - Cala Liberotto

Nuraghe Gulunie Osalla

Centro Storico

Vecchia Prigione

Antica Casa Rettorale "Su Probanu"

Centro Storico

Museo Guiso

Tradizioni Religiose

Cucina Tipica

Sos Vuvusones

Maccaronis de Busa

Folklore

Coro "Cantores de Sa Turre"

Gruppo Folk Santa Maria e Mare

Mare

Il Golfo di Orosei, uno spettacolo unico

Orosei dà il nome all’omonimo golfo, che si apre sulla costa centro-orientale della Sardegna. Il Golfo di Orosei è tra le mete più famose e apprezzate dai visitatori di tutto il mondo e dagli stessi sardi, trattandosi di uno spettacolo della natura come pochi, dal 1998 ulteriormente preservato con l’istituzione del Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu.

Il golfo si divide in due parti, differenti dal punto di vista morfologico: la parte settentrionale, con costa bassa sul mare, è formata da pinete, lunghe spiagge (tra cui Su Barone, Osala, Cala Ginepro, Sas Linnas Siccas, Cala Liberotto, Bidderosa e Sa Curcurica) e dune costiere che raggiungono la sua estremità nord, ossia Capo Comino; e quella meridionale, costituita dalla parte finale dell’altopiano del Supramonte, che giunge, a sud, sino al capo di Monte Santu. Le bellezze naturalistiche di questo tratto di costa sono davvero numerose, e l’ideale è scoprirle attraverso i vari itinerari che dall’entroterra si dirigono verso le più belle cale e insenature del golfo: Cala Luna, con i suoi imponenti “grottoni” incastonati nei bastioni calcarei alle spalle dell’arenile; Cala Mariolu, splendida spiaggetta di sabbia e minuscoli ciotoli, dal mare di una trasparenza ineguagliabile; o ancora l’incredibile Cala Goloritzé con la sua caratteristica “Aguglia”, un’imponente formazione rocciosa calcarea che si staglia in verticale per 143 metri slm., meta ambitissima di ogni free climber che si rispetti.

Da non dimenticare le celebri Grotte del Bue Marino, grotte litoranee dall’ingresso comune che all’interno si dividono in due tronconi, per una lunghezza totale di 15 km; la grotta a sud è visitabile con un percorso che si snoda per circa 900 metri. Le grotte devono il loro nome all’appellativo in sardo dato alla foca monaca, mammifero marino che fino a non molti anni fa abitava questi splendidi luoghi.

Montagna

Un entroterra tutto da scoprire

Il territorio interno offre una grande varietà di itinerari interessanti per gli amanti della natura selvaggia e incontaminata. L’entroterra oroseino è infatti un territorio poliedrico, in grado di soddisfare ogni interesse naturalistico e appassionare gli amanti dell’escursionismo declinabile nelle tante attività del trekking, del canyoning, dell’arrampicata e della speleologia. Chilometri di boschi incontaminati, altipiani basaltici e aspri rilievi granitici all’interno, che dolcemente declinano verso la costa, offrono la possibilità di immergersi in una macchia mediterranea profumatissima, imbattendosi in affascinanti siti nuragici come il complesso de Sa Linnarta, o seguendo l’itinerario dei pastori per arrivare ai loro ovili con le caratteristiche “pinnette”, le dimore stagionali di chi svolge questo antichissimo mestiere.

Da segnalare, inoltre, l’oasi naturalistica di Bidderosa, gestita dall’Ente Foreste della Sardegna, che ha un’estensione di 500 ettari e comprende 2 km di spiagge incantevoli. Al suo interno è possibile ammirare gli stagni di Bidderosa e di Sa Curcurica, popolati per quasi tutto l’anno dai fenicotteri rosa. Dalla cima del monte Urcatu (125 m), a cui si accede attraverso un breve sentiero naturalistico, si apre allo sguardo del visitatore un panorama mozzafiato, che permette di ammirare il golfo di Orosei e tutte le sue peculiarità paesaggistiche.

Infine, per chi ama il fascino ancestrale del sottosuolo, è d’obbligo la visita alla Grotta di Ispinigoli, nel comune limitrofo di Dorgali. L’entrata nella grotta trasporta il visitatore in un ambiente incredibile, per la presenza di concrezioni somiglianti a grandi colonne vicine alle pareti contrapposte a delle piccole stalagmiti, davvero minuscole rispetto alla stalagmite principale, e per l’impatto delle numerose concrezioni ondulate. Per visitare tutta la grotta sino alla profondità della colonna è necessario scendere 280 gradini!

Storia e Archeologia

Dalle origini nuragiche all’odierno sviluppo turistico

Seppure non vi siano prove certe che l’etimologia del vocabolo Orosei sia attribuibile agli Aesaronenses (Esaronensi), una delle principali tribù nuragiche della Sardegna, è possibile che il nome del paese derivi da tale popolo, fatto che spinse lo storico Tolomeo a menzionare una stazione romana chiamandola Fanum Orisi che poi, sotto il Giudicato di Gallura, divenne Urisè. D’altronde numerose sono le testimonianze dell’epoca nuragica: il complesso de Sa Linnarta, con pozzo sacro, è senz’altro il più interessante. Altro villaggio nuragico presente nel territorio oroseino è quello di Muros, nelle vicinanze della frazione di Sos Alinos.

L’attuale centro urbano di Orosei fu appunto fondato dai Romani intorno al II secolo d.C. sopra un precedente insediamento nuragico. La cittadina godette poi di un notevole sviluppo nel periodo giudicale (XII secolo) diventando la più importante sede della curia del Giudicato di Gallura. Risalgono a questo periodo alcuni monumenti storici più importanti, come la torre di Sant’Antonio e la Chiesa parrocchiale di San Giacomo e San Gavino.

Nel 1288 Orosei divenne uno dei possedimenti d’oltremare della Repubblica marinara di Pisa e in seguito, a partire dal 1324, del Regno di Sardegna sotto la corona aragonese. Nel periodo pisano, visse i momenti più significative della sua storia grazie alla presenza di un porto molto attivo gestito da una colonia di mercanti pisani, che avevano una loro chiesa (Santa Maria del Mare) e numerose ricchezze. In questo periodo Orosei divenne la sede principale della curia del Giudicato di Gallura e si dotò di un castello. Risalgono a quest’epoca la torre di Sant’Antonio, Sa Prejone Vezza, la Parrocchiale di San Giacomo e di San Gavino. Nel 1449 il territorio attorno a Orosei venne acquistato da don Salvatore Guiso, un ricco nobile che vi si trasferì dando inizio alla costruzione dei famosi palazzi signorili ancora oggi presenti nel centro storico, davvero be conservato e custode di svariati edifici storico-artistici, tra cui l’Oratorio della Confraternita del Rosario, o il complesso architettonico di Sant’Antonio Abate: un vasto cortile attorniato da casette, le cosiddette cumbessias, antichi rifugi per i pellegrini, con al centro un imponente mastio quadrangolare di fattura pisana (XIII secolo).

Oggi Orosei è una moderna cittadina turistica, dotata di tutti i servizi essenziali e con un’economia che da prevalentemente agropastorale è passata negli ultimi decenni a basarsi soprattutto sulle aziende agricole e vinicole e sul terziario legato alle attività turistiche.

Folclore e Tradizioni

Il fascino e le tradizioni delle antiche Baronie

La cittadina di Orosei conserva intatte molte tradizioni e celebrazioni antiche, risalenti al suo passato giudicale e medievale.

La Festa della Madonna del Rimedio è la festa più lunga (18 giorni); si rinnova ogni anno il venerdì della prima settimana di settembre, quando alcune famiglie di Orosei vanno ad occupare le cento cumbessias (gli antichi alloggi per pellegrini) vicino alla chiesa, dove passeranno il periodo delle due novene. La festa viene poi arricchita da manifestazioni sacre e grandi banchetti. Un’altra festa molto sentita in paese è il Fuoco di Sant’Antonio Abate, che inizia il 16 gennaio: protagonista è appunto un grande fuoco alimentato da cespugli di macchia mediterranea ammassati attorno a su pirone, un alto tronco di cipresso, posto al centro della piazza di S.Antonio. Un rito molto suggestivo, considerato beneaugurante. La festa si conclude con l’offerta dei dolci caratteristici, su pistiddhu e su pane nieddhu. Sfarzosissima è poi la celebrazione della Pasqua, retaggio della cultura spagnola-aragonese. I Riti della Settimana Santa di Orosei sono infatti impregnati di religiosità popolare. Le tre processioni più spettacolari si svolgono rispettivamente il giovedì, il venerdì e la mattina di Pasqua: Sos Sepurcros (i sepolcri), Su Brossolu (la bara) e S’Incontru ovvero l’incontro fra Cristo risorto e la Madonna.
Ancora, la Festa di Santa Maria ‘e Mare, che si celebra l’ultima domenica di maggio e ha inizio al mattino nella piazza del Popolo con il rito de Sa Mutatura, ovvero la decorazione delle barche dei pescatori con fiori di diversi colori; le barche con il simulacro della Vergine Maria si dirigono verso il fiume Cedrino dove, in fila, navigano lentamente verso la chiesetta pisana di S. Maria, presso la foce. Altre manifestazioni importanti sono la Processione di Sant’Isidoro (15 maggio) in onore di S. Isidoro agricoltore, e la festa di San Giacomo, patrono di Orosei, che si festeggia il 25 luglio e prevede una processione religiosa accompagnata da spettacoli folcloristici, giochi, fuochi d’artificio.

Per quanto riguarda la cucina e i piatti tipici, Orosei mescola ricette di mare con tradizioni gastronomiche tipiche dell’entroterra e della vicina Barbagia, a forte connotazione agro-pastorale: il “porchetto” allo spiedo, preparato ancora secondo antichi  procedimenti: cotto in una  buca ricoperta da uno strato di terra su cui si accende un fuoco di legna aromatica, oppure la pecora “a cappottu” (bollita) insaporita con patate, carote e cipolle. Tra i primi piatti abbiamo i “culurzones”, i ravioli ripieni di ricotta e patate, o le minestre con “filindeu” (pasta), formaggio fresco acidulo e pane carasau. Senza dimenticare ovviamente le innumerevoli varietà di formaggio pecorino e di insaccati.

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