Assemini (Assèmini in sardo) è un comune sardo di 26.641 abitanti della ex provincia di Cagliari, ora rientrante nella città metropolitana di Cagliari. È classificato secondo gli standard turistici come “Paese di antica tradizione della ceramica”.

Assemini sorge nella pianura del rio Cixerri, del Flumini Mannu e del rio Sa Nuxedda, appena a nord dello stagno di Santa Gilla.

Il suo territorio comunale è abbastanza vasto rispetto alle dimensioni del centro abitato, in quanto comprende un’isola amministrativa distaccata.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Video Documentari

Ajò ad... Assemini

Coro di Assemini

Mare

Vicino al Golfo degli Angeli e al litorale capoterrese

Il litorale più vicino ad Assemini è quello cagliaritano, con il Golfo degli Angeli e la sua spiaggia più famosa: il Poetto, circa 6 km di arenile che si estende dalla Sella del Diavolo all’inizio di Quartu Sant’Elena. È una spiaggia comoda per chi non vuole allontanarsi troppo dal centro città ed è dotata di tutti i servizi necessari come bar, ristoranti, docce e attrazioni per sport acquatici.

Sul versante opposto alla Sella del Diavolo e al promontorio di Sant’Elia trovate invece la piccola spiaggia di Calamosca e quella di Cala Fighera: la prima ha una sabbia chiara e un mare cristallino, dove è stupendo immergersi con maschera e pinne. A poca distanza, Cala Fighera, una piccola insenatura di ciottoli contraddistinta per l’alta scogliera rocciosa di pietra arenaria da cui i più temerari tentano pericolosissimi quanto spettacolari tuffi.

Ancora più vicino, a est del Golfo degli Angeli, si trova il litorale capoterrese, ugualmente interessante per il turismo balneare: la zona più nota è la Maddalena spiaggia, conosciuta anche come “il lido di Capoterra”: una lunga spiaggia caratterizzata da un ampio arenile di sabbia dorata. Il fondale è basso e sabbioso, con acque dai toni tra il verde e l’azzurro. Nello spazio tra la Maddalena e Su Picciau si può praticare il kitesurf in periodo estivo.

A breve distanza sorge la spiaggia di Frutti d’Oro, ottimo punto per gli appassionati di surf, e la spiaggia di Torre degli Ulivi, incastonata tra gli scogli e con un fondale di sassi.

Nei paraggi è presente anche la piccola spiaggia di Giorgino, con il suo caratteristico borgo di pescatori; punto ideale in cui praticare la pesca.

Montagna

Un territorio ricco di Parchi e bellezze naturalistiche

 

Il territorio di Assemini è molto vasto, tanto da includere un’enclave amministrativa montuosa nella zona di Gutturu Mannu, oltre Monte Arcosu (inclusa la Miniera di San Leone, la diga, la caserma della Forestale, siti archeologici come quello di Mitza Fanebas), nei monti di quello che è prossimo a divenire il Parco di Gutturu Mannu ed è oggi foresta demaniale. La particolarità del territorio è costituita dalla presenza di una delle foreste più antiche e più estese del bacino del Mediterraneo. Si tratta di circa 35.000 ettari di copertura vegetale (bosco, macchia-foresta, macchia alta) di inestimabile valore naturalistico, dove vivono specie endemiche tra le più rappresentative della fauna sarda come il cervo, l’astore, il gatto selvatico, il geotritone. Presenta massicci granitici del Paleozoico dalla tormentata morfologia con valloni alternati a pianori e vette elevate oltre i mille metri. Ricchissimo di boschi di lecci con frequenza di tassi e agrifogli negli anfratti più remoti; sughere, corbezzoli, filliree arborescenti e lentischi. Importante sotto l’aspetto faunistico per le migrazioni stagionali del cervo sardo e del cinghiale. Presenti anche la volpe e la martora. Il posto ideale per escursioni a piedi o in moutain bike.

In parte del territorio di Assemini rientra inoltre  lo stagno di Cagliari, che comprende la Laguna di Santa Gilla, le Saline di Macchiareddu e il Porto Canale. È una zona umida molto estesa inserita alle porte del capoluogo isolano. La natura delle sue acque non è omogenea: sono infatti salate quelle delle Saline di Macchiareddu, peraltro considerate tra le più grandi d’Europa, mentre le acque di Santa Gilla sono in parte rese dolci dall’apporto idrico dei fiumi Cixerri e Flumini Mannu. Proprio nell’area di Santa Gilla sorse il primo insediamento umano della Carales (Cagliari) cartaginese, e in seguito la città di Santa Igia, capitale del Giudicato di Cagliari. L’avifauna dello stagno è decisamente ricca, composta da rarissime specie acquatiche come i fenicotteri rosa, gli aironi, i cormorani, le folaghe. Una visita alle Saline della Società Contivecchi, vi offrirà uno spettacolare scorcio sulle acque della laguna di Santa Gilla, consentendo un’incantevole esperienza di birdwatching.

Storia e Archeologia

La fondazione giudicale e una storia legata agli artigiani della ceramica

In un remoto passato, l’abitato di Assemini risultava situato alla fine della laguna di Santa Gilla, sulla riva ovest, prima che venisse interrata dai detriti dei fiumi Mannu e Cixerri; costituiva infatti l’approdo più avanzato verso la pianura del Campidano e la vallata del Cixerri. L’importanza di Assemini nella Sardegna antica è in primo luogo dimostrata dal ritrovamento nel suo territorio di numerosi ed importanti reperti archeologici, fra cui uno dei 17 talenti di rame a forma di pelle bovina distesa, di matrice egiziana o cretese, oltre a un’iscrizione in geroglifici egizi.

Nel territorio asseminese, nell’area montana di Fanebas, sono state individuate tracce di civiltà nuragica che testimoniano una frequentazione della zona da parte di queste popolazioni; sono inoltre emerse necropoli di età punico-romana nei pressi del Rio Bidda Mores, Is Tuvus e Porcili Isidori. In epoca romana, per Assemini passava l’acquedotto che riforniva Cagliari da Domusnovas e la strada che dal capoluogo raggiungeva Sulci.

L’origine del toponimo non è chiara, ma un documento del 1107 riporta il nome dell’antica villa giudicale di Arsemine, che porta a collocarne la fondazione proprio in epoca medioevale. Risale, infatti, all’XI secolo l’impianto della chiesa bizantina di San Giovanni Battista, con pianta a croce greca inscritta in un quadrato, ubicata nel centro storico. Al medioevo risale la cospicua produzione di ceramiche che ha da allora caratterizzato il paese. Si pensa che avvenisse in particolari cortili detti “strexiaius” (“strexiu”significa stoviglie) in cui si trovavano pozzi per l’estrazione dell’argilla alcalina di cui il territorio è particolarmente ricco, vasche per la decantazione e la levigazione, il tornio, tettoie per essiccare i manufatti e forni a legna in mattoni crudi di forma cilindrica. In quel periodo corporazioni apposite, dette Gremi, disciplinarono le attività creativa e commerciale degli strexiaius con statuti e regolamenti, per imporre l’obbligo di non modificare i canoni fissati. Con l’avvento della dominazione spagnola che durò sino al XVIII secolo, gli strexiaius furono compresi negli ampi cortili delle case campidanesi di cui ancora oggi rimangono ben conservate numerose testimonianze.

Nel periodo giudicale, Assemini appartenne al Giudicato di Calari e fece parte della Curatoria del Campidano e poi di quella di Decimo dal XIV secolo. Sotto la dominazione Aragonese, la cittadina ottenne alcuni privilegi, e passò poi alla Contea di Quirra, feudo dei Carroz, e in seguito alla Baronia di San Michele. Successivamente, Assemini seguì le sorti del resto dell’Isola, passando sotto il dominio Sabaudo.

Tra le architetture religiose, la più importante è sicuramente la già citata chiesa bizantina di San Giovanni Battista; tra i tanti aspetti che la rendono un monumento degno di essere visitato, vi è la presenza al suo interno di fonti epigrafiche che documentano l’importanza dell’edificio sin dai primordi del periodo giudicale. Costituisce inoltre l’unico esempio in Sardegna di chiesa con pianta a croce greca inscritta in un quadrato, cioè con due navate che si incrociano, coperte da volta a botte. La chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, patrono del comune, sorge anch’essa nel centro storico; la pianta è a navata unica con cappelle laterali in stile tardo gotico. L’edificio originario risale alla prima metà dell’XI secolo. Vi è poi la piccola chiesa settecentesca dedicata all’apostolo Sant’Andrea, che si trova alla fine della via Sardegna; nata come una chiesa campestre è ora inglobata dall’espansione urbana. I primi cenni storici sono attestati in un documento della Diocesi di Cagliari del 1644.

Da segnalare, nella periferia del paese, il Museo di Storia Naturale Aquilegia, che espone reperti paleontologici, botanici, geologici e zoologici all’interno di ricostruzioni degli ambienti lagunare e montano.

Folclore e Tradizioni

Tante sagre tradizionali e una squisita cucina tipica

Assemini vanta alcune suggestive sagre collegate ai festeggiamenti di alcuni santi. Tra il 13 e il 15 giugno (Sant’Isidoro) si tiene la Sagra della Mietitura: tra il 23 e il 25 giugno (San Giovanni) si organizza la Sagra della Pecora. Nell’ultima decade di luglio (San Cristoforo) ha luogo il “Matrimonio Asseminese”, manifestazione in cui si celebrano matrimoni secondo i costumi locali e con la rievocazione di riti secolari, in cui i partecipanti indossano i costumi sardi tipici asseminesi e si esprimono nella variante locale del sardo. Sempre in luglio, nell’ultima settimana a cavallo con agosto, si tiene il Festival Internazionale del Folclore “Is Pariglias”, che vede la partecipazione di oltre 200 artisti esteri, che rappresentano la cultura popolare dei diversi continenti e della Sardegna

La cittadina, come altri centri del Campidano, ha conservato molti esempi di case tipiche campidanesi: ampie abitazioni, di cui si ha notizia già nel periodo giudicale, le cui caratteristiche architettoniche hanno subito vari cambiamenti in seguito alle diverse dominazioni della Sardegna, risentendo soprattutto dell’influenza spagnola. Queste abitazioni sono costruite con l’impiego di particolari mattoni crudi (in sardo làdiri) e sono riconoscibili per i caratteristici cortili centrali in cui erano presenti pozzi, forni e mulini necessari alla lavorazione del grano; in particolare nelle case campidanesi di Assemini i cortili erano attrezzati e utilizzati per la lavorazione della ceramica.

La fama di Assemini è infatti dovuta in larga misura alla sua importante tradizione artigianale ceramica, che l’ha resa centro pilota nella lavorazione della ceramica in Sardegna e l’ha qualificata anche in ambito internazionale. Nel paese sono dislocati vari laboratori artigiani in cui vengono prodotti manufatti in ceramica di grande pregio, i cui diversi metodi di lavorazione vengono presentati nella Mostra Mercato dell’Artigianato locale. Oggi ad Assemini si producono principalmente stoviglie ornamentali, arricchite di motivi naturalistici (spesso ispirati a modelli molto antichi) o geometrici, in rilievo o a graffito. La destinazione d’uso di questi prodotti artistici è varia e una parte di questi, per quanto raffinati, è destinata all’uso quotidiano (soprattutto le stoviglie).

Assemini vanta anche una tradizione gastronomica di notevole importanza: vi si realizzano, infatti, ottime “panadas”, apprezzate e consumate, in alcune varianti, in tutta la Sardegna (Oschiri in particolare). Nella maggior parte dei casi la produzione e il consumo avvengono tuttora in ambito familiare e privato e le tecniche di preparazione tradizionali e vecchie di secoli. La panada è un piatto unico costituito da un contenitore di forma circolare di pasta non lievitata ripieno chiuso da ricami a treccia (tradizionalmente realizzati senza l’ausilio di utensili) e successivamente cotto al forno. La tradizione vuole che il ripieno sia di carne (d’agnello o capra) e patate o piselli, condite da zafferano, pepe, sale, olio d’oliva o strutto e pomodori secchi. La seconda variante prevede il ripieno d’anguilla e patate. a testimonianza dell’antica attività di pesca del comune ormai quasi scomparsa. Riguardo la panificazione, ad Assemini, come nella gran parte della Sardegna meridionale, si producono maggiormente le varietà del maritzosu e de su civraxiu; un ruolo di spicco è ricoperto poi da su coccoi, una varietà di pane a pasta dura che viene preparato per il consumo giornaliero o per particolari occasioni e festività religiose in funzione di pani votivi.

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