Maracalagonis

Maracalagonis è un comune sardo di 7.915 abitanti nella provincia di Cagliari, nella regione orientale del Campidano, e si trova a 82 metri sul livello del mare. Il comune dista circa 13 km dal capoluogo dell’Isola.

Il toponimo pare derivi dal fenicio “hamara”, in sardo “mara”, che significa “palude d’acqua salmastra”; oppure dal fenicio “magar”, che significherebbe “grotta” o “fattoria”.

Il suo territorio si estende sino al mare, nelle località di Geremeas, Baccu Mandara e parte di Torre delle Stelle, per un totale di circa 100 km quadrati.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

Un territorio costiero con bellissime spiagge e insenature

Cala Serena, Geremeas

Fiore all’occhiello del territorio sono le magnifiche spiagge di Geremeas, Baccu Mandara e una parte di Torre delle Stelle, circondate dal profumo della macchia mediterranea e da un mare cristallino. La prima fa parte di un’ampia insenatura, fra le più belle del litorale, e dispone di due spiagge (Kal’e Moru e Geremeas). Una parte dell’insediamento turistico di Torre delle Stelle ricade nel territorio comunale di Maracalagonis. Le due spiagge della località, Cann’e Sisa e Genn’e Mari sono immerse in una bella pineta. Entrambe hanno una sabbia candida e un mare trasparente.

La spiaggia di Genn’e Mari (“porta verso il mare”) si trova nella località di Torre delle Stelle e ricade parte nel comune di Maracalagonis e parte in quello di Sinnai. L’arenile di sabbia bianca e di media grossezza è bagnato da acque limpide. La spiaggia è facilmente raggiungibile perché ben segnalata lungo la Strada Panoramica 125. La spiaggia è ricca di servizi: è accessibile ai diversamente abili, è dotata di ampio parcheggio, hotel, bar, punto di ristoro ed è caratterizzata da un basso fondale che rende sicuro il gioco dei bambini. È possibile noleggiare l’attrezzatura per il diving ed è presente uno scivolo a mare per le imbarcazioni da diporto. Battuta dal vento, è una meta ideale per i surfisti ed è amata da quanti praticano la pesca subacquea.

A circa un quarto d’ora di auto troverete la spiaggia del Poetto, chiamata anche spiaggia dei cagliaritani, la più famosa e la più comoda per chi preferisce i lunghi litorali attrezzati con tutte le necessità: bar, ristoranti, docce, sport acquatici.

Scendendo verso est si prosegue sulle spiagge di Quartu, anch’esse molto belle e meno affollate nel periodo estivo: Capitana, Terra Mala, Cala Regina, solo per citare qualche esempio.

Di suggestiva bellezza è la spiaggia di Mari Pintau, chiamata così perché il mare sembra davvero dipinto con colori che spaziano dal turchese al celeste trasparente. La spiaggia è di sassi, quindi è meglio avere delle calzature comode.

La spiaggia di Solanas ha un fondo di sabbia chiara a grani grossi e una vegetazione che arriva quasi all’arenile. Alle sue spalle si sviluppa un borgo turistico, mentre nel lato est si trovano i dolci profili della piccola duna alla base del Capo Boi. È facilmente raggiungibile da Capo Boi procedendo sulla Strada Statale 125 in direzione Cagliari: non mancano i cartelli di indicazione. La spiaggia è ricca di servizi: è accessibile ai diversamente abili, è dotata di un piccolo parcheggio, bar, punto di ristoro ed è possibile noleggiare ombrelloni, sdraio e pattino. Battuta dal vento è meta ideale per i surfisti ed è amata da chi pratica la pesca subacquea o le immersioni. Le acque qui sono pulite e cristalline e le spiagge sono divise tra stabilimenti o spiaggia libera per chi preferisce.

Da Maracalagonis si raggiunge facilmente anche la famosa Villasimius, sempre più apprezzata tra i turisti, o ancora Cala Sinzias e Costa Rei, note per la loro fine sabbia bianca.

Montagna

A poca distanza dal Parco dei Sette Fratelli e da tante aree verdi

Località Codoleddu, Ph. Daniele Crobu

Il territorio intorno a Maracalagonis si presenta prevalentemente montano e comprende i principali rilievi della Sardegna Sud – Orientale: Punta Serpeddì (Zerpedderi), ed i vicini rilievi di Serpeddìeddu, Niu Crobu e Tronu. Punta “Sa Ceraxa” dei Sette Fratelli.
Nella montagna hanno origine importanti corsi d’acqua, tutti a carattere torrentizio. Una parte dell’area protetta del Parco naturale regionale dei Sette Fratelli – Monte Genis, circa 12 mila ettari, si trova nel territorio comunale di Sinnai. Il Parco veniva istituito e delimitato nel 1989, le vette dei Sette Fratelli dichiarate monumento naturale e la foresta di Tuviois classificata area di rilevante interesse naturalistico. Qui sono presenti innumerevoli sentieri per ogni tipologia di camminatore. Tra i mammiferi sono presenti il riccio, la lepre sarda, il coniglio selvatico, il ratto bruno, il quercino e il topo selvatico, la volpe, la donnola, il gatto selvatico, la martora, il cinghiale e il cervo sardo.

La montagna è visitabile in autonomia o attraverso organizzazioni e società che propongono visite guidate. Trekking, mountain bike, escursioni in fuoristrada favoriscono visite e gite di assoluta bellezza. Notevolmente diffusa è la rete di sentieri opportunamente segnalati, cui si è aggiunto il primo tratto del “Sentiero Italia” – “Sentiero Europa” del Club alpino italiano (CAI) in Sardegna, con un tracciato di cinquanta chilometri che si snoda attraverso tutto il territorio montano comunale.

A circa 5 km, verso il paese di Sinnai, è presente ormai da più di un secolo la Foresta Campidano, meglio nota come la Pineta (in sardo sa Pimpinera), un suggestivo polmone verde costituito da conifereti impiantati artificialmente che si estende per 1600 ettari nel territorio di quattro comuni (oltre Sinnai anche Settimo S. Pietro, Dolianova e Soleminis) intorno al rilievo collinare di Bruncu Mògumu dove è stato scoperto ultimamente un importante sito archeologico (resti di un tempietto nuragico di epoca protostorica e varie tracce di presenza fenicia del VII secolo a.C.). La pineta, data la sua estrema vicinanza con Maracalagonis, è da sempre un rinomato luogo di passeggiate, di escursioni e di svago non solo per i cittadini sinnaesi ma anche per tutti gli abitanti dell’hinterland cagliaritano. La superficie della pineta si è ultimamente ridotta, nel 1997 a causa di un incendio che bruciò oltre 600 ettari di bosco.

A breve distanza verso sud, ma facente parte del territorio di Quartu Sant’Elena, c’è lo Stagno di Simbirizzi, che rimane tra le mete preferite degli amanti del cicloturismo per i suoi percorsi segnalati e la bellezza dei suoi colori.

Storia e Archeologia

Le antiche origini medievali e un presente che conserva tradizioni religiose e culturali

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A Maracalagonis sono state rinvenute tracce della presenza umana sin dal III millennio a.C., con i ritrovamenti di una necropoli della Cultura di Monte Claro, riutilizzata anche dagli uomini della successiva Cultura di Bonu Ighinu (prima età del bronzo).

Anche la civiltà nuragica ha lasciato i segni del suo passaggio, come testimoniano i numerosi nuraghe seminati in tutti il territorio marese. Tante anche le tracce della successiva epoca punica, con il ritrovamento di un tempio e di due statue in arenaria del dio Bes, oggi esposte al Museo Archeologico di Cagliari. In questo periodo, così come durante la successiva dominazione romana, questa parte di Sardegna era adibita alla coltivazione dei cereali.

Nel Medioevo il territorio venne annesso al Giudicato di Cagliari, inserito nella curatoria del Campidano di Calari. A quel tempo erano presenti in quest’area numerosi villaggi di poche decine di abitanti (tra cui Mara e Calagonis). Maracalagonis si costituì, in epoca aragonese, dall’unione di queste due località rurali contigue, quando gli abitanti di Calagonis, ormai in stato di abbandono, si trasferirono a Mara.

Concessa in feudo dagli aragonesi prima agli Alamar, nel 1355, e poi ai Carroz, nel 1363, fu possesso anche dei Centelles e degli Osorio de la Cueva. Dal 1928 al 1946 fu aggregata al comune di Sinnai.

Testimonianze del passato sono le due chiese d’origine medievale: la parrocchiale della Vergine degli Angeli, risalente al 1225; la chiesa della Madonna d’Itria, del XII secolo, in cui si trova l’antica volta in travi di ginepro. Degne di nota sono anche le chiese di San Basilio e San Gregorio, entrambe situate fuori dall’abitato.

Oggi Maracalagonis produce olive, agrumi, ortaggi, cereali, uva e mandorle. E’ attiva la lavorazione artigiana dei dolci tipici, della cestineria, dei costumi sardi in broccato e delle sedie di legno intagliate.

Folclore e Tradizioni

Feste religiose e sagre enogastronomiche

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Il paese vive un’occasione di festa collettiva nella manifestazione della Candelora, che si svolge il 2 febbraio. L’evento commemora l’episodio evangelico di Gesù al tempio: due bambine del paese, dette patronesse o “is priorisseddas”, vestite con abiti uguali, vengono selezionate dall’unica donna della confraternita per offrire in dono, durante la messa solenne, una coppia di tortorelle ed il Bambin Gesù.

Tra gli altri appuntamenti da non perdere ci sono la festa di Sant’Ilario, a febbraio, la festa di San Giuseppe, il 19 marzo, la festa campestre in onore di San Gregorio, a maggio, la festa della Madonna d’Itria, l’ultima domenica di giugno, e il Festival internazionale del folclore, a luglio.

Ancora, la “Sagra del pomodoro marese” – prodotto celebre fin dai tempi antichi, per le infiltrazioni saline nell’acqua usata per le colture che dona a questi ortaggi un sapore unico nel suo genere – con degustazioni di piatti tipici come salse, zuppe di pesce con pomodoro, malloreddus e culurgiones, si tiene il 24 agosto.

Infine, la festa di San Basilio, l’ultima domenica di agosto. Non manca, in occasione dei festeggiamenti, la possibilità di gustare gli ottimi prodotti locali come gli squisiti dolci di mandorle. Il Patrono, Santo Stefano, si festeggia invece il 5 luglio.