Sant'Antioco

Sant’Antioco (Santu Antiogu in sardo) è un comune sardo di 11.320 abitanti nella provincia del Sud Sardegna (appartenente fino al 2016 alla ex provincia di Carbonia-Iglesias). Si trova nell’omonima isola a sud-ovest della Sardegna, nell’arcipelago sulcitano, e ne è il comune principale. Dista circa 87 km da Cagliari ed è collegata all’isola madre grazie ad un istmo artificiale  molto probabilmente realizzato dai Punici e poi rinforzato dai Romani, come testimonia l’antico ponte romano – e ad un ponte, che venne aperto negli anni ’80.

La cittadina si è sviluppata alle pendici del colle di Castello, sulle ceneri del sito fenicio più antico di tutta la Sardegna. Nonostante sia una zona quasi sconosciuta ai più, recentemente ha saputo incrementare notevolmente il numero di turisti, attratti dalla bellezza e dalla pulizia delle sue spiagge e dalla sua affascinante e antichissima storia.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

Spiagge, cale e scogliere spettacolari

Cala della Signora

Sant’Antioco offre scogliere incontaminate a picco su un mare dai colori straordinari, dal blu notte al verde smeraldo, incantevoli spiagge bianche per una balneazione da mari tropicali e, per gli amici del mare e del vento, regate di vela latina nel periodo estivo, windsurf, kitesurf, immersioni in apnea o con le bombole e pesca subacquea tutto l’anno.

Fra calette e spiagge più o meno grandi se ne contano una decina sparse per l’isola, per buona parte spiagge libere dove portare le proprie sdraio e ombrellone. Durante il periodo estivo nelle principali spiagge la balneazione è garantita da un servizio di salvataggio, ed è anche possibile affittare sdraio e ombrellone, pedalò, barche e gommoni; vi sono servizi e bar dove si può fare una buona colazione per una giornata “tutta mare”.

Sant’Antioco offre moltissime varietà di spiagge rinomate per i loro fondali puliti e cristallini. Trovandosi al centro quasi esatto dell’isola, la città dista pochi km da qualunque costa vogliate visitare: procedendo in senso orario, partendo da est, troverete le spiagge di Portixeddu, Maladroxia e Coaquaddus, tutte perfettamente attrezzate con sdraio, ombrelloni, bagnini e chioschi.

Portu Sciusciau e Portu ‘e su duigi sono invece due spiagge più apprezzabili se visitate in barca, perché difficili da raggiungere a piedi. I fondali marini sono particolarmente adatti alle immersioni e il forte vento permette di praticare il windsurf.

Per chi ama le scogliere naturali ci sono invece le spiagge più a nord di Is Praneddas, Cala della Signora, Cala Grotta e il Nido dei Passeri. Is Praneddas, in particolare, è una spiaggia a carattere roccioso, molto bella e caratteristica per la sua particolare conformazione. La zona balneabile della scogliera è caratterizzata dalla presenza di un arco sul mare, dal quale si passa per scendere verso una sorta di bellissima piscina naturale dai colori affascinanti.

Nuotare in quelle acque è davvero una esperienza che poche spiagge nel mondo possono offrire. Tutta la zona è ricca di stupende grotte naturali, con fondali cristallini affascinanti. Meta ideale per gli amanti delle immersioni e dello snorkeling. A poca distanza si trovano anche le isolette minori del Toro e della Vacca, dove è possibile praticare immersioni.

Natura e Territorio

Un entroterra selvaggio e una zona umida di grande importanza naturalistica

Il territorio, pur essendo prevalentemente pianeggiante, non manca di meravigliose passeggiate per gli appassionati.

Un bel percorso che vi farà scoprire l’interno è quello che passa per Is Pruinis, Canai e Gruttacqua, per un totale di circa 15 km. Attraverso il sentiero potrete ammirare non solo le bellezze naturali circostanti ma anche alcune testimonianze di epoca prenuragica come tombe dei giganti e pozzi sacri.

A Sant’Antioco potrete immergervi negli estesi sughereti che occupano le aree rocciose della parte settentrionale dell’isola. Tra le altre specie floreali ci sono il leccio, il ginepro rosso, il ginepro coccolone, il pioppo e la quercia.

L’isola non mancherà di accontentare anche gli appassionati di birdwaching: a Is Prunis è possibile infatti avvistare fenicotteri rosa, avocette, aironi cenerini, garzette e cavalieri d’Italia, mentre le isole del Toro e della Vacca sono la meta favorita del falco della regina e del falco pellegrino.

Per i più avventurosi consigliamo un percorso alta difficoltà, che si snoda dalla costa est alla costa ovest passando per l’entroterra, con altitudine sino a 270 metri s.l.m. Durante l’itinerario, della lunghezza di circa 20 km, sarete immersi nella macchia mediterranea medio-alta e fitta, passerete per camminamenti a tratti scoscesi e vallate, nelle aree più insidiose e particolarmente colorate, di rocce rosse e fitto verde selvaggio.

Dalla cima più alta dell’isola sino alla cala più estesa della costa ovest, di remota esistenza ed evidente attrattiva.

Storia e Archeologia

La cittadina più antica d’Italia alle prese con le sfide di un promettente futuro

Basilica di Sant’Antioco Martire

Sant’Antioco ha una storia che vanta origini antichissime (menzione città più antica d’Italia).

I primi insediamenti risalgono all’epoca preistorica ma la maggior parte dei ritrovamenti appartiene alla civiltà nuragica, che ha lasciato circa una trentina di nuraghi, un discreto numero di tombe dei giganti e di domus de janas e i menhir di età prenuragica di “Su para e sa mongia” (il prete e la suora).

Il primo nucleo urbano, chiamato Sulki, risale probabilmente all’VIII secolo a.C. (lo stesso periodo della fondazione di Cartagine) ad opera dei Fenici. È stato riportato alla luce un tophet dell’epoca, un cimitero destinato ai bambini, con centinaia di urne funerarie.

Molti sono gli studiosi che affermano che Sant’Antioco sia la più antica città di tutta la Sardegna.

Anche durante il successivo dominio romano la città continua a svilupparsi, fino a diventare la più fiorente assieme a Caralis. Venne addirittura elevata al rango di Municipium nel I secolo d.C.

Il seguente arrivo dei Vandali, che dominerà la Sardegna dal fino al 534, è testimoniata da una particolare sepoltura al cui interno erano presenti i resti di un uomo sepolto assieme al suo cavallo.

Secoli dopo entrerà a far parte del giudicato di Cagliari, ma quando l’isola passa in mano agli Aragonesi ci fu un grave calo demografico. L’unico momento in cui Sant’Antioco contava più abitanti era durante la festa dedicata al Santo. Il ripopolamento riprese in epoca sabauda, grazie alle tante famiglie provenienti da Iglesias che si trasferirono qui.

Di notevole bellezza è la Basilica di Sant’Antioco Martire, originalmente paleocristiana di epoca bizantina (V secolo), presso il cui santuario sono presenti le uniche catacombe della Sardegna.

Folclore e Tradizioni

La sagra religiosa più antica della Sardegna e il prezioso Bisso

Costume del gruppo folk di Sant’Antioco

Sant’Antioco è un comune particolarmente legato alle sue tradizioni e si anima notevolmente durante alcuni degli eventi principali, che attirano un gran numero di turisti e di sardi da tutta l’Isola.

 La celebrazione più importante è quella dedicata al patrono Sant’Antioco Martire, che si svolge 15 giorni dopo la Pasqua. Tutti gli anni fanno il loro arrivo decine di gruppi provenienti da tutti i paesi della Sardegna per sfilare tra le vie del centro città.

Per l’occasione viene prodotto “Su Coccòi de Su Santu”, un particolare tipo di pane bianco lievitato e decorato con motivi floreali e piccoli uccelli. Questi pani vengono poi trasportati nella Basilica di Sant’Antioco, dove restano alcune settimane, abbellendo il simulacro del santo.

Le sue reliquie (cranio, femore e bacino) vengono portate in processione durante la festa. Questa sagra è la festa religiosa più antica di tutta la Sardegna, documentata già in epoca spagnola dal 1615, anno in cui l’arcivescovo Desquivel ritrovò le reliquie del santo.

Prima della sagra si festeggiano però i Riti della Settimana Santa, con una processione che ha luogo il venerdì santo e una la mattina di Pasqua. In quest’ultima in particolare, avviene “S’Incontru”, l’incontro tra i simulacri di Cristo e della Madonna, trasportati per le strade del paese e seguiti con grande devozione.

Di particolare pregio e importanza è il Museo del Bisso Marino, legato alla millenaria tradizione della tessitura di questo particolare filo denominato “la seta del mare”. Si tratta di un filo ricavato dal più grande mollusco bivalve del Mediterraneo, la Pinna Nobilis, che viene poi lavorato e tessuto da Chiara Vigo, tra le ultime maestre di quest’arte che affonda le radici nell’Egitto dei Faraoni. Chiara Vigo è un personaggio conosciutissimo in tutta la Sardegna e nel mondo, una sacerdotessa che ha votato la sua vita al Bisso e alla sua lavorazione. Nella sua casa-museo potrete ammirare le sue opere d’arte che, come vuole la tradizione, non vengono vendute né comprate: possono solo essere donate. Una tappa qui sarà un’esperienza sicuramente indimenticabile.