Nuoro (Nùgoro in sardo) è un comune sardo di 36.971 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia della Sardegna centro-orientale dal 1927.

Il comune si trova su un altopiano granitico, a 550 metri slm, proprio ai piedi del Monte Ortobene. Il suo clima mediterraneo temperato le permette di offrire al turista diversi tipi di attività, sia in estate, data la vicinanza con la costa est, sia in inverno, grazie alle annuali nevicate che imbiancano i monti circostanti.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

A poca distanza dalla magnifica costa orientale

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Percorrendo circa 40 km da Nuoro si possono raggiungere alcune delle località balneari più amate di tutta l’isola. Una tappa obbligata è il golfo di Orosei, con le sue acque blu e la sabbia bianca.

Ancora da non perdere sono le spiagge di Cala Gonone, Cala Liberotto, Cala Luna, Cala Fuili e Cala Mariolu, nelle quali potrete trovare acque cristalline dalla trasparenza incredibile.

 In queste zone si possono anche praticare sport acquatici come snorkeling e scuba diving, oppure godersi delle escursioni in barca a motore o in gommone, o ancora visitare le numerose grotte subacquee come la Grotta del Bue Marino, anticamente habitat della foca monaca.

Montagna

L’aspra bellezza delle montagne barbaricine

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La montagna è sicuramente tra i punti forti del comune di Nuoro.

A partire dall’altura più vicina, il Monte Ortobene, già reso famoso dalla penna del premio Nobel per la letteratura Grazia Deledda, che si innalza per 925 metri e sulla cui cima svetta la statua bronzea del Redentore. Per giungere alla cima si può percorrere la strada asfaltata o fare una passeggiata a piedi. Il panorama dall’alto spazia per tutta la vallata sottostante e si può ammirare anche il Monte Corrasi in tutta la sua bellezza.

Chi invece ama passare le giornate a praticare trekking a livelli più alti, non può perdersi l’area archeologica di Tiscali, a circa mezz’ora di distanza dal centro della città. Il monte, alto 518 metri slm, segna il confine tra il Supramonte di Oliena e quello di Dorgali. Sulla sua sommità, dopo un percorso di diverse ore, si trova un’enorme dolina carsica all’interno della quale sono ancora visibili i resti di un antico villaggio di epoca nuragica. Al centro della cavità circolare si trova anche un antico bosco di lecci e lentischi. Il panorama unico lo rende un luogo che non dimenticherete facilmente.

Altri punti spettacolari in cui è possibile inoltrarsi nella natura barbaricina sono la Valle del Lanaittu: la zona è stata a lungo interessata dal fenomeno del carsismo, un processo chimico mediante il quale le piogge, divenute leggermente acide, provocano la dissoluzione delle rocce calcaree. L’intensa attività carsica che ha interessato le rocce nel corso dei millenni ha dato origine a grotte di straordinaria bellezza, tra cui ricordiamo quelle di Sa Oche e Su Bentu, nella valle di Lanaittu e la voragine di Ispinigoli.

Percorrendo un sentiero di 12 km,  con un dislivello di 200 metri, potrete raggiungere un luogo magico: Su Gorropu è infatti un profondo canyon ubicato nel Supramonte. Stiamo parlando del canyon più grande d’Europa, nato dalla costante erosione del Rio Flumineddu. Con i suoi oltre 500 metri di altezza ed una larghezza che varia da poche decine a 4 metri, la gola ospita tante piante endemiche sarde, tra cui la splendida aquila di Gorropu, chiamata anche “nuragica”.

Storia e Archeologia

Le millenarie ricchezze dell’impenetrabile Barbagia

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Nuoro si trova nella regione storica della Barbagia di Nuoro, un luogo ricchissimo di antichi insediamenti nuragici, che preferirono questa zona per le sue alture e i suoi ripari nelle grotte. La presenza umana è infatti attestata già nel Neolitico e prosegue con la civiltà nuragica: sono circa 32 i nuraghi rinvenuti nella zona, più svariate domus de janas, pozzi sacri e tombe dei giganti.

 La successiva dominazione romana ebbe non pochi problemi a penetrare nel nuorese, per colpa dei suoi testardi e orgogliosi abitanti che rifiutavano di sottomettersi all’autorità imperiale. Anche l’arrivo del Cristianesimo non fu inizialmente accettato e i barbaricini riuscirono a mantenere intatto il loro credo pagano, che venerava menhir, nuraghi e altri luoghi sacri, in una sorta di sincretismo religioso con la sempre più diffusa religione cristiana.

Nell’estate del 594 si conclude una pace tra Bizantini e Barbaricini che prevede tra le clausole la conversione al Cristianesimo, tramite una lettera che l’allora Papa Gregorio Magno mandò ad Ospitone, capo dei barbaricini. Data l’orografia della zona, poco adatta alle attività agricole in favore della pastorizia, si sviluppò un rilevante fenomeno di banditismo che nei secoli diverrà ordinario, tanto da vedere la stesura di un cosiddetto “Codice barbaricino”.

 La seguente dominazione aragonese e spagnola ha influenzato parecchio gli abiti quotidiani, le tradizioni religiose e l’artigianato. Nuoro continuò poi a crescere con l’arrivo della dinastia dei Savoia ma con l’Editto delle Chiudende del 6 ottobre 1820 l’intera Barbagia fu messa sottosopra dall’appropriazione selvaggia di terreni sino ad allora adibiti ad uso comunitario. Questo portò a numerose rivolte che terminarono nel sangue, faide familiari e svariati omicidi. L’episodio più significativo fu l’incendio appiccato dai cittadini che distrusse il municipio, per protestare contro la privatizzazione delle terre pubbliche.

Il Novecento portò invece una ventata di cultura ed arte nella città che divenne un punto importante per la crescente avanguardia artistica sarda, anche grazie al miglioramento nella rete dei trasporti e delle connessioni con la penisola. Divennero famosi diversi nomi provenienti da Nuoro, come la scrittrice Grazia Deledda e lo scultore Francesco Ciusa.

Per gli appassionati di turismo religioso, in città si possono visitare la Chiesa della Madonna delle Grazie, la cui festa di celebra il 21 novembre, la Cattedrale della Madonna della Neve e la Chiesa della Solitudine.

Folclore e Tradizioni

Le feste religiose e le sagre dell’antica Barbagia

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Per la sua tendenza all’isolamento, l’area di Nuoro ha mantenuto intatte nei secoli alcune tra le tradizioni più importanti della Sardegna e ancora oggi ci si può immergere nella millenaria cultura barbaricina.

Tra le feste più importanti per il comune di Nuoro c’è la Sagra del Redentore, che si svolge l’ultima settimana di agosto. È un evento importante non solo per Nuoro ma per tutta la Sardegna, per via delle grandi esibizioni folkloristiche. La gente viene da ogni parte dell’isola per partecipare alla sfilata in costume e per godersi balli e canti tradizionali. La sera del 28 agosto, una processione parte dalla Chiesa della Solitudine e si snoda per le vie della città e che raggiunge la cima del Monte Ortobene, fino alla statua del Cristo Redentore.

 Merita una visita anche il Man, il Museo d’arte, l’unico in tutta la Sardegna a raggiungere alti livelli di arte contemporanea. Vi sono diverse opere di alcuni degli artisti più influenti di tutta l’isola, come Francesco Ciusa, Costantino Nivola, Antonio Ballero e Mauro MancaIl museo deleddiano, ovvero la casa di Grazia Deledda, è un piccolo tesoro che raccoglie i cimeli della vincitrice del premio Nobel e grande orgoglio per tutti i sardi.

Per gli appassionati di musica Jazz, fra l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre si svolge il Seminario di studio Nùoro Jazz diretto dal trombettista di fama internazionale Paolo Fresu.

Nel fine settimana tra la prima e la seconda metà di novembre c’è la manifestazione Mastros in Nugoro, inserita nel circuito Autunno in Barbagia, nel quale si aprono case storiche e i musei della città.

Molto sentita è anche la festa di Sant’Antonio Abate, il 16 e 17 gennaio, durante la quale i vari quartieri organizzano grandi falò (sos focos) nelle piazze e offrono ai cittadini fava e lardu (fave con lardo), vino e pane carasau. È tradizione durante la festa fare il giro dei numerosi fuochi della città dove gli organizzatori fanno a gara per il fuoco più bello e l’ospitalità. Attorno al fuoco troverete canti, balli sardi e l’immancabile gioco della morra. I più frequentati sono solitamente quelli dei quartieri del centro storico, come quello di Santu Predu o della cattedrale.