Meana Sardo

“Serre bianche e nere nel gioco capriccioso degli alberi. Infine le montagne si celano sotto gli alberi giganti, è la foresta del silenzio, Ortuabis.”

Francesco Alziator, 1930

 Meana Sardo (Meàna in sardo) è un comune sardo di 1825 abitanti della provincia di Nuoro, nella subregione storica della Barbagia di Belvì.

importante centro agro-pastorale, è situato in una posizione panoramica sotto il Monte Sant’Elia, fra  verdi colline ricche di vigneti. Il territorio comunale vanta numerose bellezze naturalistiche, tra cui la Funtana Casida, il Bruncu Sant’Elia e i boschi comunali di Ortuabis e Su Melone. Numerosi anche i siti archeologici, tra cui l’importante nuraghe Nolza.

Meana Sardo è anche conosciuto nell’isola per la famosa Sagra del formaggio, durante la quale si possono degustare l’ottimo pecorino locale e i diversi formaggi preparati secondo le più antiche tradizioni casearie, e per le sue tante tradizioni popolari tutt’oggi presenti e vive.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni
ph. Gionatha Perra

ph. Gionatha Perra

Mare

La suggestiva costa centro-occidentale e il Sinis

Mari Ermi

Meana Sardo, nel cuore della Barbagia di Belvì, è abbastanza distante da tutte le coste isolane; il litorale più vicino è quello centro-occidentale, con il golfo di Oristano e la penisola del Sinis più a nord. Quest’ultima è senza dubbio uno dei luoghi più suggestivi della zona: la sua spiaggia si estende per circa 4 km sul lato occidentale, intervallata da parti rocciose di arenaria e basalto, e dominata dalla torre costiera spagnola. Accanto alla spiaggia si trova inoltre il bellissimo sito archeologico di Tharros. Sempre nella stessa zona troviamo la spiaggia di Mari Ermi, un lungo arenile con una sabbia particolare color ocra molto fine e un fondo di brillante quarzo bianco.

Un’altra delle mete più conosciute e amate nella zona è la scogliera di S’Archittu, che si articola in promontori e cale, ed è caratteristica per il monumento naturale, costituito da un piccolo arco roccioso sul mare, alto circa 15 metri, modellato dall’azione erosiva marina ed atmosferica. A pochi metri dall’arco è presente la spiaggetta omonima, che offre un ampio parcheggio e consente l’accesso ai portatori di handicap. Per il  fondale basso è molto adatta al gioco dei bambini.

Racchiusa tra alte dune e vegetazione, più a nord si estende Is Arenas, una lunghissima spiaggia (oltre 6 km) caratterizzata dalle famose dune di sabbia, tra le più grandi in Italia, che un tempo coprivano tutta la spiaggia. La grande pineta retrostante, molto bella, regala riparo nelle giornate molto soleggiate.

Scendendo verso sud, nel golfo di Oristano, si incontra la spiaggia di Torregrande, la famosa spiaggia cittadina degli oristanesi. Con il suo esteso lungomare contornato da alte palme, prende il nome da Sa Turri Manna, la più alta fra le numerose torri di epoca spagnola dislocate lungo le coste della Sardegna, che domina la Marina di Torregrande; è caratterizzata da un fondo sabbioso dorato, è molto ben servita e attrezzata, e in estate rappresenta il centro estivo degli oristanesi.

Montagna

La foresta di Ortuabis e il fascino selvaggio della verde Barbagia

ph. Gionatha Perra

Il territorio di Meana Sardo si sviluppa con una morfologia aspra, in prevalenza collinare e montuosa, ai margini del versante sud-ovest del massiccio del Gennargentu. Siamo alle pendici del Monte Sant’Elia, a circa 600 metri d’altitudine, fra la Barbagia di Belvì e il Sarcidano. Dal Bruncu Sant’Elia, alto 1.083 metri, si gode di un ampio panorama sui monti del Gennargentu e sulle valli circostanti.

Sono numerosi i corsi d’acqua che attraversano e plasmano il territorio di Meana Sardo; il principale è il rio Araxisi, che riversa le sue acque nel Tirso. Tra i corsi minori, vi sono il rio Gesaru, il rio Bioria, il rio Gunnarellia e il rio Tonaresu, affluenti dell’Araxisi. A tal proposito, è da segnalare Funtana Casida, una bella località campestre dove sgorga una sorgente che riversa le sue acque in un piccolo affluente del rio Araxisi; un luogo ideale per passeggiate e picnic in mezzo alla natura.

Data la sua posizione, il paese gode di un panorama vasto su tutto il territorio confinante, circoscritto dalle anse del Rio Araxisi, che disegna con il suo scorrere degli angoli di grande fascino, tra gole e pendii granitici mozzafiato. Qui la natura si presenta pressoché incontaminata, ricca di possenti e maestose sughere, lecci sempreverdi, corbezzoli e ginepri, e abitata da numerosi mammiferi; altre specie rappresentative sono l’olivastro, la ginestra, il lentischio, il mirto, il cisto, l’asparago e l’erica.

È in questo scenario che sopravvive rigogliosa la Foresta comunale di Ortuabis (detta anche “Su Comunali”) che racchiude, nei suoi 270 ettari, una flora ricca di numerose e rare specie endemiche. L’accesso alla foresta, oltre che in auto, può essere raggiunto anche col Trenino Verde (tratta Mandas–Sorgono) o coi pullman di linea. Al suo interno è possibile effettuare escursioni naturalistiche ed archeologiche e seguire il sentiero botanico.

Non lontano, al km 75.500 della SS 128 e a 800 metri d’altitudine, si apre il campeggio–maneggio Ortuabis, che unisce agli sport equestri, al tennis e al calcetto, la possibilità ricevere un’accoglienza semplice e tranquilla, grazie a un ristorante, piazzole per tende e roulotte.

Una della caratteristiche del territorio è inoltre il suo essere segnato dal pascolo e dalla presenza dei ricoveri in pietra dei pastori, “is pinnazzus” (a conferma della grande tradizione di Meana Sardo come centro di allevamento); si tratta di capanne coniche in pietra costruite per il riposo dei pastori, alcune visitabili durante le escursioni organizzate dalle varie cooperative e associazioni turistiche del luogo.

Storia e Archeologia

Il suggestivo Nuraghe Nolza e un centro storico che conserva il suo passato medievale

Nuraghe Nolza – ph. Gionatha Perra

Il nome “Meana” deriva dalla parola “mediana”, in quanto nel territorio del paese passava la strada romana che da Cagliari, attraversando, tra gli altri villaggi, proprio Mediana (Meana Sardo), raggiungeva Olbia; il villaggio di Mediana era appunto situato a metà percorso.

L’area fu abitata sin dai tempi più remoti; sono infatti ancora numerose le tracce d’insediamenti nuragici, romani e bizantini. Tra i nuraghi, spiccano il famoso nuraghe Nolza e il nuraghe Maria Incantada. Monumento simbolo di Meana Sardo, il nuraghe Nolza, dal pianoro di “Su Planu” su un rilievo detto Cuccurru Nolza, domina il territorio circostante. Il sito venne edificato in diverse fasi: all’originario villaggio di capanne si aggiunse nel Bronzo medio-recente il nuraghe, che venne restaurato e ampliato nei secoli successivi. La costruzione è caratterizzata da una pianta quadrilobata, cioè formata da quattro torri angolari unite da bastioni rettilinei e da una torre centrale, che conserva tutt’oggi un’altezza di 13 metri. La struttura del nuraghe richiama quella del più famoso “Su Nuraxi” di Barumini.

Per quanto riguarda le testimonianze dell’epoca romana, degni di nota la fonte romana nella località di Polcilis e le tombe di S’Enna Sa Pira e Laldà.

Le prime notizie certe sul paese risalgono solo al XII secolo: Meana Sardo viene infatti citato nel libro dei conti di Santa Maria di Bonàrcado, e successivamente menzionato anche nel libro delle “Rationes Decimarum Italiae” del 1342. Nel periodo giudicale fece parte del giudicato di Arborea, e nominata capoluogo della Barbagia di Meana. Nel primo decennio del XV secolo venne aggregata nei territori del marchesato di Oristano; in seguito entrò a far parte della contea di Santa Sofia. Dopo essere stata ceduta a diversi feudatari, Meana Sardo fu governata da Raffaele Lostia, sotto il quale rimase fino al 1839, anno dell’abolizione del sistema feudale in tutta l’Isola.

Oggi Meana Sardo si presenta come un borgo montano molto caratteristico; in paese è interessante ammirare i resti della vecchia architettura del centro storico, dove appaiono qua e là elementi decorativi di porte e finestre in stile gotico-aragonese, stemmi araldici, capitelli in trachite, mostre in rilievo di figure femminili, portali archivoltati, vecchie chiese.

Proprio riguardo le architetture religiose di interesse storico-artistico, segnaliamo la chiesa di San Bartolomeo, al centro dell’abitato, che viene citata per la prima volta in un documento datato 1341. Tuttavia non si riscontra nessun elemento architettonico risalente al XIV secolo, per cui si suppone che la costruzione attuale sia stata edificata su una struttura preesistente. L’edificio presenta oggi una struttura a tre navate fiancheggiate da sette cappelle; a destra della facciata si erge un campanile a base quadrata, iniziato nel 1653. Caratteristico è il portale, con delle colonnine scolpite, una finestra in stile gotico-aragonese e i bassorilievi d’arte popolaresca nella torre campanaria in stile pisano. Ancora, la chiesa di San Salvatore, più volte rimaneggiata nel corso del tempo tanto da non poter oggi risalire alla sua struttura originaria, ma databile con precisione al XV secolo; e la chiesa di San Francesco, la più recente delle strutture di culto meanesi: risale infatti agli inizi del XX secolo. Per la sua costruzione furono utilizzati anche materiali provenienti dalla precedente e antica chiesa dedicata a san Francesco, sconsacrata nel 1851. A pochi chilometri dal paese troviamo poi la chiesetta campestre di San Lussorio, profanata nel 1673 ed abbandonata; fu ricostruita nel 1858.

Folclore e Tradizioni

Antiche feste religiose, la Sagra del Formaggio e l’imperdibile Cortes Apertas

Pani e’ Saba – ph. Gionatha Perra

Centro dalle antiche origini, Meana Sardo custodisce ancora molte delle sue vecchie tradizioni popolari. Un’occasione unica per scoprirle è, nel mese di ottobre, “Cortes Apertas” (manifestazione del circuito Autunno in Barbagia), quando per l’occasione in paese si aprono le “cortes” (i cortili), le “domos antigas” (le case antiche) e i “magasinus” (le cantine e i magazzini) per l’esposizione e la vendita delle produzioni agroalimentari, artigianali e artistiche locali. Negli stand allestiti all’interno delle antiche cortes sarà possibile ammirare la preparazione del pane delle feste (“su pani pintau”) cotto nel forno a legna, de “su pani e’ saba” (dolce tipico pasquale), de “su succu stuffau” (piatto tipico meanese) e del formaggio, e gustarne gli antichi sapori. Sarà inoltre possibile, in uno scenario incantato caratterizzato da boschi e sorgenti naturali, percorrere i sentieri che conducono alla scoperta delle bellezze panoramiche e naturalistiche della zona.

Sempre per conoscere più  a fondo le antiche tradizioni meanesi, consigliamo una visita a Casa Mattana Dessì, un’antica struttura con all’interno l’arredo tipico di una famiglia contadina; o ancora Casa Manca, antico caseggiato dedicato all’arte della tessitura; e infine la Casa del Pastore, struttura dedicata alla dura e faticosa attività del pastore nei tempi passati.

Riguardo le festività religiose, una delle principali è senz’altro la festa patronale di San Bartolomeo (24 agosto). I festeggiamenti durano tre giorni, e le celebrazioni religiose iniziano il giorno della vigilia con un ciclo di preghiere. Non manca la processione solenne con il simulacro del Santo per le vie del paese e tanti spettacoli musicali e folk a fare da contorno.

Il 19 gennaio si svolgono i festeggiamenti per San Sebastiano, che iniziano con la preparazione de Su fogadone (il tradizionale falò) nei due rioni del centro storico; dopodiché si procede con l’accensione dei fuochi minori e la distribuzione di dolci tipici e dei primi vini di stagione. I primi di settembre è la volta della festa di San Salvatore: le giornate di festa sono caratterizzate da esibizioni di gruppi folk in costume, gare poetiche ed esibizioni canore.

Tra le sagre gastronomiche, la principale è la famosa Sagra del Formaggio e Mostra regionale del Pecorino Sardo (ogni anno nell’ultima domenica di giugno), in occasione della quale è possibile degustare l’ottimo pecorino locale e i diversi formaggi preparati secondo le più antiche tradizioni casearie. Un evento che ogni anno richiama un nutrito pubblico da tutta l’Isola e anche da fuori Sardegna.