Alghero (l’Alguer in catalano, s’Alighera in sardo, l’Aliera in sassarese) è un comune sardo di 43.974 abitanti nella provincia di Sassari, nel territorio della subregione storica della Nurra.

È conosciuto anche come “Barceloneta”, la piccola Barcellona, poiché la cittadina ha conservato l’uso del catalano, di cui è un’isola linguistica, parlato nella variante algherese dal 22,4% dei suoi abitanti.  Questa lingua sta ricevendo tutela attraverso programmi di insegnamento e di utilizzo ufficiale all’interno del territorio comunale. Ad Alghero ha anche sede istituzionale una delegazione della Generalitat de Catalunya,  ossia il governo regionale della Catalogna.

Alghero, quinta città della regione per numero di abitanti, è anche una delle porte di accesso all’Isola, grazie all’aeroporto situato nelle vicinanze di Fertilia.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

La Riviera del Corallo e la spettacolare Grotta di Nettuno

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La costa algherese, delimitata a sud da Capo Marrargiu e a nord da Porto Ferro, si estende per oltre 80 km, assumendo diversi nomi e caratteristiche molto varie.

Alghero è il capoluogo della Riviera del Corallo, nome derivante dalla presenza nelle acque della sua rada di una grandissima quantità del prezioso corallo rosso della qualità più pregiata, pescato da esperti corallari subacquei; un’attività che da secoli ha una grande importanza di carattere economico e culturale.

La costa della Riviera del Corallo offre splendide spiagge, insenature e promontori rocciosi che formano un paesaggio indimenticabile. La Spiaggia delle Bombarde è senza dubbio la spiaggia più famosa di Alghero e la più frequentata. L’acqua è meravigliosa, trasparente e dal fondale sabbioso; è sempre affollata e spesso si praticano svariati sport, come il surf, e vi sono intrattenimenti vari per grandi e piccoli. La Spiaggia del Lazzaretto si trova appena più a nord e presenta, oltre la spiaggia principale di arenile, una decina di calette ideali per  una privacy maggiore. L’acqua è particolarmente trasparente e abbastanza fresca. La vegetazione che  la circonda è costituita da una profumata macchia mediterranea. Prese il suo nome da un edificio, costruito nel VI sec., che aveva il compito di assistere le imbarcazioni costrette alla quarantena nel periodo della pestilenza diffusa in Provenza. La Spiaggia di Mugoni, lunga diversi km, presenta una sabbia molto fine e chiarissima ed essendo una baia, in genere è protetta dalle correnti e dai venti; la spiaggia è riparata da una folta boscaglia di alberi di pino. Vi è un ampio parcheggio (anche per i camper) a pagamento con possibilità di docce e servizi igienici.

Da segnalare anche la meravigliosa baia di Porto Conte, un’insenatura naturale della Riviera del Corallo, protetta in seguito all’istituzione del Parco naturale regionale di Porto Conte. È racchiusa tra i promontori carsici di Capo Caccia e Punta Giglio e si affaccia sulla rada di Alghero; è uno dei più grandi porti naturali del Mediterraneo, riparato dai venti di nord-ovest. Ubicata nella baia di Porto Conte vi è una piccola spiaggia, poco prima del faro; Il fondale è ricco di pietre in madreperla e, un po’ più al largo, è possibile trovare varie stelle marine di colore rosso e scuro. Viene costeggiata da un piccolo molo su cui ci si può sdraiare e riscaldarsi sotto il sole estivo.

In una delle estremità del golfo di Porto Conte – Capo Caccia si trova la Grotta di Nettuno, la più famosa della Sardegna; è raggiungibile attraverso una scalinata, l’Escala del Cabirol, che si avvinghia sul costone ovest del capo raggiungendo l’imboccatura della grotta. L’accesso alla grotta avviene attraverso un passaggio coperto di concrezioni di vegetazione verde, sino ad un lago alimentato dal mare. Attraverso un sentiero si arriva a una colonna che si eleva fino alla volta con la quale forma due arcate spettacolari. Più avanti, una linea di colonne porta al bacino del lago, chiamato la Reggia, da cui si intravede una spiaggia dalla sabbia bianchissima. Verso la parte destra (una zona chiusa al pubblico e accessibile solo agli speleologi) si sviluppa un percorso che conduce prima al Lago dei Funghi e poi all’enorme salone il cui lato destro è occupato dal Lago Semilunare. Per arrivare alla grotta via mare, occorre imbarcarsi in un traghetto delle compagnie private dedicate alle escursioni, che parte dal porto di Alghero.

 

Montagna

Il Parco di Porto Conte e altre interessanti oasi naturalistiche

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Alghero è situata nella parte nord-occidentale della Sardegna, all’interno dell’omonima rada. Quasi tutto il territorio a nord del centro abitato è occupato dalla pianura della Nurra, che dà il nome a questa subregione storica. Nell’estrema frangia a nord-ovest si trovano i sistemi carsici di Capo Caccia, Punta Giglio e Monte Doglia. A sud della città, invece, è presente un territorio formato per lo più da vulcaniti che formano gli altipiani di Villanova Monteleone e Bosa, da cui si originano alcuni corsi d’acqua che da sempre favorisco l’agricoltura.

Una parte di entroterra ricca di bellezze naturalistiche ricade nel Parco naturale regionale di Porto Conte: al suo interno, infatti, è presente la Foresta Demaniale di Porto Conte “Le Prigionette”, presso cui si trova l’oasi faunistica che ospita i daini, i cavallini della Giara e gli asinelli bianchi. Il complesso è visitabile e offre diversi percorsi escursionistici e punti di ristoro. L’ente gestore del parco popone vari percorsi al suo interno, tra cui la visita a Casa Gioiosa, sede dell’ente parco, dove si trovano i laboratori didattici del centro ambientale; la visita alla foresta demaniale Le Prigionette; la visita partendo da Punta Giglio, attraverso un percorso di trekking che si addentra nella macchia mediterranea fino a raggiungere la cima e dove è possibile vedere i resti delle postazioni militari della seconda guerra mondiale.

Un’altra interessante area protetta in cui è possibile fare del trekking è l’Arca di Noè, situata poco distante dalla frazione di Tramariglio: qui nidificano ancora sul ciglio delle scogliere il Grifone e altri uccelli protetti come il Falco Pellegrino, il Cormorano e il Gabbiano corso, ma è possibile vedere anche esemplari di Pernice, Daino, Cavallino della Giara e di Cinghiale, oltre a numerose specie vegetali protette. L’area comprende anche il Monte Timidone, Punta Cristallo, dove è possibile e di ammirare il volo dei grifoni e la splendida Cala d’Inferno, dove il mare riparato permette di fare dello snorkeling.

Nei pressi della frazione di Fertilia, poi, si trova poi lo stagno d’acqua salmastra del Calich (in catalano Càlic), con le rovine del ponte romano, dove un tempo facevano la loro comparsa i fenicotteri rosa. Non lontano, un altro punto d’interesse naturalistico è il Lago di Baratz (unico lago di acqua dolce naturale della Sardegna) con la pineta circostante; tra le specie faunistiche più importanti qui presenti vi sono la testuggine d’acqua dolce, la Folaga e il Germano reale.

Storia e Archeologia

La fondazione dei Doria, l’identità catalana e l’espansione attuale

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Il territorio di Alghero risulta già abitato durante il Neolitico. La Grotta Verde, sommersa sul promontorio di Capo Caccia, è stata infatti frequentata a partire dal Neolitico antico (VI-V millennio a.C.). In seguito, nell’età nuragica il territorio algherese è intensamente popolato, con 90 nuraghi individuati, un terzo dei quali ormai scomparsi. La maggior parte sono a singola torre e costruiti in pietra locale, come calcare, arenaria e trachite. Sono inoltre presenti diversi villaggi, dove sono state rinvenute ceramiche protocorinzie e fenicie. Sono invece scarse le tombe dei giganti, solo cinque forse a seguito del riutilizzo delle più antiche Domus de Janas. A questa fase appartengono le necropoli ipogeiche di Santu Pedru e di Anghelu Ruju. La presenza fenicia è scarsa, legata alla necropoli punico-romana di Santa Imbenia.

In età romana la vita continua senza brusche interruzioni nella quotidianità delle popolazioni locali. Alcune ville rustiche sono testimoniate in prossimità dei nuraghi, come la villa romana di Santa Imbenia. Il ponte romano di Fertilia, sul canale che unisce lo stagno di Calich al mare, collegava il Ninpheus Portus con la stazione romana di Carbia e venne ristrutturato in epoca medievale.

Le origini della fondazione di Alghero non sono del tutto certe, ma si fanno risalire all’anno 1100 quando la potente famiglia di commercianti genovesi dei Doria fortificano un piccolo villaggio di pescatori. La posizione strategica e la presenza di una ricca falda acquifera, permisero la crescita della città e ne accrebbero l’importanza strategica. Per due secoli Alghero restò nell’orbita delle repubbliche marinare di Genova e Pisa. Cessata la terribile epidemia di peste nera che colpì anche la Sardegna nel 1347, nel 1350 alcuni discendenti dei Doria vendettero i propri diritti a Pietro IV d’Aragona, il sovrano catalano che stava realizzando territorialmente il neonato Regno di Sardegna; ciò portò inevitabilmente a uno scontro fra la fazione catalano-aragonese da un lato, e genovesi e arborensi dall’altro. Nel 1353 i catalano-aragonesi ebbero la meglio nella battaglia navale nella baia di Porto Conte, ma fu una vittoria effimera perché nell’ottobre dello stesso anno l’esercito di Mariano IV d’Arborea riconquistò la cittadina. L’anno seguente Pietro il Cerimonioso pose sotto assedio la città e dopo molte trattative riottenne con la diplomazia il suo controllo, sostituendo la popolazione originaria – deportata nella penisola iberica come schiavi – con nuovi coloni catalani, che svilupparono un forte sentimento di coesione etnica e di alterità nei confronti dei sardi autoctoni che in seguito sarebbero entrati in città. A questa data risale la nascita dall’odierna identità culturale di Alghero e del dialetto cittadino, varietà del catalano orientale.

Fino al decreto di espulsione del 1482, Alghero fu anche sede, insieme a Cagliari, della più ricca e importante comunità ebraica della Sardegna. Nel porto rimane l’imponente Torre degli ebrei, costruita dagli ebrei locali.

Per quasi quattrocento anni Alghero, tra alterne vicende storiche, rimarrà sotto il dominio spagnolo. Il 28 agosto 1501 le venne conferito il titolo di Città Regia. Nel 1720 il Regno di Sardegna, dopo una breve parentesi austriaca, passò alla Casa Savoia, senza che questo avesse apportato mutamenti alla tradizione culturale e linguistica di Alghero.

Durante la seconda guerra mondiale Alghero e dintorni vennero bombardati e molti algheresi, dopo aver perduto la propria casa, vennero alloggiati nel collegio dei Gesuiti retrostante la chiesa di San Michele, allora abbandonato.

Negli anni ‘60 la città visse, come del resto tutta Italia, un momento di forte ripresa, accompagnato però da una notevole speculazione edilizia.

Riguardo le architetture religiose di interesse storico-artistico, Alghero ne custodisce di numerose, come la Cattedrale di Santa Maria Immacolata, la cattedrale della diocesi di Alghero-Bosa. Risalente al XVI secolo, si trova nel centro storico della città; l’esterno della cattedrale è caratterizzato principalmente dall’alta torre campanaria, uno dei simboli di Alghero. O ancora la chiesa del Carmelo (XVII secolo), situata nel centro storico, a ridosso delle fortificazioni aragonesi; costruita in pietra arenaria, ha una facciata esterna timpanata realizzata nel 1749.  Da segnalare anche la chiesa di San Francesco con il suo chiostro (XIV secolo), e la chiesa di San Michele con cupola policroma in maiolica (XVI secolo). Anche nella campagna circostante esistono alcuni luoghi di culto, come il famoso santuario di Nostra Signora di Valverde del XVII secolo, famosa meta di pellegrinaggi; la chiesa di Sant’Agostino vecchia (XIV secolo), e quella di Sant’Anna risalente al XV secolo.

Folclore e Tradizioni

Tradizioni e gastronomia d’impronta spagnola e la lavorazione del Corallo

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La Setmana Santa è sicuramente la più importante manifestazione religiosa di Alghero: si tratta della celebrazione della Pasqua di origini spagnole, e vede la partecipazione della quasi totalità degli algheresi. Si segue un calendario preciso per tutti i giorni: il martedì c’è la “processione dei misteri dolorosi”, il giovedì la celebrazione della Via Crucis, il venerdì il rito del discendimento del Cristo dalla croce e la sua deposizione, il sabato giorno di veglia e la domenica di Pasqua la resurrezione. Si assiste a una processione molto suggestiva e affascinante, in cui si sfila tenendo in mano candele con la tipica lanterna di carta intorno.

Altre manifestazioni di carattere religioso importanti sono la processione di Nostra Signora di Valverde, la messa a mare per il Santo Cristo della Costiera del Corallo, e le commemorazioni legate ai santi Francesco, Anna, Cecilia e Barbara. La prima settimana di agosto si svolgono poi i festeggiamenti in onore di Nostra Signora della Mercede (titolare dell’omonima chiesa), con una suggestiva processione a mare alla quale partecipano migliaia di fedeli.

Di grande richiamo anche il Carnevale algherese, in cui sfilano anche carri in cartapesta provenienti dalla città di Barcellona, e viene organizzato un ricco calendario di eventi che ha culmine il martedì grasso.

C’è poi la fiera di San Giovanni, con i suoi stand gastronomici e commerciali. Oltre a segnalare il solstizio d’estate, la fiera segna l’inizio di un evento artistico chiamato Los Pintores de La Muralla: sui bastioni Magellano, angolo suggestivo della città, i pittori dell’Associazione Culturale No Profit AlguerArte realizzano le loro opere davanti agli occhi ammirati e curiosi di numerosi turisti e cittadini locali.

Sul versante delle tradizioni gastronomiche, la cucina algherese si basa soprattutto sul pesce e i crostacei, in particolare sulla famosa aragosta algherese conosciuta e apprezzata in tutto il mondo; alcuni piatti tipici sono appunto l’aragosta all’algherese, gli spaghetti ai ricci di mare e gli spaghetti alla bottarga, le monzette sotto sale cotte al forno e la deliziosa paella algherese. Tra i dolci alcuni dei più tipici sono la crema catalana e il biancomangiare, meglio noto col nome catalano di menjar blanc. Il vino di questa zona, l’Alghero DOC, è soprattutto prodotto dalla tenuta Sella&Mosca, di cui è possibile visitare le cantine e che ha un ecomuseo del vino al suo interno; un altro pregiato vino sardo prodotto esclusivamente in questa zona è l’Anghelu Ruju. Importante anche la produzione di olio d’oliva, che proviene dagli oliveti del territorio algherese.

L’artigianato algherese si lega principalmente alla creazione di gioielli in corallo rosso, per cui la riviera è famosa, ma anche alla cesteria (tradizione legata soprattutto alla pesca e alle nasse, fatte di giunco e polloni di olivastro) e alla tipica produzione dell’altro artigianato sardo.