Sassari (Tàttari in sardo) è un comune sardo di 127.706 abitanti che si trova nell’omonima provincia e nella sub-regione storica della Nurra. Si tratta della seconda città maggiore della Sardegna per numero di abitanti.

Il comune sorge su un’area di roccia calcarea: a nord-ovest della città troviamo il famoso Golfo dell’Asinara e la pianura della Nurra, mentre a sud-est il territorio è prevalentemente di tipo collinare.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

Le azzurre acque della costa nord

Platamona


Il comune di Sassari è vicino ad alcune delle località balneari più belle di tutta l’Isola, facilmente raggiungibili in auto o con i mezzi pubblici.

Vicino al centro città, a soli 12 km, si trova la spiaggia di Platamona, conosciuta anche come “la spiaggia dei sassaresi”: si tratta di un litorale di circa 15 km di sabbia bianca ricca di tante conchiglie portate dal mare. Dietro di essa si trova una bella pineta in cui è possibile ripararsi dal sole e rilassarsi.

A soli 40 km di distanza potrete raggiungere la località di Stintino e le sue indimenticabili acque cristalline, specialmente nella spiaggia de La Pelosa, Cala Lupo, Etzi Mannu. Da qui potrete anche salire su uno dei battelli e raggiungere la piccola isola dell’Asinara, un meraviglioso parco nazionale protetto e immerso nella selvaggia macchia mediterranea, visitabile a piedi, in bicicletta o comodamente seduti su una jeep. Lasciatevi meravigliare dai colori di Cala d’Oliva o di Cala Sabina.

Verso la zona ovest, invece, potete trovare la Riviera del Corallo, in cui si inserisce la spiaggia delle Bombarde, un ampio arenile di sabbia bianca e morbida affacciata su un mare dal colore verde cristallino. Poco lontano trovate anche la spiaggia di Porto Palmas, racchiusa tra due scogliere rocciose. La spiaggia presenta un fondale poco profondo e sabbioso.  Ancora, la spiaggia di Porto Ferro, un lungo arenile poco affollato, incorniciata da antiche torri di epoca spagnola.

Montagna

Immersi nella macchia mediterranea

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Se dal lato ovest Sassari confina col mare, ad est è invece cinta dalle zone collinare e montuose che raggiungono i 1300 metri.

A circa 30 km dalla città si innalza il Monte Forte che con i suoi 464 metri costituisce il punto più alto di tutta la Nurra. Il monte è  ricoperto dalla tipica macchia mediterranea, tra cui troviamo boschi di lecci, corbezzolo e lentisco. Sulla cima del monte è possibile ammirare un vasto panorama che spazia dal golfo dell’Asinara ad Alghero e si trovano ancora i resti dell’antico Castello di Monte Forte.  Le specie faunistiche sono quelle tipiche della macchia mediterranea, come volpi e caprioli, con un’abbondanza di cinghiali.

In direzione opposta invece si trova il Monte Rasu, così chiamato per la sua vegetazione diradata, la cui vetta tocca i 1300 metri.

Per chi invece preferisce non allontanarsi troppo dal centro città, nei dintorni di Sassari ci sono vari sentieri naturalistici adatti ad ogni tipologia di camminatore. Il centro urbano è poi circondato da ortive, oliveti e boschi in cui è possibile passeggiare e ammirare il peculiare paesaggio.

 

Storia e Archeologia

Dal passato millenario all’odierna crescita economica

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La zona di Sassari ha una storia antica di millenni e ancora oggi è possibile visitare i tantissimi siti archeologici dislocati in tutta l’area circostante.

Nonostante la città vera e propria nacque nel Medioevo, l’area era già stata abitata sin dal periodo nuragico: databile a questo periodo è il meraviglioso ziqqurat di Monte d’Accoddi, un unicum in tutto il Mediterraneo: si tratta di un altare rupestre risalente al IV millennio a.C.

Poco distante e meritevole di una visita per gli appassionati è la necropoli ipogeica di Crocifissu Mannu, che comprende circa 22 domus de janas scavate nella roccia calcarea.  Ancora, il nuraghe Palmavera, meravigliosamente conservato con la sua torre centrale e le fondamenta del villaggio circostante dove è ancora visibile il betilo-torre all’interno di una delle capanne principali.

La città di Sassari venne citata per la prima volta in un documento del 1131 e in seguito si espanse notevolmente fino a diventare il centro più grande del Giudicato di Torres. In questo periodo vennero promulgati gli Statuti Sassaresi, un corpus di leggi che regolava l’organizzazione ed il funzionamento della città. Gli statuti sassaresi sono uno dei documenti identitari più importanti non solo per la città di Sassari, ma per l’intera isola. È in questo periodo che, contesa fra le repubbliche marinare, Sassari si dotò delle prime mura.

Dopo una breve dominazione pisana, Sassari cade sotto il governo aragonese nel 1323 e la popolazione si ribellò diverse volte ai nuovi signori. Il castello di Sassari venne infatti eretto dagli aragonesi per difendersi dai cittadini stessi e venne anche utilizzato come sede del Tribunale della Santa Inquisizione.

L’iniziale periodo di benessere terminò nel XVI secolo a causa di un’epidemia di peste che portò la città a scivolare nel declino e a perdere la sua importanza. Nello stesso periodo Sassari venne ripetutamente invasa e saccheggiata dai francesi e subì varie incursioni piratesche da parte di turchi ottomani che imperversavano nel Mediterraneo.

Fu solo a metà del XX secolo che la città tornò a sollevarsi, in seguito alla modernizzazione della vicina Porto Torres e alla costruzione della strada statale Carlo Felice che la collega a Cagliari.

Sassari viene ricordata anche per il suo contributo durante la seconda guerra mondiale, grazie ai soldati della Brigata Sassari. Nella storia contemporanea la città ha conosciuto un crescente incremento economico e ha dato i natali a numerosi politici italiani come Antonio Segni, Francesco Cossiga e Enrico Berlinguer.

 

Folclore e Tradizioni

Tradizioni secolari e una ricca gastronomia locale

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Sassari è una città che offre tantissimo dal punto di vista del folclore e delle tradizioni locali.

Tra le feste più famose c’è la Cavalcata Sarda, una celebrazione di notevole importanza per tutta l’isola. Si svolge la penultima domenica di maggio. Come molte delle tradizioni sarde, essa prevede un’iniziale sfilata a piedi o a cavallo o sulle traccas, carri decorati trainati da buoi, di tutti i gruppi folk proveniente dalla Sardegna. Ogni gruppo veste il tipico costume sardo del proprio paese e, in particolare quello femminile, sfoggia i meravigliosi gioielli (prendas) in oro o argento che arricchiscono questi abiti. La seconda parte della celebrazione si svolge all’ippodromo cittadino dove i cavalieri si esibiscono in mirabolanti pariglie e figure acrobatiche a cavallo. La serata termina poi in Piazza Italia con balli e canti tradizionali, accompagnati dalle note delle famose launeddas e con l’immancabile vino locale.

 Qualche mese più tardi, precisamente nel giorno di Ferragosto, Sassari si prepara per festeggiare Sa Faradda di li Candarerei o, più semplicemente, I Candelieri: questa è la celebrazione religiosa più sentita in tutta la zona e secondo la tradizione affonda le sue radici in un voto fatto alla Madonna Assunta che nel 1652 liberò la città dall’epidemia di peste che stava decimando la popolazione. Durante la celebrazione, una parata danzante con i testa i rappresentanti dei Gremi, trasporta in discesa i cosiddetti Candelieri, ovvero dei ceri simbolici che somigliano a grandi colonne di legno. Dalla Piazza del Castello si arriva a Piazza Azuni, poi lungo il Corso Vittorio Emanuele e infine si giunge alla chiesa di Santa Maria di BetlemLa festa rientra nella Rete delle grandi macchine a spalla, dal 2013 inserita nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’UNESCO. La celebrazione è seguita ogni anno da circa 100.000 persone, con visitatori che giungono a Sassari da ogni parte del mondo.

Per quanto riguarda la tradizione gastronomica, Sassari è legata alla tipica cucina contadina, con verdure e carni di maiale, agnello. Tra gli ortaggi più usati troviamo le melanzane, le fave e la cipolla. Famosa è la mineshtra e fasgiori, una zuppa a base di fagioli, patate, lardo, finocchietto selvatico e pomodori secchi. Sempre nella categoria delle zuppe è tradizione preparare la fabadda nel periodo di carnevale: si tratta di una zuppa molto densa con fave secche, cavolo, finocchi, cotenna e carne di maiale. Tra i secondi piatti c’è la cordula con i piselli, preparato con le interiora dell’agnello avvolte nell’intestino e cotte con piselli, cipolle e salsa di pomodoro. Le lumache al sugo sono un altro piatto tipico della zona.