Sorso

Sorso (Sòssu in turritano) è un comune sardo di 14.714 abitanti della provincia di Sassari. Si tratta del quarto comune per numero di abitanti della provincia, ed è situato nell’antica sub-regione storica della Romangia, affacciato sul golfo dell’Asinara.

La città possiede una cantina sociale e per i suoi prodotti è entrata nel novero delle città del vino, e nei fertili terreni circostanti si coltivano frutta e ortaggi, oltre che l’olivo e la vite.

Caratteristica la parlata locale, il sassarese o turritano, che nacque nell’età dei giudicati dalla commistione di elementi toscani, liguri e còrsi e la successiva forte influenza del sardo logudorese.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Mare

Davanti al Golfo dell’Asinara e alle sue splendide spiagge

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Sorso gode di un’ottima collocazione paesaggistica e il suo tratto di costa, con le famose spiagge di Marina di Sorso (che è anche frazione del paese) e di Platamona, si estende per circa 18 km all’interno del Golfo dell’Asinara.

La spiaggia della Marina di Sorso è sicuramente una delle più suggestive della zona. La sua acqua cristallina, il suo lungo arenile costituito da granelli di sabbia bianca a grana fine e la vegetazione spontanea fatta di ginepri, palme nane e gigli di mare, rendono quest’angolo di costa uno tra i più belli e frequentati della zona. La spiaggia è contigua a quella di Platamona, ed è molto frequentata anche perché facilmente accessibile, grazie a varie entrate a pettine che la congiungono alla strada principale, oltre che ai numerosi servizi e comodità presenti, trai quali l’ampio parcheggio. Nelle giornate ventose la spiaggia è meta ideale per gli appassionati di surf e di windsurf.

Per gran parte situata nel territorio comunale di Sorso è anche la spiaggia di Platamona. La cosiddetta “spiaggia dei sassaresi”, è composta da sabbia bianca e conchiglie portate dalle correnti marine. La sua lunghezza è di circa 15 km e in molti punti conserva ancora un sistema dunale intatto; presente inoltre una pineta, con numerosi cipressi autoctoni, che si estende per quasi tutta la sua lunghezza. I fondali della costa sono in prevalenza sabbiosi e popolati da pesci di varie pezzature come orate, mormore, saraghi, sogliole, muggini, spigole.

A est di Marina di Sorso, sorge la spiaggia di Pulchili, conosciuta anche con il nome dell’omonimo residence Eden Beach; caratterizzata da un arenile con sabbia di colore beige chiaro, molto compatta e a grani fini. Il mare è di un bell’azzurro e dall’orizzonte sconfinato, con un fondale medio basso; in alcuni tratti della spiaggia sono presenti dei ciottoli levigati in prossimità della riva. Fantastici i tramonti che si godono da questa spiaggia.

Montagna

A poca distanza dal Limbara e da bellissimi stagni immersi nella natura

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La costituzione geologica del territorio di Sorso è data in prevalenza dagli ultimi rilievi calcarei del sassarese, che si affievoliscono verso la costa. Il paese però condivide con la vicina Sennori il fatto di trovarsi alle spalle alcune zone collinari e montuose di grande interesse naturalistico, come ad esempio il Monte Forte che con i suoi 464 metri costituisce il punto più alto di tutta la Nurra. Il monte è  ricoperto dalla tipica macchia mediterranea, tra cui troviamo boschi di lecci, corbezzolo e lentisco. Dalla sua cima è possibile ammirare un vasto panorama che spazia dal golfo dell’Asinara ad Alghero; inoltre vi si possono visitare i resti dell’antico Castello di Monte Forte.  Le specie faunistiche presenti sono quelle tipiche della macchia mediterranea, come volpi, caprioli e cinghiali.

Non particolarmente lontano è poi il massiccio del Monte Limbara, che segna il confine tra la Gallura e il Logudoro, e offre una ricchezza di paesaggi e sentieri accessibili a tutti. Qui le rocce erose dall’azione millenaria dei venti e delle piogge hanno raggiunto delle forme particolari e caratteristiche, diventando delle vere e proprie sculture naturali molto suggestive. All’interno del versante nord si possono trovare numerosi “tafoni”, ossia rocce in cui l’erosione naturale del granito ha prodotto ampie cavità di straordinaria bellezza, che in passato servivano come riparo ai pastori o ai briganti. Attorno alla zona si estendono anche vasti sughereti e boschi di tassi. Per i turisti più attivi ci sono anche percorsi di arrampicata e mountain biking. È una zona ad alto interesse paesaggistico, ambientale e storico.

Nel territorio intorno a Sorso abbondano gli stagni e le lagune, tra cui segnaliamo lo stagno di Pilo e Casaraccio, e quello di Platamona. Lo stagno di Pilo è l’ambiente ideale per numerose specie ittiche e avicole, favorite da una fitta vegetazione di giunchi e tamerici. In alcuni periodi dell’anno, grazie alla posizione interna rispetto alla strada principale, si possono ammirare i fenicotteri rosa. Le acque sono salmastre, con molti punti caratterizzati da depositi salini nei periodi più aridi. Lo stagno di Casaraccio si trova invece nella penisola di capo Falcone, nella parte occidentale del golfo dell’Asinara a circa 3 chilometri da Stintino, racchiuso tra basse colline e delimitato dal mare, ed est, da un cordone litorale attraverso il quale è stato aperto un breve canale artificiale per consentire il ricambio idrico. Quest’area umida vede un’abbondante presenza di aironi, gazzette e cormorani.

Molto importante è anche lo stagno e ginepreto di Platamona che, per estensione e per rilevanza della biodiversità, è una delle più importanti zone umide del nord Sardegna. Può essere considerato un tipico stagno retrodunare. All’interno vi è un’ampia area accoglienza, con un Centro di educazione ambientale, che introduce i visitatori a un itinerario immerso nel verde: circa 5 km di camminata, tra andata e ritorno, lungo un sentiero che alterna terra ferma a pontili in legno sulle sponde dello stagno con alti canneti che fanno da sponda.

Storia e Archeologia

Tanti siti preistorici e nuragici e una storia di cadute e rinascite

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Il territorio di Sorso è ricco di testimonianze archeologiche risalenti al periodo prenuragico e nuragico; l’attuale cittadina però è di origine romana, e divenne un grosso centro religioso durante il Medioevo. Dell’epoca prenuragica rimangono le domus de janas di l’Abbiu e il sito di Geridu, tra Sorso e Sassari. Tale sito è il più importante della città della Romangia. Si trova lungo la strada provinciale 25 Sassari-Sorso. Gli scavi hanno riportato alla luce un antico insediamento con resti che vanno dal Preistorico al Romanico. Sono invece riconducibili al periodo nuragico i nuraghi di Bachileddi, Sa Corona Ruja e San Biagio. È presente anche un pozzo sacro denominato Serra Niedda. Nel V secolo i Cartaginesi trasformarono Sorso in una fortezza di cui oggi ci rimane il sito di Santa Filitica.

In epoca medievale (1300 circa), Sorso passò di mano a diversi feudatari e venne più volte attaccata e distrutta sia da Castelgenovese (l’attuale Castelsardo), sia dalla famiglia genovese dei Doria. Nel 1436 Sorso e Sennori furono vendute e da quel momento subirono le stesse sorti. Passarono molti secoli prima del definitivo riscatto del paese dall’ultimo feudatario, che avvenne solo nel 1838. Precedentemente, nel 1821, Sorso era diventata uno dei capoluoghi della provincia di Sassari. La storia dell’agricoltura e allevamento sorsese ha portato alla luce terreni adattissimi a tutte le colture e scarsi pascoli che provvedevano al sostentamento del paese mentre l’eccedenza era venduta a Sassari e Porto Torres. Nel 1859 Sorso fu inserita nella ricostituita provincia di Sassari.

Tra le architetture religiose, da segnalare la Chiesa di San Pantaleo, ai margini del quartiere della Bicocca. La chiesa attuale, in stile neoclassico del 1836, è costruita su un’altra risalente al XV secolo. Ancora, la Chiesa della Beata vergine d’Itria: poco distante dal palazzo baronale, è stata costruita nel XVII secolo e la facciata è scandita da lesene. La Chiesa della Madonna di Noli Me Tollere è anch’essa del XVII secolo, ed è sede del simulacro dell’omonima Madonna oggetto di profonda venerazione popolare. L’Oratorio di Santa Croce è del XVI secolo, in stile tardogotico, e al suo interno è collocato un antico crocifisso ligneo di pregevole fattura.

Tra le architetture civili, interessante è la Fontana della Billellera, una fontana seicentesca fatta costruire a imitazione di quella di Sassari; attorno a questa fontana ruotano due simpatiche leggende, la cui morale è che bere la sua acqua renda pazzi.

Ancora, il Palazzo Baronale, situato nel centro del paese, è di fattura seicentesca ed è stato commissionato dagli Amat che vi risiederono. Andato in rovina, è stato restaurato per farlo diventare centro culturale.

Folclore e Tradizioni

I riti della Settimana Santa, il Carnevale, le tante tradizioni gastronomiche

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Molto sentite a Sorso sono le celebrazioni della Settimana Santa, che hanno inizio la sera della domenica delle Palme; si parte con la processione dei misteri, si continua il giovedì con la missa in coena domini e il rito della lavanda dei piedi di Gesù agli apostoli, quindi la mattina del venerdì la processione che rievoca la ricerca di Gesù da parte della Madonna, accompagnata dalle Pie Donne, che tocca tutte le chiese del paese passando per Santa Croce da dove il Cristo viene portato nella parrocchia di San Pantaleo per la Crocifissione (s’incravamentu). La stessa sera si svolge il rito della deposizione di Gesù (s’ischravamentu. In occasione di questi riti i “Cantori dell’Arciconfraternita” eseguono i tradizionali canti dello “Stabat Mater” e del” Miserere”. Le celebrazioni terminano infine la mattina di Pasqua con la cerimonia de S’Incontru.

La festa della Beata Vergine di Noli Me Tollere, il 26 maggio, presenta alcuni aspetti di sagra agreste; viene festeggiato il miracoloso simulacro che, secondo la tradizione popolare, scomparve da una chiesa cittadina in cui era stato collocato  per riapparire nel luogo dove sorge oggi la cappella dedicata alla Vergine. Sotto i piedi del simulacro, quando venne ritrovato, in una pietra di marmo era scritto “Noli me tollere” (non mi spostate).

Tra le manifestazioni civili, da segnalare “Calici di Stelle”, ogni 10 agosto in occasione di San Lorenzo: manifestazione di degustazione di vini e prodotti tipici locali in vari punti della città.

A Sorso si svolge ogni anno anche un colorato e allegro Carnevale, con sfilate di maschere e carri allegorici che richiama folla da tutti i paesi circostanti.

Conosciuta da tutti in paese e molto legata all’identità locale è la leggenda della Billellera: questa narra che gli abitanti di Sorso, gelosi della fontana del Rosello di Sassari, tentarono di spostarla con delle corde e portarla via; i sassaresi, per questo, li apostrofarono come pazzi per aver bevuto l’acqua della Billellera (ma nella versione di Sorso, i sassaresi sono i veri macchi, cioè pazzi, perché attaccarono altre corde per trattenere la fontana). Un’altra versione invece narra che l’appellativo di macchi, per aver bevuto l’acqua della fontana, sia stato dato dalle popolazioni dei paesi vicini a Sorso per la gelosia dovuta alle proporzioni e l’eleganza dell’opera, che da questi era ritenuta inadeguata per le esigenze del luogo.

Riguardo le tradizioni gastronomiche, segnaliamo le due tipologie di pane tipico principali: “lu tondu” e il “biscottu ipparraddu”; il primo ha una forma circolare, rotondeggiante, praticamente una pagnotta con sporgenze  laterali o nella parte superiore dette “cuggoni”. E’ un pane  a lunga conservazione e accompagna molte ricette come le zuppe, le bruschette e tutti gli spuntini a base di formaggio, salsiccia sarda e un buon bicchiere di vino rosso locale. Tra le prelibatezze della produzione sorsense sicuramente ci sono i vini pregiati, dal vermentino al moscato, l’olio e i gustosissimi dolci della tradizione come i “papassini” e “li cozzuli di saba“.