Tertenia

Tertenia (Tertenìa in sardo) è un comune sardo di 3.888 abitanti della provincia di Nuoro (rientrante fino al 2016 nella ex provincia dell’Ogliastra), situato nella  nella regione storica dell’Ogliastra. Il paese sorge a 129 metri d’altitudine nella valle di Quirra, compresa tra il monte Ferru e il tacco di Tacu Mannu e il monte Arbu. Il territorio comunale comprende un tratto di litorale costiero pianeggiante, con lunghe spiagge come Foxi Manna, Foxi de Murdegu, s’Abba de is Marronis.

Una delle attrattive naturalistiche del luogo è il complesso di origine vulcanica del Monte Ferru, ricco di boschi e sentieri escursionistici. Di notevole interesse archeologico è invece la presenza del nuraghe Aleri. Merita poi una visita, nel centro storico del paese, la collezione permanente delle opere di Albino Manca presso il museo a lui dedicato.

Tertenia, da sempre centro a vocazione agropastorale, basa gran parte della sua economia sull’allevamento caprino e ovino, ma già dagli anni ’90 è avviata una buona rete di attività turistico-ricettive, in particolare sul litorale di Sarrala.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Video Documentari

Mare

Marina di Tertenia: un susseguirsi di spiagge dal fascino selvaggio

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Il territorio comunale di Tertenia comprende un tratto di litorale, nella bellissima costa ogliastrina meridionale, in cu si trova la frazione turistica di Marina di Tertenia, raggiungibile percorrendo  9-10 km uscendo dalla SS 125 in corrispondenza dell’abitato di Tertenia, e seguendo poi le indicazioni per il mare. In questa zona sono presenti diverse spiagge; le principali sono Foxi Manna e Melisenda (nota anche come Foxi Murdegu). Tra queste due spiagge si può raggiungere in macchina la Torre di San Giovanni di Sarrala, edificata nel XVIII secolo in granito; al di sotto della torre è presente una piccola spiaggetta.

La spiaggia di Foxi Manna si distende presso la Marina di Tertenia ai piedi del suggestivo Monte Cartucceddu; si tratta di una bella spiaggia di sabbia dorata dal fascino selvaggio, bagnata da un mare cristallino, con sfumature che vanno dall’azzurro al verde e con fondali che digradando dolcemente verso il largo. Anche in alta stagione non è mai sovraffollata. Nelle vicinanze è possibile trovare numerosi servizi, tra cui ristoranti, bar e negozi.

La spiaggia di Melisenda o Foxi Murdegu, nota anche col nome di spiaggia di Sarrala,  si caratterizza per essere dominata dalla torre di avvistamento aragonese di San Giovanni Sarrala, divenuta bunker durante la seconda guerra mondiale; si presenta come un arenile di sabbia chiara, in certi tratti mista a ciottoli, bagnato da un mare trasparente, con belle sfumature del verde e con fondali bassi. Nelle vicinanze sono presenti servizi quali alberghi, camping e bar.

Prima di arrivare a Foxi Manna, seguendo il cartello per Sarrala e poi per la Torre di San Giovanni, si può raggiungere la spiaggetta posizionata proprio sotto al promontorio, costituita da un arenile di ciottoli e poca sabbia chiara, con un fondale roccioso e profondo; non risulta mai affollata neanche in alta stagione.

Oltre alle spiagge principali, ve ne sono altre altrettanto meritevoli di una visita, come ad esempio la spiaggia di Foxi de Lioni, adiacente a quella di Foxi Murdegu, dalla forma ad arco e costituita da un arenile di ciottoli grigi e rosa di varie dimensioni e sabbia a grana grossa; alle sue spalle è presente una fitta vegetazione; il fondale è basso, ciottoloso e sabbioso, con un’acqua trasparente di colore verde brillante.  Foxi de Lioni è separata, a sud, dalla spiaggia Su Prettu da Punta Su Prettu. La spiaggia di Su Prettu, si presenta anch’essa con un arenile di ciottoli grigi e rosa di varie dimensioni e alle spalle una fitta vegetazione; anche qui il fondale è basso e digrada dolcemente, ed è in prevalenza ciottoloso.

Infine, seguendo le indicazioni per la Marina di Tertenia e successivamente per Barisoni, si può raggiungere la spiaggia omonima: un arenile di sabbia dorata scura a grana grossa e ciottoli; il fondale è basso e in prevalenza ciottoloso, con acqua sui toni del verde-azzurro; la spiaggia non è mai particolarmente affollata nemmeno in alta stagione, anche perché non è dotata di servizi.

Montagna

Un entroterra incontaminato nella valle del Quirra, tra tacchi calcarei e verdi boschi

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Il territorio di Tertenia si estende per circa 117 kmq nella meravigliosa Ogliastra meridionale; oltre ai suoi 12 km di costa, vanta un entroterra dalla grande valenza naturalistica. Sorge nella valle del rio Quirra, contornata dal complesso del Monte Ferru (875 metri slm), ricco di boschi e sorgenti, dal Taccu Mannu e dal Monte Arbu. Lo scenario per il visitatore è davvero suggestivo: le acque del rio Quirra, che attraversa anche il centro abitato, i suoi affluenti, e i vigneti e le foreste di lecci di Crabiolu, Fustiragili e Bingionniga, creano contrasti e variazioni cromatiche tra il blu, il verde e il grigio chiaro delle rocce. Sullo sfondo, si ergono le torri calcaree dei Tacchi d’Ogliastra, che conferiscono un ulteriore fascino selvaggio a tutta la zona.

La geologia del territorio è abbastanza varia: la catena Serra de Mari separa il paese dal versante marittimo; intorno, il monte Cartucedu e il monte Ferru sono composti da rocce granitico-porfiriche rosee, molto suggestive. Dirigendosi verso la costa, si aprono pianure circondate da dolci colline. La vegetazione spontanea è arbustiva e a macchia mediterranea, con due vaste foreste, le già citate Su Crabiolu e Fustiragili, che possono essere visitate grazie a percorsi ben sistemati e curati.

Il Monte Ferru comprende un’area SIC, rientrante in parte nel territorio di Tertenia; il sito si estende dalla linea di costa verso l’interno comprendendo diversi tipi di substrato geologico su cui si sviluppano principalmente boscaglie soprattutto di leccete. Vi è inoltre della vegetazione riparia, costituita da ontani lungo i corsi d’acqua di maggiore portata, e da formazioni di oleandro e tamarindo. Nelle zone più interne si trovano fitti boschi di leccio in ottimo stato di conservazione. Il sito SIC è importante per molte specie della fauna sarda: Falco eleonorae, Aquila chrysaetos, Falco peregrinus ecc. Da segnalare la presenza di un elevato numero di specie endemiche e rare.

Un’altra meta ideale per l’escursionismo è la foresta demaniale di Bingionniga, che ricade quasi interamente nel territorio amministrativo di Jerzu ma in parte anche nel comune di Tertenia; estesa per 422 ettari, è caratteristica per le formazioni calcaree che si stagliano imponenti verso il cielo, i tacchi d’Ogliastra, e per gli endemismi floristici presenti. il territorio della foresta è costituito da un complesso calcareo dolomitico, con le torri calcaree che danno un’impronta suggestiva a tutto il territorio. Sono inoltre presenti diversi corsi d’acqua: il Riu Moliapas, il Riu Alusti e il Riu Su Crabiolu. Anche qui prevalgono i boschi di leccio, e nel suo sottobosco crescono bellissimi cespugli di corbezzolo, pungitopo e viburno, oltre a cisto, lentisco ed erica. Nelle zone rupestri è presente una flora ricca di specie rare; tra gli endemismi, di grande importanza sono gli  esemplari di Linaria mulleri e Satureia cordata.

Storia e Archeologia

I nuraghi e il pozzo sacro di Sa Brecca, le origini punico-romane e il Museo Civico Albino Manca

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Le tracce più antiche di frequentazione umana nel territorio di Tertenia risalgono al Neolitico recente e finale; i primi insediamenti umani si stabilirono nella zona costiera ma si spostarono presto nell’entroterra e al margine dei valloni, zona più ricca di corsi d’acqua. Di quel periodo restano molti utensili di ossidiana e diverse domus de janas nelle località di Magalàu, Santa Lucia e Bau ’e Carrus. Numerose anche le testimonianze del periodo nuragico: si contano ben 77 nuraghi, 22 villaggi, 34 tombe di giganti e un pozzo sacro; un assortimento davvero ricco. Tra i nuraghi, da citare sono i nuraghi Nastasi, Longu e Aleri; quest’ultimo è di tipo complesso ed è costituito da una torre centrale racchiusa entro un bastione di tre torri raccordate da cortine murarie. Il nuraghe Longu è invece di tipo “a tholos” con pianta complessa, e conserva la torre principale in posizione centrale rispetto al bastione; ha un mastio di forma tronco-conica slanciata. Il nuraghe Nastasi si trova su una collinetta in località Sarrala, nei pressi della torre di San Giovanni; immerso in una fitta vegetazione, presenta una massiccia torre centrale tronco-conica, cinta da un bastione difensivo dotato di torri più piccole. Da non perdere inoltre una visita al pozzo sacro di Sa Brecca, in località “Sarrala ‘e Susu”, nella zona costiera di Marina di Tertenia; il sito prende il nome dal rio Sa Breca e dall’omonimo ovile per caprini (Coìli ‘e Sa Breca) che sorge sui resti dell’insediamento protosardo; nel sito sono ben distinguibili due edifici: il tempio a pozzo e una capanna sub-circolare con sedili lungo le pareti. Il tutto sembra essere racchiuso da un “temenos” che doveva separare l’area sacra dal vicino abitato. Il pozzo sacro è formato da un atrio trapezoidale aperto a sud-ovest, da un vano scala e da due camere sovrapposte e voltate a tholos. Il tempio potrebbe essere stato edificato tra il XIV e il XII secolo a.C. e fu attivo per tutto il periodo nuragico.

Nei secoli successivi il territorio di Tertenia conobbe anche una frequentazione fenicia e punica, di cui però rimangono pochissime testimonianze (perlopiù frammenti ceramici). Mentre si hanno tracce più consistenti dell’occupazione romana, cominciata in Sardegna nel 238 a. C. Si sa con certezza dell’esistenza nella zona di due centri abitati, Porticenses e Saralapis, dal cui nome deriva quasi certamente il toponimo “Sarrala” che contraddistingue la fascia litoranea. La prima Tertenia pare abbia origini proprio dal centro punico-romano di Saralapis. Secoli dopo, per il pericolo di invasioni vandale e saracene, la popolazione del villaggio occupò l’ampia valle del Quirra, fino al margine dei “tacchi”, creando un nuovo villaggio a mezza costa nel monte Giulea, che sopravvisse per un lungo periodo finché, a causa del terreno franoso e quindi pericoloso, gli abitanti decisero di scendere a valle e ricostruire il borgo, quello che ha dato vita all’odierna Tertenia.

Durante il periodo giudicale e medievale, Tertenia appartenne dapprima al giudicato di Cagliari all’interno della curatoria dell’Ogliastra; poi, nel 1257, una spedizione voluta da Pisa per debellare il giudicato fece sì che il territorio venisse smembrato e Tertenia spettò ai Visconti, venendo così unito al giudicato di Gallura. Alla scomparsa di questa dinastia, il paese venne amministrato direttamente dai Pisani. In seguito alla conquista Aragonese, il feudo di Tertenia fu incluso nel feudo concesso a Berengario Carroz. Nel 1363 entrò a far parte della Contea di Quirra e subito dopo, scoppiata la seconda guerra tra Mariano IV d’Arborea e Pietro IV d’Aragona, i suoi abitanti si ribellarono e passarono al giudice d’Arborea. Solo dopo la battaglia di Sanluri fu recuperato dai Bertran-Carroz per poi passare, nei secoli successivi, da questi ultimi ai Centelles, ai Borgia, ai Català e infine agli Osorio, ai quali fu riscattato nel 1838, anno dello storico editto della chiudende.

Nel frattempo, intorno al XVI secolo, per vigilare sul litorale e prevenire gli attacchi dei Saraceni, venne costruita la torre di San Giovanni di Sarrala (Santu Juanni de Sàrrala). Nel 1821, Tertenia fu incluso nella provincia di Lanusei; nel 1848 entrò a far parte della divisione amministrativa di Cagliari. Nel corso del XIX secolo il piccolo borgo sviluppò un’economia basata sullo sfruttamento delle molte miniere presenti nel suo territorio. Ma l’esperienza fu di breve durata: ben presto le miniere furono chiuse a causa dell’esaurimento dei filoni da utilizzare.

Tra le architetture religiose di interesse segnaliamo la chiesa parrocchiale della B.V. Assunta, situata in una grande piazza nella parte alta di Tertenia; interamente ricostruita negli anni ’40 del ‘900, ma molto più antica. Si tratta di un imponente edificio in stile romanico moderno, con una pianta a croce latina articolata in una sola navata; nel presbiterio, delimitato da un arco trionfale a tutto sesto, si trova il semplice altare, mentre nei due lati del transetto sono invece collocati due altari settecenteschi provenienti della vecchia chiesa. La maestosa facciata rettangolare ospita il bellissimo portale in bronzo formato da dieci pannelli che riproducono scene dell’Antico e del Nuovo Testamento; sul lato destro dell’edificio si erge il campanile a canna quadrata. All’interno della chiesa sono custodite alcune splendide opere d’arte, tra cui degne di nota sono le Stazioni della Via Crucis in arenaria, un bassorilievo in granito raffigurante l’Annunciazione posto sopra il portone principale, un’antica acquasantiera proveniente dalla vecchia chiesa e una pregiata croce astile in argento.

Nella parte bassa di Tertenia si trova invece l’antica chiesa di Santa Teresa, edificata durante il XVIII secolo. L’edificio, molto semplice, presenta una sola navata scandita da archi a tutto sesto che sorreggono la copertura; l’altare in pietra è sormontato da un’edicola che ospita la statua della santa. Nella facciata bianca si apre un portone ligneo intarsiato sormontato da un piccolo oculo ottagonale, mentre sulla sommità del tetto a capanna spicca una bella croce in ferro.

Nella località di Bidda ‘e Susu si trova infine la chiesetta bizantina di Santa Sofia, anch’essa meritevole di una visita, fulcro della grande sagra campestre del primo settembre dedicata alla Santa.

Da non perdere se si visita Tertenia, il Museo Civico Albino Manca, illustre artista e cittadino nato nel borgo ogliastrino nel  1898, che ha lasciato le opere da lui realizzate nel paese natio, affinché tutti potessero ammirare le sue sculture e i suoi dipinti. Il Museo Civico d’Arte Moderna, a lui dedicato, si trova nella via Andrea Doria, vicino alla chiesa parrocchiale, e ospita la sua donazione di bronzi, marmi, crete, medaglie, dipinti, argenti e cere. Manca morì a New York nel 1976, ma la sua salma riposa nel cimitero di Tertenia.

Folclore e Tradizioni

La festa di Santa Sofia, le tradizioni culturali di “Su Biginau Antigu” e la ricchissima cucina ogliastrina

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Tertenia conserva ancora alcune antiche tradizioni, che contribuiscono a tenere viva la memoria culturale del paese. Le feste religiose, in particolare, sono sempre state accompagnate da antiche usanze oggi in parte riscoperte. Una delle feste principali di Tertenia è quella in onore di San Pietro Apostolo. In questa occasione, è stata recentemente riscoperta la tradizione del passato di trasportare il simulacro del Santo in processione la vigilia della festa, verso la chiesa campestre omonima, con dei carri adornati con ghirlande di fiori. I fedeli passavano la notte nelle baracche di frasche intorno e al mattino iniziavano i festeggiamenti con la Santa Messa. Dopo le celebrazioni religiose veniva offerto un abbondante pranzo comunitario all’aperto, al termine del quale il simulacro del santo veniva riportato nella chiesa parrocchiale in paese. Non mancano ogni anno, nel programma civile, spettacoli musicali e di cabaret e i fuochi d’artificio finali.

Ma la ricorrenza religiosa più sentita è indubbiamente la festa di Santa Sofia, che cade il 1 settembre; il pomeriggio del 31 agosto si svolge la processione solenne che trasporta in campagna il simulacro della Santa fino alla sua suggestiva chiesetta; il giorno successivo si celebra la messa solenne, al termine della quale il simulacro è ricondotto nella chiesa parrocchiale. Alla processione per le vie del paese parteciperanno sempre numerosi gruppi folk in costume sardo, e le manifestazioni civili prevedono lo spettacolo pirotecnico in località Su Canali, e serate musicali sempre molto apprezzate dalla popolazione.

Tra gli eventi di carattere culturale, da segnalare la manifestazione “Su Biginau Antigu”, organizzata dalla Proloco terteniese col patrocinio del Comune; si svolge in agosto ed è finalizzata a far rivivere uno spaccato della vita di fine ‘800-inizio ‘900 attraverso l’allestimento delle case antiche ancora esistenti, la rappresentazione dei mestieri antichi e la degustazione di prelibati piatti tipici. Botteghe di fabbri, falegnami e tessitori verranno così ricreate e mostrate al pubblico, che potrà anche partecipare a laboratori sulla lavorazione dei prodotti tipici. Lungo le vie del centro interessate dalla manifestazione si potranno inoltre ascoltare le musiche delle launeddas e assistere ai balli del gruppo folk di Tertenia.

Tutto il mese di agosto è animato dall’Estate Terteniese, che si snoda tra musica, cultura e tradizione. Il calendario degli eventi coinvolge ogni anno turisti e residenti in eventi culturali e spettacoli di vario tipo, tra cui l’apprezzatissima Sagra del pecorino DOP e del caprino, con una degustazione per tappe del pecorino sardo locale, distribuzione di ottime carni allo spiedo, vino Cannonau, dolci e pani tipici di Tertenia; viene inoltre allestita la Mostra mercato dell’artigianato artistico di qualità, e organizzati laboratori delle lavorazioni del formaggio e dei prodotti affini.

Prima di ferragosto si tiene anche il colorato Carnevale estivo terteniese, presso la Marina di Tertenia, con un’allegra sfilata di carri e maschere.

Sul fronte delle tradizioni gastronomiche, Tertenia rientra appieno in quelle ogliastrine, soprattutto dei paesi non lontani dalla costa. Riguardo i pani tipici, il pane di tutti i giorni da queste parti è il “pistoccu”, il cui impasto è costituito dal fiore della farina e dalla semola, leggermente lievitato. Viene lavorato in forme rettangolari o circolari e poi messo in forno per far sì che si formi una crosta dorata; poi viene tolto e tagliato a metà, in senso orizzontale, per essere messo di nuovo a tostare nel forno ancora caldo. La “carta da musica”, invece, è una sorta di pane carasau caratterizzato da una sfoglia leggermente più spessa; il procedimento di cottura dei fogli di pasta, questa volta solo di forma circolare, è identico a quello del pistoccu. Infine, il “pani pittau”, pane augurale che compare sulle tavole in occasione delle ricorrenze più importanti.

Riguardo i primi piatti, il primo per eccellenza sono i culurgionis, i famosi ravioli di pasta ripieni di patate e formaggio pecorino fresco; la pasta è quella che normalmente si fa per i ravioli, mentre il ripieno è composto da patate lessate e passate, unite al formaggio pecorino fresco appena grattugiato (esiste anche una variante con la menta). Altro primo molto apprezzato è sa fregula, sorta di couscous preparato con semola e acqua; nei centri ogliastrini costieri esiste una saporita variante a quella di terra, condita con un sugo di gamberi e nero di seppia; altre specialità di mare sono gli spaghetti ai ricci di mare e alla bottarga e la prelibata zuppa di pesce all’ogliastrina.

Tra i secondi il piatto principe è senza dubbio il maialetto: allo spiedo, arrostito alla brace o cotto in un letto di foglie ed erbe aromatiche; da assaggiare è anche “sa trattalia”, una saporita treccia di intestini di agnello o capretto cotta allo spiedo. sempre tra i secondi spicca la gustosissima “coccoi prena”, sorta di focaccia costituita da un impasto di pasta, patate schiacciate e formaggio pecorino. Pecorino che la fa da padrona nella cucina terteniese, essendo uno dei prodotti locali di eccellenza (prodotto dal caseificio di Tertenia), apprezzato in tutta l’Isola e anche all’estero.

Riguardo i dolci tipici, spiccano gli amaretti (dolci a base di pasta di mandorle), le casadinas (dolcetti impastati con formaggio freschissimo e buccia d’arancia), le papassinas e le panisceddas, focacce tipiche impastate con vin cotto che compaiono sulle tavole dei terteniesi nella ricorrenza di Ognissanti.