Teulada

Teulada (Teulàda in sardo) è un comune sardo di 3581 abitanti della provincia del Sud Sardegna (fino al 2016 appartenente alla ex provincia di Cagliari), nella subregione storia del Sulcis.

Il suo territorio si trova a cavallo tra la costa meridionale dell’Isola e il massiccio montuoso del Sulcis. Di notevole interesse naturalistico sono lo stagno di Malfatano, il Capo Malfatano e il Capo Teulada, la punta estrema sud della Sardegna. Splendide le spiagge teuladine, meta ogni anno di un gran numero di turisti; tra le principali ricordiamo Malfatano, Tuerredda, Perdalonga e, all’interno del campo militare NATO di Capo Teulada, la bellissima spiaggia di Porto Zafferano, a cui si può accedere solo via mare in certi periodi dell’anno. Ma Teulada offre al visitatore anche suggestivi panorami ad alta quota nell’entroterra, con la foresta di Gutturu Mannu e il monte Punta Sebera.

In paese, di grande interesse storico-artistico è la chiesa parrocchiale della Madonna del Carmelo, edificata a metà del XVII secolo in stile neoclassico; da visitare anche la chiesetta di San Francesco, sempre nel centro urbano, risalente alla prima metà del XVIII secolo, e la chiesa campestre di Sant’Isidoro (del XVII secolo) con l’omonima torre che sorge dove era anticamente situato il paese. Teulada ospita ogni anno numerose feste e ricorrenze tradizionali, tra cui le sagre del pane e del formaggio, in occasione delle quali le anziane donne del paese, con i costumi tipici della tradizione, lavorano la pasta per il pane che viene poi messo a cuocere nel forno a legna, e pastori e casari mostrano ai visitatori le antiche tecniche di produzione dei formaggi locali.

Nel comune puoi trovare:

  • Mare
  • Montagna
  • Storia e Archeologia
  • Folclore e Tradizioni

Video Documentari

Mare

Il litorale sulcitano della Costa del Sud con le sue splendide spiagge

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Al comune di Teulada appartiene un ampio tratto di litorale rientrante nella meravigliosa Costa del Sud, una zona caratterizzata da promontori rocciosi con scogliere a strapiombo e da insenature con spiagge di rara bellezza, fatte di sabbia chiara e acque cristalline.

Tra le spiagge più conosciute e amate vi è la spiaggia di Tuerredda, dall’aria caraibica e tra le più suggestive dell’Isola. Si apre in una zona aspra e selvaggia, circondata dalla tipica macchia mediterranea; presenta un arenile molto esteso di sabbia finissima e candida, mentre il mare che la bagna è cristallino e dai toni dell’azzurro. Proprio di fronte alla spiaggia si trova l’isoletta omonima, raggiungibile a nuoto piuttosto facilmente. Altra spiaggia molto conosciuta è Porto Tramatzu, la spiaggia vera e propria della cittadina, raggiungibile facilmente seguendo le indicazioni dalla strada panoramica; si tratta di una bellissima spiaggia di sabbia bianca e morbida, che ha davanti a sé ha la suggestiva Isola Rossa (visitabile con escursioni organizzate) ed è bagnata da un mare turchese e trasparente, con un fondale basso che digrada dolcemente. La spiaggia è inoltre attrezzata e offre ampio parcheggio adatto anche ai camper, oltre a un campeggio e vari servizi di ristorazione. Ancora, la spiaggia di Porto Zafferano, adagiata sul lato orientale di Capo Teulada, raggiungibile esclusivamente via mare e solo nei mesi di luglio ed agosto, poiché inserita all’interno di un’area militare; splendida spiaggia solitaria e selvaggia, ha un arenile di sabbia bianca orlato da suggestive dune punteggiate da ginepri e macchia, che le donano un fascino incontaminato. Per raggiungerla è possibile noleggiare privatamente delle imbarcazioni oppure prendere i traghetti turistici in partenza dal porto di Teulada.

Imperdibile anche la vicina spiaggia di Portu Pirastu, raggiungibile anch’essa esclusivamente via mare e solo nei mesi di luglio ed agosto; si tratta di un bell’arenile di sabbia grigia a grana grossa, bagnato da un mare cristallino con fondali che diventano subito profondi. Anche qui è possibile respirare un’atmosfera incontaminata e selvaggia, data anche la sua difficile accessibilità.

Infine, tra le più note figura anche la spiaggia di Capo Malfatano, che deve il suo nome al promontorio omonimo e si distende nel mare andando a formare una sorta di bacino marino di grande impatto paesaggistico, promontorio impreziosito dalla torre spagnola che lo sovrasta, e da cui si gode di una vista spettacolare; la spiaggia  ha fondali sabbiosi e alcune insenature rocciose, con scogli e ciottoli del tipico colore ambrato di questo tratto di costa sulcitana. Il mare è di una bellezza unica, trasparente e dalle varie sfumature dell’azzurro. Per raggiungerla si percorre la strada panoramica in direzione est, seguendo le indicazioni per Domus de Maria, costeggiando un litorale indimenticabile per poi raggiungere il promontorio scistoso di Capo Malfatano.

Montagna

La foresta di Gutturu Mannu, i monti del Sulcis e le tracce delle antiche miniere

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Il territorio di Teulada si estende a cavallo tra la costa sud del Sulcis-Iglesiente e il massiccio montuoso del Sulcis. La costa frastagliata alterna suggestivi promontori rocciosi a strapiombo sul mare a insenatura con spiagge bellissime. Qui, a ridosso di Capo Malfatano, di notevole interesse naturalistico è lo stagno di Malfatano, riconosciuto come sito di interesse comunitario (SIC) e inserito nella rete Natura 2000 con l’intento di tutelarne la biodiversità attraverso la conservazione dell’habitat, della flora e della fauna selvatica presenti. Lo stagno appartiene al demanio della Regione Sardegna che concede lo sfruttamento professionale delle risorse ittiche; viene inoltre esercitata l’attività di pesca a diverse specie tra cui anguille, orate, spigole e saraghi.

L’entroterra teuladino è caratterizzato da  dolci colline e dal versante meridionale dei monti del Sulcis, tra cui spicca la vetta di punta Sebera (980 metri). Il territorio è poi diviso tra pascoli, campagne incolte e verdi boschi, tra cui la foresta di Gutturu Mannu, ricca di endemismi, di secolari alberi di lecci e sughere e di una macchia mediterranea profumata e colorata. L’intera foresta (ripopolata con il cervo sardo) presenta massicci granitici del Paleozoico dalla tormentata morfologia, con valloni alternati a pianori, e vette elevate oltre i mille metri. Riguardo la fauna, sono presenti anche il cinghiale, la volpe, il gatto selvatico sardo, la martora, la beccaccia, il colombaccio e picchi rossi. Gutturu Mannu è ricca di sentieri escursionistici segnalati, da percorrere insieme alle guide esperte della zona.

Tutta la zona montuosa è perforata da numerose grotte naturali molto suggestive, che possono essere visitate accompagnati dalle guide dello Speleo Club di Teulada. L’intero territorio teuladino è inoltre ricco di miniere, oggi dismesse, che nel passato hanno rappresentato una delle risorse economiche principali di tutta l’Isola. Le rocce risalgono all’era più antica, quella Paleozoica, e da allora hanno subito una complessa evoluzione geologica che ha portato alla formazione di graniti e mineralizzazioni. Monte Lapanu e Monte Morettu sono le miniere più conosciute di Teulada: la prima si trova tra Capo Spartivento e Capo Teulada, è ricca di magnetite e oggi appartiene all’area posta sotto il controllo militare. La seconda, oggi poco più che un rudere, un tempo era ricca di quarzi mineralizzati a galena, blenda, piromorfite etc. Vanno ricordate anche le miniere più piccole, come quelle del Monte Corilla, Malfatanu Mannu, Monte San Michele e Monte sa Palma, ognuna con le proprie mineralizzazioni.

Storia e Archeologia

Le testimonianze nuragiche, le origini puniche e l’influenza secolare dei Sanjust

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Fondata in tempi antichissimi, Teulada inizia la sua storia con la civiltà nuragica, come testimoniato da vari reperti ritrovati nel territorio del comune, che però oggi non sono in buono stato di conservazione. Due tipi di insediamenti nuragici hanno occupato questa zona del sud dell’Isola: quelli costieri e quelli dell’entroterra, sulle colline, che hanno creato un impianto abitativo ancora oggi in parte visibile, che va da Porto Pino al pianoro di Chia; visitabili sono il nuraghe di Monte Idu, il nuraghe Sardone, il nuraghe Giovanni Matta e Sant’Isidoro, che si dispongono intorno all’attuale cittadina. In totale si contano una ventina di resti di nuraghi e numerosi ritrovamenti archeologici all’interno della grotta di Monte Sa Cona, sfruttata dai pre-nuragici come luogo cimiteriale.

Ma è soprattutto durante la dominazione fenicio-punica che il territorio di Teulada vive il suo periodo di più intenso splendore, e infatti gran parte dei reperti archeologici rinvenuti testimoniano la presenza di queste grandi civiltà marittime. Durante l’occupazione fenicia il commercio divenne un’attività molto redditizia per la popolazione locale  successivamente, proprio nella zona di Teulada, i Cartaginesi costruirono approdi costieri, tra cui il Porto di Melqart, la più antica struttura portuale di tutto il Mediterraneo; è ubicata a Capo Malfatano (poi ribattezzato dagli arabi “Amal Fatah”, cioè “ luogo della speranza”); doveva trattarsi di un porto strategico per la flotta militare cartaginese soprattutto durante le guerre puniche. Nei secoli successivi, sotto la dominazione Romana, vennero costruiti nuovi porti lungo le coste e migliorati quelli già esistenti. Il primo insediamento costiero fondato dai Romani e chiamato Tegula (nome quasi certamente legato alla produzione locale di terracotta) a un certo punto arretrò verso l’entroterra per sfuggire alle incursioni dei barbari che venivano dal mare, e si raccolse poi attorno alla chiesa di Sant’Isidoro, nella piana di Tuerra, ormai in epoca bizantina.

Nell’alto Medioevo Teulada, rifondata appunto nei pressi della chiesa di Sant’Isidoro, entrò a far parte del giudicato di Cagliari, nella curatoria del Sulcis, rimanendo sotto la sua influenza politica e culturale fino alla metà del XIII secolo, quando il suo territorio fu assegnato ai della Gherardesca; dal 1355 il borgo fu inglobato nel Regno di Sardegna aragonese e venne concesso in feudo a Bartolomeo Ces-Pujades. Nei secoli successivi, a causa delle incursioni barbaresche dal mare e delle epidemie di peste, il paese si spopolò, e venne rifondato nuovamente solo durante il XVII secolo, in epoca spagnola, in una zona ancora più interna, dove esistevano già alcune abitazioni intorno alla chiesa campestre di San Francesco: questo fu il nucleo della Teulada odierna. Per far fronte alle scorrerie dei Saraceni, vengono costruite lungo tutta la costa del golfo delle torri costiere di avvistamento, ancora oggi esistenti ma non visitabili: le torri di Malfatano, Piscinnì, Porto Budello, Porto Scudo e Cala Piombo.

Durante il ‘600 e il ‘700, Teulada visse periodi più o meno floridi, sotto il dominio di vari feudatari. Nell’800, Il re sabaudo Carlo Alberto, abolendo il regime feudale in Sardegna, decretò la fine del governo della famiglia Sanjust a Teulada. Costoro, che da generazioni gestivano il feudo teuladino, avevano nel frattempo dato un grande impulso allo sviluppo della città: a loro si deve infatti la costruzione di importanti edifici come il palazzo baronale, ma anche la ristrutturazione della chiesa della Madonna del Carmine e la costruzione del cimitero. L’economia del paese si concentrò sull’agricoltura ma soprattutto, grazie anche al processo di industrializzazione, sulle attività minerarie svolte nelle vicine montagne del Sulcis. Nel XX secolo, durante la Seconda Guerra Mondiale, proprio di fronte alle coste teuladine ebbe luogo, nel 1940, la battaglia di Capo Teulada. Nel dopoguerra il paese subì un pesante spopolamento, e negli anni ‘50, 7200 ettari di terreno comunale furono assegnati alle forze militari Italiane e in seguito alla Nato.

Il centro abitato odierno si sviluppa con un andamento di strette stradine che si inerpicano nel vecchio centro storico ed altre che si sviluppano secondo un andamento rettilineo. Di grande interesse dal punto di vista storico-artistico, nel centro del paese, è la chiesa parrocchiale della Madonna del Carmelo, edificata a metà del ‘600; dalla facciata sobria di forme neoclassiche, conserva al suo interno notevoli arredi marmorei. Da visitare anche la chiesa di San Francesco, in stile tardo-gotico, che conserva un’aula coperta da capriate lignee e ha una facciata molto semplice con campanile a vela. Nelle campagne adiacenti sorge invece la chiesetta campestre di Sant’Isidoro, il santo protettore dei contadini. L’edificio è molto semplice: composto da una sola navata, presenta una facciata molto omogenea e liscia che termina con una torre campanaria particolare; l’ingresso è preceduto da un loggiato che termina proprio di fronte alla torre omonima. Merita una visita anche la casa baronale dei Sanjust, affacciata nella piazza della chiesa parrocchiale. Edificata nei primi anni del ‘600, è il simbolo degli anni del baronato Sanjust: costruita su due livelli, il piano terra attualmente ospita la biblioteca comunale che si affaccia sul retro, dove vi è un ampio cortile al quale si può accedere da un imponente e antico portone, mentre nelle grandi sale del piano superiore è ospitato il Museo dell’ossidiana.

Folclore e Tradizioni

L’antica festa di Sant’Isidoro, le tradizioni artigiane e una gastronomia ricca di pani tipici

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A Teulada le principali festività religiose coinvolgono tutt’oggi gran parte della popolazione. La folla dei fedeli, durante le diverse ricorrenze, segue in processione il gruppo de “Is Cunfradas”, la confraternita teuladina, che trasporta i simulacri dei santi, spesso accompagnati dal gruppo folk della Pro Loco vestito in abiti tradizionali. È a Sant’Isidoro che i teuladini riservano l festa più sentita e partecipata. Al protettore dei contadini (legatissimo all’identità storica del paese) vengono dedicati festeggiamenti in due periodi dell’anno: maggio e agosto. In entrambi i casi la processione parte dal centro abitato per arrivare alla chiesa campestre di Sant’Isidoro, nella piana di Tuerra. In un secondo momento la statua del santo viene riportata in paese, trasportata da “sa tracca”, il tradizionale carro per buoi addobbato a festa. La partecipazione di numerosi gruppi folk di paesi da tutta la Sardegna, con i loro costumi tradizionali, rende la processione del 21 agosto un’attrattiva anche dal punto di vista turistico, ed è infatti sempre molto seguita e partecipata.

La festa dedicata al santo patrono, ossia la Beata Vergine del Carmelo (Su Crammu), si svolge il 16 luglio, con una processione che attraversa il paese in un lungo percorso, e a cui partecipano ugualmente vari gruppi folk, ma in misura minore rispetto a Sant’Isidoro. Oltre che dai solenni riti religiosi, la festa è caratterizzata ogni anno da spettacoli musicali, teatrali e folcloristici e richiama una discreta folla dai paesi del circondario.

A fine giugno, invece, si celebra la festa di San Giovanni Battista con il rito di “is goppais e is gommais de froris” (i compari e le comari di fiori) e l’accensione de “su fogaroni” (il falò).

Una notevole importanza la riveste anche la Settimana Santa, con le varie processioni a partire dal giovedì santo, la via crucis del venerdì mattina e Su scravamentu la sera, per poi concludersi con S’incontru nella domenica di Pasqua. Quest’ultimo evento vede una doppia processione che parte da due punti differenti del paese, per poi incontrarsi nel centro: una (quella che parte dalla chiesa parrocchiale) con la statua della Madonna, l’altra (quella che parte dalla parrocchia di San Giovanni Battista) con la statua del Cristo risorto. Una volta ricongiunti i due gruppi, i Cunfradas che sorreggono le due statue svolgono dei movimenti rituali, che mimano il gesto del Cristo di togliere il velo a lutto della Madonna. Seguono spari, le scampanate e la liberazione di due colombe; infine la processione diventa unica e risale verso la Chiesa della Madonna del Carmine.

Teulada è anche un paese di radicate tradizioni artigianali: l’artigianato spazia da quello tessile, con bellissimi arazzi e tappeti, ai lavori in sughero, in pelle o in ceramica. Anche il ricamo è praticato da secoli e un particolare punto prende proprio il nome di “punto Teulada” in quanto inventato dalle donne del paese. Inoltre, famoso per la sua particolarità rispetto agli altri costumi della tradizione sarda, è l’abito maschile di Teulada, in cui sono evidenti le influenze spagnole; è composto da un sombrero grigio a falda larga, una giacca modello bolero e una camicia con collo largo e colletto di tela di lino; le “bragas” (i pantaloni), sono ampie e arrivano a metà polpaccio. Nella cintura in pelle si trova un amuleto detto “sa punga a giunchiglia”, usato contro il malocchio.

Sul fronte delle sagre enogastronomiche, nel mese di agosto si svolge nell’ampio giardino della casa baronale Sanjut la Sagra del pane e del formaggio, all’interno del calendario estivo di eventi denominato “Estate con noi”. In questa occasione le anziane donne del paese, vestite nei costumi tipici, lavorano la pasta per il pane, che viene poi messo a cuocere nel forno a legna e offerto ai turisti e visitatori; il vero protagonista della kermesse è sa tunda teuladina, il soffice e rotondo pane tipico di Teulada. Allo stesso tempo, dei giovani casari mostrano la preparazione del formaggio a partire dalla lavorazione del latte, che segue un rituale antichissimo tramandatosi di generazione in generazione. Va sottolineato che Teulada rappresenta un importante tassello della filiera che produce e vende formaggio tipico sardo.

Durante la sagra, ma anche durante l’anno nelle famiglie più legate alle antiche tradizioni gastronomiche, i pani tipici dalle forme canoniche e dalla preparazione più semplice, come su civraxiu e su modditzosu, sono sostituiti nelle occasioni più speciali dai pani a pasta finemente scolpiti dalle mani esperte delle massaie, come su coccoi pintau e su coccoi lisu, vere e proprie opere d’arte dalle forme originalissime.

Un’altra importante rassegna ormai a livello internazionale è poi l’incontro internazionale di “Scultura e Pietra”, che vede ogni anno una grande partecipazione di artisti provenienti da tutto il mondo.